Unicredit, ricavi trainati dalle fee: è la strategia anche per il futuro

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Alberto Battaglia
28.1.2022
Tempo di lettura: 5'
Nonostante il margine d'interesse si sia contratto del 4% le commissioni hanno consentito di aumentare i ricavi di Unicredit nel 2021

Unicredit ha realizzato 4,436 miliardi di euro nel quarto trimestre (+4,7% sull'anno), contro una previsione di 4,2 miliardi e un utile netto da 0,7 miliardi

Unicredit ha archiviato l'intero 2021 superando la sua guidance, con un utile netto sottostante di 3,9 miliardi, un margine operativo lordo da 9,8 miliardi e ricavi da 17,954 miliardi, in crescita del 4,8%

Il 2021 si è chiuso in acuto per il gruppo Unicredit, che ha superato le attese degli analisti realizzando ricavi per 4,436 miliardi di euro nel quarto trimestre (+4,7% sull'anno), contro una previsione di 4,2 miliardi e un utile netto da 0,7 miliardi. Il cost to income, un indicatore di efficienza, è migliorato di 2,3 punti rispetto all'anno precedente, al 56%, mentre le commissioni hanno accresciuto la propria quota sul totale dei ricavi di due punti, passando al 38%.

Unicredit ha archiviato l'intero 2021 superando la sua guidance, con un utile netto sottostante di 3,9 miliardi (1,540 l'utile netto), un margine operativo lordo da 9,8 miliardi e ricavi da 17,954 miliardi, in crescita dagli 17,132 miliardi del 2020 (+4,8%). Il ritorno sull'equity tangibile, un indicatore di redditività, si è attestato al 7,3%, mentre gli utili per azione sono stati pari a 1,58 euro.

Nonostante l'aumento del 6% registrato nel quarto trimestre, nel complesso del 2021 il margine d'interesse si è ridotto del 4% a 9,1 miliardi di euro, “in seguito ai minori volumi di finanziamento della clientela”. L'aumento dei ricavi è stato dunque trainato dalle “ottime commissioni”, in rialzo, nel quarto trimestre, dell'11,7% anno su anno a 1,7 miliardi e in aumento del 12,1% nel totale del 2021 a 6,7 miliardi.



La progressiva crescita della fetta rappresentata dalle commissioni, fra le varie fonti dei ricavi, rappresenta uno dei pilastri della strategia di Unicredit delineata dall'ad Andrea Orcel. Il minore assorbimento di capitale delle attività legate alla gestione patrimoniale, rispetto al credito, è in grado di sbloccare maggiori risorse per la crescita del gruppo. Più nel dettaglio, nel 2021 sono andate particolarmente bene le commissioni legate ai fondi d'investimento, aumentate del 34% a 1,6 miliardi di euro. Da sola, questa componente ha rappresentato quasi la metà dei ricavi generati dal ramo individual solutions di Unicredit, che include anche polizze assicurative, brokerage e gestioni di portafoglio.



Nel frattempo, Unicredit ha annunciato il potenziamento della partnership di lunga data con Allianz, avviata nel 1996. L'accordo riguarda Italia, Germania, Europa Centrale e Orientale e prevede investimenti congiunti “finalizzati ad una integrazione seamless dei processi e ad accelerarne la digitalizzazione”, che includono i settori della formazione e del marketing. Per l'Italia il rinnovo della partnership con Allianz è stato esteso fino al 2027 nei settori vita e danni, con margini di flessibilità strategica per Unicredit a partire dal 2024.

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“I risultati appena presentati riflettono la forza del nostro gruppo e l'eccezionale talento e il duro lavoro della nostra squadra. Nell'ambito del piano strategico sul fronte Wealth Management & Private Banking, con la creazione di una divisione italiana dedicata, il Gruppo ha confermato la sua attenzione nei confronti dei clienti Hnw e Uhnw che cercano una gestione di servizi altamente personalizzati incorporati nell'offerta unica di una banca commerciale paneuropea", ha dichiarato a We Wealth Stefano Vecchi, Head Wealth Management & Private Banking UniCredit. "Il nuovo approccio punta ad aumentare la focalizzazione sui servizi di consulenza, che vanno oltre a quelli puramente finanziari, attraverso una piattaforma integrata con la nostra offerta di eccellenza", ha aggiunto, "per fare ciò il nostro Wealth Management si è dato un'organizzazione tale da poter supportare i clienti italiani nelle fasi cruciali della vita della famiglia e dell'impresa familiare e rispondere a bisogni, anche di natura straordinaria, che si manifestano”.

"Lavoriamo facendo leva sulla completa integrazione tra tutti i modelli di business del gruppo", ha affermato Vecchi, "per questo riusciamo ad offrire un red carpet che dà accesso a molteplici servizi esclusivi per investire sui mercati finanziari o nell'economia reale, per affrontare temi delicati come il passaggio generazionale o la governance familiare, per individuare lo strumento più utile a sostenere la crescita dell'impresa familiare o per valutare eventuali operazioni straordinarie”.
"Il gruppo ha chiuso l'anno con un Cet 1 ratio pro-forma del 14,13%”, ha dichiarato l'ad Andrea Orcel, sollecitando l'attenzione sulla solidità patrimoniale del gruppo, “questi risultati sono il preludio di quello che il nostro modello a basso assorbimento di capitale ci permetterà di conseguire nel 2022 e oltre a beneficio di tutti i nostri azionisti". Orcel ha confermato, per l'anno in corso, un target al di sopra dei 3,3 miliardi di euro per l'utile netto.

L'ad ha, inoltre, reiterato “l'impegno ad aumentare in misura significativa i rendimenti dei nostri azionisti senza compromettere la robusta posizione patrimoniale: intendiamo distribuire agli investitori, una volta ottenute le approvazioni, 3,75 miliardi complessivi, sotto forma di dividendi in contanti e riacquisto di azioni proprie".

Sulle possibili acquisizioni di Unicredit, Orcel ha ribadito, da un lato, l'apertura a guardare possibili obiettivi in Italia, ma senza troppe pressioni: “non abbiamo bisogno di fare niente per aumentare le masse e quindi se ci saranno opportunità che supereranno i nostri criteri le considereremo perché è nel miglior interesse degli azionisti" – solo in quel caso. Orcel ha aggiunto che la possibile acquisizione della banca russa Otkritie Bank, è tramontata, dopo “i primi step di due diligence” in seguito al “contesto geopolitico” della crisi Ucraina.

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Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica
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