Hong Kong: banche private, al via i controlli

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Le grandi banche internazionali hanno dato il via ad una serie di controlli a tappeto sui propri clienti. L'obiettivo è capire se questi hanno legami con il movimento pro democrazia che si è andato a sviluppare negli ultimi anni

Sempre più controlli. Si risale fino al 2014 quando il movimento dell'ombrello era molto forte e ben riconoscibile

Si indaga sui social network. Nel caso si sia politicamente esposti il mondo finanziario potrebbe diventare un miraggio

Gestori patrimoniali di Hong Kong alle prese con le nuove regole cinesi. Per evitare di rimanere invischiati in qualche meccanismo governativo e di vedere compromessa la loro presenza nel centro finanziario orientale, diverse banche stanno svolgendo ulteriori controlli sulla loro clientela private per vedere se hanno mai avuto legami con il movimento democratico della città.
Secondo quanto riporta Reuters, i banchieri di Credit Suisse, Hsbc, Julius Baer e Ubs stanno allargando i controlli sulla clientela per capire gli effettivi legami politici che questi hanno. L'etichetta di persone politicamente esposte può dunque rendere difficile o addirittura negare l'accesso ai servizi bancari.

I controlli che le banche stanno facendo sono particolarmente precisi. E infatti queste stanno analizzando anche i commenti sui social network nel passato. Reuters precisa inoltre come le banche internazionali sono talmente allarmate da questa situazione che stanno anche andando ad analizzare gli stessi funzionari di Hong Kong e cinesi che hanno dato il via alla legge. I controlli che gli istituti di credito stanno facendo non riguardano però solo gli ultimi due o tre anni, ma potrebbero in alcuni casi risalire fino al 2014. E questo perché è proprio in quell'anno che il movimento dell'ombrello pro-democrazia è stato molto forte. Analizzando le posizioni fino al 2014 la banca può capire la predisposizione politica di un determinato cliente.

La situazione ad Hong Hong non è però da sottovalutare perché Alber Ho, un veterano democratico che gestisce uno studio legale ha dichiarato a Reuters come le persone che hanno il suo stesso credo politico andranno in contro a serie difficoltà nei prossimi anni. “In realtà non c'è molto che puoi fare a meno che tu non cessi tutte le tue attività finanziarie e bancarie ad Hong Kong”, dichiara Ho.

Le banche sono state costrette a fare questi controlli, per non incorrere in sanzioni o peggio ancora essere escluse dalla piazza finanziaria di Hong Kong. Dall'altra parte ci sono però dei rischi sulla reputazione di non poco conto. Alcuni gestori patrimoniale hanno infatti detto a Reuters di essere preoccupati per tutta questa situazione e soprattutto del fatto che alcuni loro clienti possano essere accusati, secondo la legge sulla sicurezza. Un altro gestore ha dichiaro che il suo team ad Hong Kong di rischio e conformità ha stilato un elenco dei 10 individui che sui media locali avevano apertamente sponsorizzato il movimento pro-democrazia. E si sono sentiti sollevati nello scoprire che nessuno di loro era un loro cliente.

La nuova legge cinese è molto severa è tra le varie disposizioni, che hanno come obiettivo quello di reprimere il movimento pro- democrazia di Hong Kong, c'è il sequestro di beni e il cercare di dare maggiori poteri ad una nuova unità della polizia per il congelamento e la confisca di fondi di proprietà oltre che maggiori poteri per ottenere informazioni. Le aziende possono anche affrontare sanzioni che vanno dalla multa alla sospensione / perdita della licenza commerciale.

Una situazione che rende il mondo finanziario ancora più difficile e ostico per tutti i democratici. Anche perché le conseguenze non sono solo per il singolo soggetto ma anche per le società.

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