Perché i porcospini sono utili nelle relazioni?

Tempo di lettura: 3'
Tutti oscilliamo tra due comportamenti antitetici: il bisogno del contatto con gli altri e la necessità di mantenere la nostra identità personale. Cosa fare? La necessità di trovare la distanza corretta
La metafora del porcospino, scritta da Arthur Schopenhauer, rappresenta uno dei dilemmi cruciali nei rapporti tra gli esseri umani. Il filosofo tedesco Schopenhauer, uno dei maggiori rappresentanti della corrente del pessimismo nel XIX secolo, pubblicò nel 1851 un libro intitolato “Parerga e Paralipomena”. In questo libro si lascia alle spalle il disfattismo che aveva caratterizzato tutta la sua opera precedente e apre un dialogo nuovo col lettore. Quest'opera gli valse il riconoscimento e la fama che aveva cercato per tutta la vita. Nella seconda parte del libro, narra alcune metafore di natura politica tra cui quella del porcospino, diventata poi famosissima.
La raccontò così: “Dei porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine degli altri compagni ferirli; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”.

Il grande filosofo tedesco cercò di spiegare in modo semplice ma efficace come gli esseri umani si trovino spesso in bilico fra il bisogno del contatto con gli altri e la necessità di mantenere la propria identità personale o difendersi dagli altri. Infatti noi oscilliamo spesso fra due comportamenti antitetici:

  • avvicinarsi molto agli altri con un atteggiamento aperto e confidenziale, con il rischio di “pungersi sulle loro spine o pungere gli altri con le proprie”

  • allontanarsi e restare diffidenti con il rischio di rimanere isolato


Questi due atteggiamenti possono essere legati ad alcuni fattori personali come ad esempio:

  1. aspetti caratteriali: persone estroverse o introverse

  2. schemi di relazione che sono stati trasmessi dalla famiglia o dall'educazione scolastica

  3. esperienze positive o negative incontrate nelle relazioni pregresse, sia personali che professionali

  4. il contesto culturale e l'ambiente in cui ci si muove


Trovare la distanza intermedia è l'obiettivo che dovremmo avere tutti. A patto di essere consapevoli di questa dinamica. È un processo per tentativi ed errori, in cui occorre tenere conto che la persona con cui si crea la relazione può avere uno schema completamente diverso dal nostro.

A chi non è successo di restare profondamente colpito da una persona appena conosciuta, di avvertire una grande affinità e sentire il desiderio di creare subito un legame profondo, avvicinandosi molto?

Ad altri invece può essere successo di vivere una situazione opposta: avvertire un'immediata ostilità per qualcuno che si conosce poco e a causa di pregiudizi o stereotipi, ferirlo con le parole o con i comportamenti: indifferenza o svalutazione.

Ogni persona può riuscire in questo intento perché l'altro avverte la sua stessa necessità. Può anche rimanere deluso perché l'altra persona non ha l'abitudine di aprirsi subito e non ricambia la sua percezione. Vuole approfondire la sua conoscenza per piccoli passi o non approfondirla affatto, mantenendola su un livello formale.

La svolta sta nel trovare la giusta distanza tra sé e gli altri quella che permette di poter dare e ricevere calore. Trovare la distanza corretta ci mette al riparo dal rischio di essere feriti o ferire, di diventare dipendenti, di lasciare meno spazio alla nostra identità personale. La sfida è quindi di evitare di rifugiarsi nella zona di comfort che è la “distanza”, dove è vero che non ci si fa male, ma non c'è neanche una relazione.

Se ad esempio si inizia un nuovo rapporto sentimentale o di lavoro è importante mantenere la propria autonomia individuale. In questa fase delle relazioni è consigliabile continuare a mantenere lo spazio per gli  impegni e le abitudini personali.

Ci sono anche persone che si ricaricano nella solitudine perché hanno timore di essere invasi o sono stati già invasi dagli altri durante la giornata. È il caso delle attività con livelli intensi di relazione con gli altri, come i medici in questo periodo, ad esempio.

La necessità di isolarsi può magari offendere l'altro. Quindi ricordiamoci di spiegare bene che importanza ha per noi un certo comportamento.

Se uno dei due individui rinuncia al proprio benessere personale (lo spazio) per adeguarsi ai comportamenti e ai desideri dell'altro, col tempo nascerà un clima di sofferenza esplicito e fonte di conflitti, oppure implicito e fonte di risentimenti. In entrambe i casi ci sarà un allontanamento.

Per chiudere su questo tema è importante ricordare in quale delicata fase storica stiamo vivendo e come abbia riportato in evidenza proprio il dilemma di cui parliamo.

La solitudine e l'isolamento forzato in cui ci troviamo ci ha condotto a una nuova serie di relazioni distanti e del tutto inusuali per l'animale sociale che siamo. Ci ha condotto nel mondo online, dove valgono nuove regole che stiamo imparando faticosamente.

Sarà interessante valutare tra qualche tempo come saranno cambiati i rapporti tra colleghi, tra team di lavoro, tra professionisti e clienti, tra amici e conoscenti. Di sicuro c'è una sofferenza in questa mancanza di incontri fisici, di strette di mano, di abbracci e di sguardi.

D'altro canto c'è la possibilità di scoprire aspetti che in un momento diverso non avremmo notato. Il “distanziamento” paradossalmente è stato fondamentale, per ri-scoprire l'importanza della qualità delle relazioni e della “distanza giusta”.
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Ha costituito 15 anni fa una boutique specializzata in formazione e coaching per manager e sportivi. Ha ideato una metodologia che vince le naturali resistenze all’apprendimento di nuovi comportamenti. È anche conosciuto come il fondatore della Domandologia ®. Insegna queste materie, oltre che nelle aziende private, anche presso l’Aeronautica militare italiana.

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