Solida e redditiva: Generali resiste alla guerra e all’utile in calo

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
19.5.2022
Tempo di lettura: 2'
Nonostante l'utile in calo, per via della svalutazione sugli asset russi, Generali ha messo a segno un buon primo trimestre.

Nel primo trimestre Generali ha registrato un utile netto in calo del 9,3% a 727 milioni di euro, per via delle svalutazioni sigli asset russi

Il risultato operativo si è invece attestato a 1,63 miliardi di euro, registrando un +1,1% su base annua

“I risultati al primo trimestre confermano l’ottima performance di Generali, nonostante lo scenario caratterizzato dall’incertezza dovuta al conflitto in Ucraina" ha commentato Christian Borean

Nonostante la guerra, il primo trimestre di Generali è stato positivo. Dai risultati diramati giovedì mattina è infatti emerso come il Gruppo si sia rivelato particolarmente resiliente in questi ultimi mesi, nonostante la guerra abbia pesato sull’utile, in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso del 9%. Risultato operativo in crescita e posizioni patrimoniali sempre più solide testimoniano il buono stato di forma, riconosciuto anche dal mercato. Il titolo del Leone, in controdenza agli altri titoli di Piazza Affari, ha aperto in territorio positivo.

“I risultati al primo trimestre confermano l’ottima performance di Generali, nonostante lo scenario caratterizzato dall’incertezza dovuta al conflitto in Ucraina. Lo sviluppo del business nei segmenti più profittevoli dimostra la costante capacità del Gruppo di generare valore, mantenendo una posizione di capitale solida e ai vertici del settore. Nei primi tre mesi dell’anno, il Gruppo ha avviato efficacemente il nuovo piano strategico “Lifetime Partner 24: Driving Growth”, basato su una forte crescita degli utili per azione, una maggiore generazione di capitale e dividendi più elevati” ha commentato Christian Borean, group cfo di Generali.

I dati hanno mostrato un miglioramento del risultato operativo e dei premi lordi. Il primo si è attestato a 1,63 miliardi di euro, registrando un +1,1% rispetto agli 1,61 miliardi di euro ottenuti nel primo trimestre del 2021, sulla scia dello sviluppo positivo sia del segmento Vita (+7,2%) sia del segmento Danni (+1,2%). Male invece il segmento Asset & Wealth Management, il cui risultato operativo è sceso del 14,5% a 260 milioni di euro, per via della contrazione delle commissioni di performance. I premi lordi complessivi sono invece saliti del 6,1% a 22,32 miliardi di euro. Il consenus degli analisti indicava premi lordi per 20,86 miliardi.

Nel periodo l’utile netto si è attestato a 727 milioni di euro, una contrazione del 9,3% rispetto agli 802 milioni del primo trimestre 2021. Il calo è da imputarsi alle svalutazioni sugli investimenti russi pari a 136 milioni di euro, senza le quali i profitti netti si sarebbero attestati a 863 milioni di euro. 

Il Gruppo ha confermato poi l’eccellente posizione di capitale, con il Solvency Ratio a 237% (227% FY2021). L'aumento di 10 p.p. riflette principalmente le positive varianze di mercato del trimestre (ascrivibili all'aumento dei tassi di interesse e alla contrazione degli spread sui titoli governativi, solo in parte compensati dal calo del mercato azionario, dall'aumento della volatilità e dall'inflazione) che, assieme al solido contributo della generazione normalizzata di capitale, hanno più che compensato gli impatti negativi derivanti dalle operazioni di M&A, dall'accantonamento del dividendo del periodo e dagli attesi cambi regolamentari del trimestre.

Infine, con uno sguardo al futuro, l'obiettivo del Gruppo è quello di registrare nel periodo 2021-2024  un tasso annuo composto di crescita dell’utile per azione tra il 6% e l’8%, generare flussi di cassa netti disponibili a livello della Capogruppo superiori a € 8,5 miliardi e distribuire agli azionisti dividendi cumulati  per un ammontare compreso tra € 5,2 e € 5,6 miliardi.

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.
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