Ca Indosuez Wealth Italy: obiettivo 10 miliardi

Pieremilio Gadda
Pieremilio Gadda
20.11.2019
Tempo di lettura: 3'
Marco Migliore, ceo di Ca Indosuez Wealth Italy, ha presentato il piano di crescita del gruppo nato dall'acquisizione di Banca Leonardo per mano di Indosuez wealth management, atto finale dell'operazione avviata nella primavera del 2018

Migliore: “Puntiamo a rafforzare la nostra presenza in particolare nel segmento high net worth: oggi serviamo tremila famiglie in Italia, di cui circa 2.500 provenienti da Banca Leonardo”

Ampia la gamma di servizi che offrirà alla clientela in Italia: dalla consulenza patrimoniale e fiscale alla strutturazione di operazioni creditizie complesse, dalla filantropia ai servizi fiduciari fino ai private market (private equity, private debt, real estate)

Tre anni per spingere le masse da 6 a 10 miliardi di euro. È l'obiettivo ambizioso con cui il ceo Marco Migliore ha presentato il piano di crescita della sua Ca Indosuez Wealth Italy, la creatura nata dall'acquisizione di Banca Leonardo per mano di Indosuez wealth management, atto finale dell'operazione avviata nella primavera del 2018.
“Puntiamo a rafforzare la nostra presenza in particolare nel segmento high net worth: oggi serviamo tremila famiglie in Italia, di cui circa 2.500 provenienti da Banca Leonardo. Siamo convinti di poter crescere in modo significativo la share of wallet, la quota di portafoglio affidata da queste famiglie a Ca Indosuez Wealth Italy, forti delle competenze che il gruppo vanta a livello globale nel retail banking, nell'investment banking, nell'asset management e nel ramo assicurativo”, ha precisato Migliore.

Ampia la gamma di servizi che la sua struttura offrirà alla clientela in Italia: dalla consulenza patrimoniale e fiscale alla strutturazione di operazioni creditizie complesse, dalla filantropia ai servizi fiduciari fino ai private market (private equity, private debt, real estate). “Non dimentichiamo un altro punto di forza che è rappresentato dalla solidità finanziaria del gruppo. Il rating A+ conta quando si parla di gestione dei grandi patrimoni”.

I team provenienti dalle due realtà sono già stati riuniti, prima dell'estate, nell'edificio di Piazza Cavour 2 a Milano. Oggi Ca Indosuez Wealth Italy può contare su una squadra di 30 consulenti finanziari – che operano in regime di consulenza su base non indipendente – e 45/50 banker. In aggiunta, 25 persone lavorano ai servizi d'investimento: partecipano a un “concerto federale” – come lo definisce Migliore – contribuendo, insieme ai colleghi operanti negli altri paesi, alla costruzione delle prospettive di mercato a livello di gruppo. Una “house view” che poi viene calata nelle singole realtà nazionali e interpretata per valorizzare le specificità dei singoli paesi.

“Beneficiamo di un forte radicamento locale e di una presenza capillare sul territorio. Questo, unito all'esperienza internazionale di Indosuez e alla forza di Crédit Agricole, ci permette di coprire tutte le asset class con un approccio globale supportato da esperti dedicati con sede in Italia”, ha spiegato il ceo.

Indosuez wealth management ha attualmente 3.150 dipendenti in 14 paesi, tra Europa, Asia-Pacifico, Medio Oriente e America Latina e gestisce 130 miliardi di euro (al 30 giugno).
La soglia di accesso al servizio per i clienti è di 500mila euro, ma l'obiettivo di portare le masse sopra un milione per ogni rapporto. “Ai clienti con oltre tre milioni di euro possiamo offrire mandati di gestione discrezionali su misura, personalizzati”, spiega l'ad.

Dopo la Francia, l'Italia è il secondo mercato per il gruppo Crédit Agricole, che può contare su una rete capillare composta da circa 200 banker presenti sul territorio italiano, con attivi in gestione pari a 16,6 miliardi di euro.
Direttore del magazine We wealth direttore editoriale della redazione di We Wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, è laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Nel passato ha coordinato la redazione di Forbes Italia e Collabora anche con l’Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza.

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