Schema Ponzi, otto storie di illusionisti (e delle loro magie)

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
23.7.2021
Tempo di lettura: 5'
Anche a Wall Street esistono sedicenti maghi: lievitano i risparmi in oro secondo un trucco conosciuto come Schema Ponzi. Ecco otto storie di mega truffe dagli anni novanta ad oggi

Visualcapitalist, sito di informazione economico finanziaria, ha ripercorso le otto mega truffe che negli ultimi trent'anni hanno fatto migliaia di vittime tra gli investitori (e non solo)

Gli otto illusionisti di cui si ripercorre lo Schema Ponzi sono: Jean Pierre Van Rossem, Ian Stoica, Sergei Mavrodi, Gerald Payne, Joel Steinger, Tom Petters, Bernie Madoff e Allen Stanford

Lo schema Ponzi è un tipo di frode finanziaria che attira gli investitori con la promessa di rendimenti stratosferici. Il meccanismo è semplice: il capitale derivante da nuove sottoscrizioni viene utilizzato - oltre che per remunerare i padri dello schema - per pagare gli interessi promessi agli investitori già dentro la truffa. La falla sta nel fatto che lo schema si inceppa quando non arrivano più sottoscrizioni. Allora gli ultimi investitori in ordine cronologico ad essere entrati nello schema oltre che a non vedere neanche un dollaro di rendimento, corrono il rischio di perdere tutto il loro capitale investito. Di maghi e stregoni che hanno ammagliato le genti di Wall Street ce ne sono stati più di uno: da Charles Ponzi - a cui si deve il nome dello schema - a Bernie Madoff. Ecco otto mega truffe più recenti.

  • 1991, Jean Pierre Van Rossem: Van Rossem, proprietario negli anni novanta della Onyx, team militante in Formula 1, all'inizi degli anni novanta mise in piedi un tipico schema Ponzi tramite la sua società di investimento, la Moneytron, la quale affermava di aver trovato un algoritmo in grado di predire il mercato. Forte del suo solido background econometrico, Van Rossem in poco tempo diventò il “guru del mercato finanziario”, attraendo alla sua corte molti clienti facoltosi, inclusi i membri della famiglia reale belga. Moneytorn allo scoppio dello scandalo chiuse i battenti e Van Rossem fu condannato a cinque anni di prigione per frode. Nel tentativo di evitare il carcere, Van Rossem si buttò in politica e servì il parlamento belga per diversi anni.

  • 1994, Ian Stoica: contabile rumeno che nel 1992 fondò Caritas, un'organizzazione di aiuto reciproco, come lui stesso la definiva, volta a migliorare nell'immediato le condizioni economiche degli abitanti della Romania. Tramite Caritas, Stoica prometteva in soli tre mesi un guadagno pari ad 8 volte il capitale iniziale. Un rendimento a cui non rinunciarono ben tre milioni di rumeni che riversarono i loro risparmi all'interno dello schema. Per costruire la propria credibilità Caritas pubblicava periodicamente una lista dei “vincitori” sui giornali locali. Le cose andarono bene fino al 1993, quando Caritas iniziò a posporre i pagamenti e i clienti scoprirono che la società era esposta per 450 milioni di debito. Stoica fu arrestato nel 1994 e condannato a sette anni di carcere. Dopo due appelli, la condanna fu ridotta ad appena un anno e mezzo.

  • 1994, Sergei Mavrodi: “illusionista” russo che nel 1989 fondò MMM, società che inizialmente si occupava di importazioni di prodotti tecnologici. Business che durò fino al 1994, quando Mavrodi trasformò la società in uno schema ponzi. Nel febbraio di quell'anno la MMM emise le sue prime azioni a un prezzo di 0,65 dollari promettendo un ritorno del 1000% nell'arco di un anno. Il prezzo era stabilito arbitrariamente e raggiunse in pochi mesi gli 81 dollari ad azione. Quasi dieci milioni di russi furono coinvolti nella truffa, molti dei quali senza nessuna nozione finanziaria. Mavrodi riuscì per un certo tempo ad evitare la galera. Come le indagini erano state avviate, Mavrodi si era infatti guadagnato l'immunità assicurandosi una poltrona in parlamento. Fu catturato nel 2003 e condannato a quattro anni di carcere. Curiosità: nel 2011 MMM fu rilanciata e attualmente opera come “social financial network” sotto il nome MMM Global.

