Credit Suisse, il wealth management si fa in sette

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Ristrutturazione in atto: obiettivo? Regionalizzare il più possibile l'attività bancaria

Nominati i responsabili dei nuovi rami

Le nuove divisioni saranno America Latina, Brasile, Europa occidentale, Europa meridionale, Medio Oriente, Africa ed Europa orientale e centrale

La banca guidata da Tidjane Thiam sembra da tempo focalizzarsi maggiormente sulla gestione patrimoniale e meno sui servizi di investment banking. Il "Project Momentum" istituisce sette (nuovi) rami per gestire con sempre maggiore autonomia il wealth management nelle aree di America Latina, Brasile, Europa occidentale, Europa meridionale, Medio Oriente, Africa ed Europa orientale e centrale.

I sette nuovi responsabili


L'Europa settentrionale sarà affidata a Emma Crystal e quella meridionale invece verrà guidata da Inigo Martos. Per l'Europa emergente, poi, Credit Suisse ha nominato Robert Cielen. A capo del Medioriente ci sarà Bruno Daher e dell'Africa invece Raj Sehgal. Guiderà il ramo dell'America Latina Jorge Fernandez Amann fatta eccezione per il Brasile che verrà invece affidato a Marco Abrahao.

Il secondo trimestre di Credit Suisse


La ristrutturazione di Credit Suisse sembra dare i suoi frutti: nel secondo trimestre infatti l'utile netto dell'istituto è cresciuto del 114% arrivando a 647 milioni di franchi. L'utile pre imposte è cresciuto dell'81% e ha toccato quota 1,05 miliardi di franchi, il migliore senza fattori straordinari degli ultimi dodici trimestri, precisa il Ceo Tidjane Thiam. I contributi più importanti arrivano dalla Banca universale svizzera (553 milioni), dalla gestione patrimoniale internazionale (433 milioni) e dalla divisione Asia Pacifico (217 milioni di franchi). Sono cresciuti invece più a rilento i ricavi, del 7% attestandosi così a 5,60 miliardi di franchi.

Nella gestione patrimoniale, l'afflusso netto è stato di 15,4 miliardi, a fronte dei 12,1 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso. I patrimoni in gestione ammontavano a 1398,4 miliardi alla fine del trimestre, in aumento dell'1,4% rispetto al precedente e del 7% rispetto al giugno 2017.

Credit Suisse si pone come obiettivo, si legge in una nota, di portare la base dei costi al di sotto dei 17 miliardi entro la fine dell'anno. Stando a Thiam nella seconda metà del 2018 l'istituto intende concludere la ristrutturazione. Per il 2019 punta poi a "un ulteriore miglioramento della redditività, un aumento dei rendimenti e un crescente valore per gli azionisti".

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