Noi donne: consulenti e investitrici. Per Widiba il mercato vira verso il rosa

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Dall'indagine Prometeia Wealth Insights, per le donne il risparmio è molto importante (61% vs il 55% del campione maschile), c'è minore dimestichezza con gli strumenti finanziari e più attenzione al rischio/rendimento verso i costi

Il progetto WoW (Women of Widiba) ha l'obiettivo di aumentare il numero delle donne nella rete

Alla base di questa iniziativa l'analisi di mercato che vede un gap finanziario tra uomini e donn





Donne consulenti finanziarie e donne che investono: due realtà che hanno sempre più punti di contatto e in continua crescita. Partiamo dalle prime: in Widiba delle 12 persone che compongono il vertice aziendale il 50% è rappresentato da donne così come il 46% dei dipendenti. Sugli oltre 600 consulenti, invece, la presenza femminile è al 17% circa e per questo è nato un progetto per incrementarne il numero nella rete.

“Non stiamo parlando di quote rosa e neanche di beneficenza” Lucia Cagnazzo, responsabile risorse umane e Cfo di Widiba (www.widiba.it) ci tiene a puntualizzarlo a proposito di WoW (Women of Widiba), un progetto di valorizzazione delle donne consulenti che offre opportunità di business facilitando l'evoluzione della componente donna della rete e che per il 2018 si propone di inserire 15/20 nuove consulenti, iscritte all'Albo e Senior (con minimo 10 anni di esperienza presso altre reti o bancarie).



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Lucia Cagnazzo responsabile risorse umane e cfo Widiba


“Questo progetto nasce dall'analisi di mercato”, spiega Cagnazzo, “nella base clienti, infatti, sta aumentando la componente femminile per una serie di ragioni: oggi in Italia le donne sono di più (51%), vivono di più (aspettativa di vita 85 anni contro gli 80 degli uomini), lavorano di più (nel 2017 si è raggiunto il picco massimo di occupazione femminile in Italia pari a 48,8%) e le giovani si sposano di meno. Le famiglie composte da una persona sola sono il 31,6% e nell'età compresa tra i 55 e i 75 anni le donne single, divorziate e vedove, sono più di 2 milioni, il doppio degli uomini”.


Gap di genere




Esiste ancora un gap di genere soprattutto a livello finanziario tra donne e uomini: mentre infatti a livello immobiliare non ci sono grandi differenziazioni, a livello di patrimonio finanziario, invece, le donne possiedono circa il 30% di ricchezza in meno rispetto agli uomini. Ma questo scenario è destinato a mutare.

Alessandra Scotton, managing director di Iama consulting, ha curato con Widiba il progetto WoW, che ha coinvolto nel team di lavoro uomini e donne, e afferma in proposito: “Patrimonio deriva dal termine latino padre, a sottolineare la tradizionale gestione maschile in questo ambito. Oggi però l'evoluzione socio demografica ha cambiato molte cose e la gestione dell'aspetto economico nelle famiglie è sempre più paritario. Privilegiare un approccio femminile alla gestione della ricchezza non vuol dire che devono occuparsene solo le donne per le donne ma che devono essere privilegiati gli aspetti di cura e fiducia che sono nel dna femminile”.

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Alessandra Scotton managing director Iama consulting
“La donna italiana”, conclude Lucia Cagnazzo, “è ancora troppo cauta sulla propria capacità di produrre e gestire il risparmio. Dall'indagine Prometeia Wealth Insights emerge che le donne attribuiscono maggiore importanza al risparmio (per il 61% è molto importante vs il 55% del campione maschile) e nella composizione del portafoglio mostrano minore dimestichezza con gli strumenti finanziari oltre a porre maggiore attenzione al profilo rischio/rendimento rispetto all'aspetto dei costi. La preparazione è il punto di incontro tra domanda e offerta: per la mia esperienza, confortata anche dalle ricerche, le donne sono molto attente al livello di preparazione dell'interlocutore a cui si affidano per le scelte di portafoglio e sono meno multibancarizzate e meno propense al fai da te nelle scelte finanziarie: il 71% delle donne si rivolge infatti a una filiale oppure a un consulente contro il 58% degli uomini. Lo vediamo anche nella nostra esperienza sui social: nella relazione con le donne le interazioni sono in media 3-4 contro 1-2 interazioni con un cliente uomo. Infine le donne professioniste, dal canto loro, amano differenziarsi sul mercato per il loro livello di preparazione. Widiba si è inserita proprio in questo contesto di mercato: si riducono le filiali, molti servizi e informazioni sono online e noi rispondiamo al bisogno, espresso non solo delle donne, di un consulente che supporti nelle proprie scelte di portafoglio”.

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