  • 1997, Gerald Payne: fondatore del Great Ministries International, un ministero cristiano evangelico che gestiva uno schema Ponzi che nel tempo arrivò a raccogliere quasi 500 milioni di dollari da 18.000 persone. Payne mascherò lo schema appellandosi alle scritture bibliche, e promettendo di raddoppiare le donazioni che i fedeli avrebbero elargito alla chiesa. I problemi iniziarono quando furono arrestati membri del ministero che avevano costituito in proprio degli schemi laterali. Il colpo di grazia arrivò quando le autorità chiusero i rubinetti del ministero, lasciandolo a corto di liquidità. Payne fu condannato a 27 anni di prigionia, dopo anni di processi in cui il truffatore si difendeva sostenendo che il governo americano non avesse autorità sulle organizzazioni religiose.

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  • 2003, Joel Steinger: fondatore della Mutual Benefits Corporation, società che garantiva rendimenti sensazionali attraverso un giro di assicurazioni. La truffa verteva su uno schema sofisticato: la società comprava a sconto polizze vita da pazienti terminali e le rivendeva agli investitori, con la promessa di alti ritorni. Steinger regolarmente corrompeva i dottori al fine di falsificare le cartelle dei pazienti assicurati, facendo credere agli investitori che questi sarebbero morti di lì a breve. Gli investitori si accorsero ben presto che i pazienti vivevano più a lungo del previsto e denunciarono la cosa, ma la tardiva risposta da parte delle autorità permise alla MBC di operare per più di un decennio. Dozzine di dirigenti della MBC furono condannati a una pena compresa tra 1 e 20 anni. La pena massima fu commutata a Steinger, che però nel marzo del 2020 ha fatto appello a una riduzione della pena a causa di una serie di problemi di salute.

  • 2003, Tom Petters: prestigiatore di vecchia data e tra i più duratori, Petters fondò la Petters Group Worldwide nel 1988, società che si descriveva come venditore all'ingrosso di beni da consumo. La PWI in verità falsificava gli ordini di acquisto al fine di attirare miliardi di dollari dagli investitori. Parte di questi capitali servirono per ripagare gli interessi promessi, l'altra per remunerare le tasche degli associati o comprare altre società. Come avvenne con Polaroid. Nel settembre 2008, un impiegato della PWI confessò lo schema, fornendo alle autorità una registrazione in cui Petters ammetteva di avere falsificato gli ordini. Nell'aprile del 2010 Petters fu condannato a 50 anni di reclusione.

  • 2008, Bernie Madoff: re dei Ponzi anche per via della dimensione della truffa senza pari: 65 miliardi di dollari. Madoff, veterano di Wall Street ed ex presidente del Nasdaq, mise in piede quello che è infatti considerato lo schema Ponzi più grande della storia. Orchestrato tramite il suo hedge fund, convinse gli investitori con la promessa di rendimenti a due cifre, qualsiasi cosa fosse successa sui mercati. Lo schema era dei più semplici: Madoff depositava i risparmi dei clienti su un conto corrente, e li ritirava ogni volta che i clienti richiedevano la riscossione del loro investimento. Nonostante fosse stato al centro di diverse indagini, il mago delle bugie evitò problemi legali per molti anni. La sua fortuna finì con la crisi finanziaria del 2008, allorché non riuscì a fare fronte a tutte le richieste arrivate tutte d'un tratto. Nel 2009 Madoff fu condannato con la pena massima di 150 anni di reclusione. Morì nell'aprile 2021. A far funzionare lo schema più di altri era il fatto che l'hedge fund prometteva un rendimento tra il 10% e il 20%: rendimento elevato ma non a tal punto  da attirare l'attenzione delle autorità dal momento che il rendimento medio del S&P500 negli anni novanta era del 16%.

  • 2012, Allen Stanford: alla guida della società caraibica Stanford Financial Group, Stanford è autore dello schema Ponzi degno di nota più recente. La società vendeva uno strumento relativamente a basso rischio, quali i certificati di deposito, promettendo più interessi di quanto invece non garantivano i concorrenti. Con i capitali raccolti, oltre che ad alimentare lo schema Stanford, si finanziava le sue spese personali. Le indagini partite nel 2009 portarono all'arresto del. Truffatore tre anni anni. Ad oggi sono circa 18 mila i suoi clienti che non hanno recuperato il loro investimento.

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.
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