Donne investitrici più sicure ma poco confident con gli Esg

Tempo di lettura: 2'
In Italia le donne detengono il 10% della ricchezza privata totale, pari a circa il 35% del risparmio gestito dal private banking. Sono però solo 60 mila quelle che possono essere definite di “alto profilo”, cioè professioniste, imprenditrici, dirigenti con disponibilità finanziaria di almeno 250 mila euro

Le donne di “alto profilo” sono competenti e interessate alla gestione del denaro, molto più degli uomini di pari profilo (84% contro il 71% degli uomini)

E negli ultimi 12 mesi il 68% delle donne del campione dichiara di aver acquistato più volte un prodotto finanziario di investimento

In Italia le donne detengono il 10% della ricchezza privata totale, pari a circa il 35% del risparmio gestito dal private banking. E sono solo 60 mila quelle che possono essere definite di “alto profilo”, cioè professioniste, imprenditrici, dirigenti con disponibilità finanziaria di almeno 250 mila euro, equivalenti allo 0,2% della popolazione femminile, mentre lato uomini, gli investitori di alto profilo sono l'1%. Questo quanto emerge dallo studio Candriam – Aipb, realizzato con Ipsos su: “Il valore della donna investitrice: il contributo della consulenza finanziaria per superare gli stereotipi di genere”, che analizza il ruolo della donne che hanno ampie disponibilità finanziarie e occupano posizioni di rilievo nei sistemi sociali ed economico- finanziari del Paese, chiamate di “alto profilo”.
Queste sono due volte su tre laureate, ben al di sopra delle medie nazionali, occupano ruoli di rilievo come imprenditrici, libere professioniste o dirigenti, si tratta di donne attive, impegnate, abituate a gestire responsabilità e complessità. Il 48% di queste siede all'interno di un consiglio di amministrazione, il 25% ha una carica a livello associativo. Una donna su cinque vive da sola, la maggior parte vive con un partner e ha dei figli. Ma che approccio hanno con gli investimenti?



Secondo la ricerca queste sono competenti e interessate alla gestione del denaro, molto più degli uomini di pari profilo (84% contro il 71% degli uomini). Negli ultimi 12 mesi il 68% delle donne del campione dichiara di aver acquistato più volte un prodotto finanziario di investimento. Inoltre, lo stile decisionale delle donne di alto profilo è più pragmatico e maturo di quello degli uomini, caratterizzato dalla condivisione, non perché manchino di self confidence o di preparazione per scegliere da sole, ma perché ritengono che quella condivisa sia una scelta migliorativa. Una donna su due prima di decidere si confronta con un partner o con un professionista. Ma non solo perché secondo la ricerca le donne mettono la sicurezza al primo posto con un peso del 50% contro il 18% attribuito dagli uomini. Al secondo viene il rendimento, con un punteggio del 20%: un'importanza simile a quella attribuita dagli uomini che lo pongono al primo con un punteggio del 25%.



Andando avanti con i dati si scopre come per le donne di “alto profilo” la sicurezza è un valore che si lega indissolubilmente alla progettualità sul futuro, all'esigenza di pianificare a lungo termine. Ed è per questo motivo che tendono ad allocare il 60% delle proprie risorse in progetti di medio-lungo termine e non dovrebbe sorprendere che solo il 4% esprime una propensione a tenere la propria liquidità ferma sul conto in un anno particolarmente critico come il 2020 (contro l'8% degli uomini). Ma non solo perché il 35% del campione intervistato sceglie prodotti che garantiscano il capitale, il 36% si esprime per l'investimento immobiliare, preferito solo dal 20% degli uomini. Emerge anche un 18% di investitrici impavide che, nonostante l'incertezza del momento, sanno ben guardare al lungo termine. Queste donne, che rappresentano la punta più evoluta di questo segmento, ritengono che l'adozione di strategie alternative possa dare nel lungo periodo performance soddisfacenti.

Lato sostenibilità il mondo pink traballa. L'88% delle donne di “alto profilo” dichiara di aver sentito parlare di prodotti Esg, il 55% afferma di conoscerli bene, ma sono poche quelle che li detengono in portafoglio, perché, seppur fiduciose nell'impatto che questi investimenti possono avere, temono che siano poco liquidi, sicuri e con scarsi rendimenti. “Ciononostante, una donna investitrice su due vorrebbe investire il proprio patrimonio in investimenti con impatti Esg o in economia reale: il 45% dichiara di voler diversificare, il 36% dichiara di voler contribuire attivamente al rilancio del Paese. Eppure, gli investimenti in economia reale restano sottorappresentati”, si legge dalla ricerca.

E infine la consulenza. L'analisi mostra come le donne che ricevono la consulenza professionale si dicono soddisfatte, ma non soddisfattissime. Solo infatti una minoranza assegna al servizio un voto di eccellenza. Una donna su due pensa che le investitrici abbiano esigenze e necessità abbastanza diverse da quelle degli uomini. Il 73% vorrebbe essere affiancata da esperti con competenze anche non strettamente finanziarie e una donna su cinque ritiene che la capacità di essere seguite nel tempo rappresenti la chiave per migliorare il servizio di consulenza professionale. In base alla loro esperienza, il 20% delle donne di “alto profilo” conferma che nel corso delle conversazioni con il loro consulente finanziario di riferimento vengono affrontati aspetti più generali e di prospettive future, come ad esempio la protezione del rischio o la trasmissione del patrimonio.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti