Aumenta la liquidità degli italiani: 1.745,6 miliardi di euro

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Secondo l'indagine pubblicata da Abi a febbraio l'ammontare dei depositi dei privati era pari a 1.745,6 miliardi di euro. Dato in crescita rispetto a 1.584,3 miliardi di euro dello stesso mese del 2020

Sempre più liquidità e allo stesso tempo c’è necessità di maggiori investimenti

La sfida futura è riuscire a traghettare la liquidità verso l’economia reale

Sempre più liquidità non investita nei portafogli dei italiani. Secondo l'indagine pubblicata dall'Associazione bancaria italiana (Abi) a febbraio l'ammontare dei depositi dei privati era pari a 1.745,6 miliardi di euro. Dato in crescita rispetto a 1.584,3 miliardi di euro dello stesso mese del 2020. Questo è legato all'instabilità del momento che stiamo vivendo.
A questo si aggiunge un trend di bassi tassi di interesse e una spasmodica ricerca di nuovi investimenti per cercare anche di far ripartire l'economia.

Il farsi prendere dalle emozioni e dunque non investire è un atteggiamento che può essere legato anche ad una scarsa conoscenza finanziaria. Nell'ultima indagine Consob è infatti emerso anche su concetti base (trade-off rischio/ rendimento, interesse composto, inflazione, mutui e diversificazione) solo il 50% ha risposto correttamente il 29% ha detto di non sapere e il 22% non è stato in grado di fornire nemmeno una risposta corretta. Questo sottolinea un basso livello di cultura finanziaria. Ad aggravare la situazione è che solo il 30% di chi non ha fornito risposte adeguate sa di avere lacune nel merito e dunque è anche interessato a colmarle. L'aspetto difficile per le varie istituzioni è cercare di attrarre tutti quegli italiani che non hanno questa consapevolezza verso una maggiore pratica del mondo finance. Ed è proprio per questo che si sta cercando di inserire programmi educational anche per i bambini. Insegnare i concetti di base ai più piccoli risulta essere moto più facile rispetto agli adulti, perché questi, come hanno sottolineato diversi relatori durante l'evento “il Private Banking incontra le Istituzioni e le Autorità di Vigilanza”, hanno già le loro convinzioni ed è difficile scardinarle.
Ma non solo di educazione finanziaria si è parlato, si è fatta anche una panoramica sugli strumenti di investimento ad oggi disponibili. Il focus è caduto sui Pir e i Pir alternativi:

  1. Pir: sono stati concepiti come degli strumenti per incentivare, grazie all'esenzione fiscale sui rendimenti, parte del risparmio italiano verso l'investimento in imprese domestiche. Questi strumenti sono un contenitore fiscale intestato ad una persona fisica residente, che può prendere la forma di un deposito, la percentuale di investimento è vincolato in determinati indici di mercato e l'agevolazione fiscale è agganciato ad un periodo minimo di detenzione (minimo 5 anni).

  2. Pir alternativi: introdotto con il Dl Rilancio affiancano i Pir e hanno un'apertura più decisa verso il mondo delle società non quotate e di minori dimensioni. Questi sono strumenti dove si deve investire almeno il 70% del patrimonio in società italiane che non appartengono agli indici Ftse Mib e Ftse Mid. Il limite massimo annuale di investimento è di 300.000 euro e quello quinquennale è di 1,5 milioni. La Legge di bilancio 2021 ha introdotto un tax credit grazie al quale alle persone fisiche titolari dei Pir viene riconosciuto un credito di imposta pari alle minusvalenze, alle perdite e ai differenziali negativi realizzati in relazione a tali strumenti finanziari, a condizione che siano detenuti per almeno cinque anni e che il credito d'imposta non ecceda il 20% delle somme investite.

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