Consulenza: c'è un calo nell'interesse all'investimento

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La situazione globale e le incertezze economiche hanno colpito anche la fiducia degli investitori. Dal 2018 al 2021 ci sono infatti sempre meno investitori che si divertono ad investire

Nel 2018 il 58% aveva dichiarato di voler essere attivamente coinvolto nella gestione dei propri investimenti. E di divertirsi nel farlo

Nel 2021, solo il 43% degli intervistati vuole essere attivamente coinvolto nella gestione quotidiana dei propri investimenti

Scegliere dove investire il proprio denaro è spesso difficile. Ad alcuni clienti private piace essere coinvolti in ogni aspetto della consulenza. E dunque anche quando si parla di investimenti e allocazioni dei propri asset. La volatilità del mercato azionario ha però avuto degli effetti sugli investitori e a scoraggiato molti di loro.
Nel 2018, secondo una ricerca di SpectremGroup, società che si occupa anche di analisi finanziaria, il 58% degli intervistati aveva dichiarato di voler essere attivamente coinvolto nella gestione dei propri investimenti. E dunque, poco più dei clienti private aveva dichiarato di apprezzare gli investimenti e che era qualcosa a cui non voleva rinunciare.



Questa attività poteva essere fatta da soli oppure avvalendosi di un consulente. Se si fa un salto in avanti, al 2021, solo il 43% degli intervistati ha dichiarato di voler essere attivamente coinvolto nella gestione quotidiana dei propri investimenti. La percentuale degli investitori chi si “divertiva” ad investire è calata al 43%. Solo il 30% di chi ha un patrimonio tra i 500 e i 900 K ama essere attivamente coinvolto nella gestione quotidiana dei propri investimenti. Risultato in netto contrasto rispetto al 55% di chi ha una ricchezza che oscilla tra i 10 e i 25 milioni.

Ma non solo perché la ricerca mostra anche come questa fascia di patrimonio ha dichiarato per il 69% che ama investire e che non vorrebbe rinunciarvi. In compenso chi ha fini a 500 mila di ricchezza non è molto propenso a diversi investendo. Solo il 35% lo fa. Il motivo? Secondo la ricerca è da ricercare nella sicurezza. Una ricchezza inferiore porta a maggiori incertezze per il futuro e dunque si punta più sul preservarla, alle volta facendo anche degli errori.

Il ruolo del consulente finanziario è di vitale importanza. E infatti più si avrà a che fare con soggetti poco propensi al rischio e all'investimento e più il professionista dovrà essere ancora più critici e possibilmente assumere un ruolo sempre più fondamentale nel processo di selezione degli investimenti.

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