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Family office: il portafoglio 2023 sceglie asset più liquidi | WeWealth

Family office: il portafoglio 2023 sceglie asset più liquidi

Teresa Scarale
Teresa Scarale
19.6.2023
Tempo di lettura: 3'
Il mondo è cambiato, i tassi sono cambiati. E i family office globali vogliono catturare le opportunità di portafoglio “al tempo del cambiamento”. L’indagine di BlackRock, nel suo ultimo Global Family Office Survey

Il 2022 ha rappresentato un punto di svolta: chiusa la pandemia, è iniziata un’epoca di elevata inflazione, tassi interessi in aumento, accresciuta volatilità, tensioni geopolitiche e protezionismo crescente. Un contesto che rispetto al precedente, caratterizzato da tassi prossimi allo zero, ha spinto i family office a rivalutare la loro esposizione in tutte le asset class. Per capire in che modo si stanno muovendo, Blackrock ha condotto una ricerca in collaborazione con Illuminas tra la fine del 2022 e il 2023 intervistando 120 family office (nella persona dei chief investment officer, cio) per un totale di masse gestite pari a 243 miliardi di dollari, indagando priorità, sfide e posizionamento dei loro portafogli. Rispetto allo studio di due anni fa, nel Global Family Office Survey quasi il doppio degli intervistati (46%) intende modificare la propria strategia d'investimento o il proprio portafoglio rispetto al 2020 (23%), motivando tale decisione proprio con gli intervenuti cambiamenti di contesto. 

L'aumento dei tassi ha cambiato radicalmente i mercati del reddito fisso e della liquidità; la volatilità geopolitica e i vincoli della catena di approvvigionamento hanno costretto gli investitori a rivalutare le loro esposizioni geografiche; il rallentamento della crescita e la maggiore volatilità dei mercati hanno indotto molti investitori a rivalutare la loro esposizione ai mercati pubblici e privati.

La volatilità dei mercati è un’opportunità per i family office nel 2023 

Dal sondaggio emerge che i family office intendono sintonizzarsi alle attuali condizioni di contesto, benché siano fondamentalmente investitori a lungo termine. Non esiste un’unica ricetta: alcuni stanno valutando la possibilità di riequilibrare i propri portafogli allontanandoli dagli asset illiquidi per cogliere le opportunità offerte dai mercati pubblici (ad esempio, il 70% degli intervistati ha dichiarato di aver aumentato le allocazioni sul debito pubblico investment grade); altri ritengono che i rendimenti a lungo termine siano più promettenti nel comparto degli asset privati. In ogni caso, l'87% degli intervistati considera la volatilità dei mercati un'opportunità per generare rendimenti, e molti si stanno riposizionando per coglierli, ossia stanno agendo in maniera tattica per catturare l’alfa da un panorama di mercato in continua evoluzione, per cui sono necessarie revisioni più frequenti del portafoglio. Il 76% dei family office sta rivedendo i portafogli più frequentemente; il 64% cerca sempre più input da partner esterni, il 61% da reti di pari.

Le asset class preferite dai family office 

In particolare, il reddito fisso e il credito privato sono emersi come aree chiave di attenzione grazie all’aumento dei tassi di interesse. Gli investimenti alternativi ad alto rendimento continuano a essere un punto di riferimento, con la maggior parte dei family che cerca di mantenere o aumentare (e diversificare) le proprie allocazioni. La performance delle allocazioni alternative nel 2022 è stata giudicata positivamente, ad eccezione degli hedge fund, che hanno registrato una sottoperformance per oltre un terzo degli intervistati. I mercati privati resteranno cruciali anche nell'attuale ciclo economico, ma è probabile che il peso relativo dei diversi temi muti.

Quali i temi di investimento secondo i cio intervistati da Blackrock nel Global Family Office Survey

Le infrastrutture riscuotono particolare attenzione: il 42% degli intervistati intende aumentare le proprie allocazioni in questo settore. Seguono il credito privato (il 28% degli intervistati intende aumentare le allocazioni), le operazioni dirette di private equity (23%), i fondi di private equity (22%) e il settore immobiliare (8%). La liquidità continuerà a essere un premio nei mercati del private equity e del credito privato. Nella scorsa decade si è assistito a una crescita importante nei mercati privati. Per contro, il numero di società quotate in borsa è diminuito. Questa “eredità” si riflette nel sondaggio di BlackRock; i mercati privati continuano a essere una pietra miliare nei portafogli: l'allocazione sugli alternativi (39%) supera quella sulle azioni quotate (37%). La quota di allocazione sugli alternativi raggiunge il 43% negli Usa, a testimonianza della maturità dei settori del venture e del private equity in quel paese.

L’importanza della consulenza 

Ricercare le migliori opportunità di rendimento richiede però un supporto qualificato (e il 41% dei cio intervistati cita l’accesso alle migliori operazioni dirette e ai migliori gestori esterni). Si lamentano le commissioni elevate (40%), i vincoli di liquidità (35%) e la mancanza di trasparenza (30%). I vincoli dati dalle risorse interne e dalla tecnologia costituiscono le aree che necessitano di maggiore assistenza, mentre la salvaguardia del patrimonio per le generazioni future e la garanzia di rendimenti costanti costituiscono i capisaldi strategici degli investimenti dei family office. L’82% degli intervistati privilegia la ricerca di investimenti che generino alfa; il 69% si concentra invece sulla diversificazione dei rischi di concentrazione.

Uno sguardo al futuro 

Si riscontra però nella maggior parte dei family office un certo pessimismo sulle prospettive macroeconomiche globali. Quelli con un patrimonio in gestione pari o superiore a 1 miliardo di dollari si sono dimostrati meno pessimisti (44%) rispetto ai family office con meno di 1 miliardo di dollari di masse (74%). Infine, i family office con sede nei mercati in via di sviluppo si sono detti generalmente più positivi sulle prospettive economiche rispetto a quelli dei mercati sviluppati, probabilmente grazie all’andamento delle loro economie nazionali.

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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