Un patto di sindacato a garanzia dell'exit

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Un accordo parasociale tutela l'imprenditore che decide di cedere la quota di controllo della sua azienda mantenendo una partecipazione di minoranza
L'Italia è un Paese di eccellenze che si traducono in posizioni di leadership se non addirittura di monopolio in settori di nicchia e marginalità importanti. L'acquisizione di queste eccellenze è l'obiettivo di ogni operatore industriale di dimensione internazionale che, quindi, guarda naturalmente all'Italia. Enrico ha 50 anni e un'offerta sul tavolo di quelle che ti cambiano la vita. “Blue Chip Inc. (nome di fantasia, ndr) è lieta di sottoporle un'offerta preliminare compresa tra Euro (x) e Euro (y), soggetta a due diligence e ad un accordo sui testi contrattuali, per l'acquisto di una partecipazione compresa tra il 70 e l'80% della sua società. L'offerta è formulata sulla base delle informazioni ad oggi in nostro possesso e soggette a verifica e, in particolare, sul presupposto che la società abbia conseguito un fatturato, un Ebtida e un Ebit normalizzati delle componenti straordinarie, rispettivamente non inferiori a Euro (w) Euro (z) e ad Euro (xx). Le azioni della società saranno valorizzate su base debt free/cash free. L'offerta è ulteriormente subordinata al suo impegno ad accettare e mantenere la carica di amministratore delegato della società per almeno i prossimi 3 esercizi sociali a condizioni da concordare”. Nbo, due diligence, Ebtida, Ebit, normalizzazioni... Enrico non è un neofita, ma sa che non può permettersi di essere superficiale: sa che non potrà fare tutto da solo e dovrà studiare. Innanzitutto Enrico ha un dubbio: la “forchetta” di valutazione riportata nell'offerta corrisponde al prezzo delle sue azioni? Non ne è certo, perché la lettera parla di enterprise value... La cifra è molto allettante, più alta di quanto pensasse, ma Enrico non sa bene a cosa corrisponda. Scoprirà in effetti che l'offerta si riferisce alla valutazione, su base 100%, riferita al suo business e che, in realtà, il prezzo delle azioni sarà calcolato deducendo da questa somma la c.d. posizione finanziaria netta (indebitamento finanziario al netto di titoli e disponibilità di cassa) e poi applicando al risultato la percentuale di azioni cedute rispetto al totale. La questione è ovviamente essenziale e sarà necessario chiarirla in fretta, anche perché la legge di bilancio 2019 consente la rivalutazione del costo fiscale delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati possedute al 1° gennaio 2019, stabilendo la possibilità di sostituire il costo storico (costo o valore di acquisto) con il valore di mercato attuale, determinato sulla base di un'apposita perizia asseverata redatta da un soggetto abilitato, da affrancare mediante il versamento di un'imposta sostitutiva dell'11% per le partecipazioni qualificate (superiore al 20% dei diritti di voto), o del 10% per le partecipazioni non qualificate. L'asseverazione della perizia e il versamento dell'imposta sostitutiva (per intero o la prima delle 3 rate annuali, finanziabili al tasso annuo del 3%) dovrà avvenire entro il 1° luglio 2019.

Un processo di vendita richiede diverse settimane per essere completato. La lettera è decisamente articolata, scritta in un inglese ostico e contiene diverse altre clausole, tra cui foro esclusivo e legge applicabile stranieri, una richiesta di esclusiva di diversi mesi, impegni di riservatezza. Questo è pane per gli avvocati, Enrico giustamente ha altre preoccupazioni: negli anni, la società ha saputo generare liquidità che ha in buona parte recentemente investito senza avere ancora raccolto tutti i frutti.

Come evitare di essere penalizzato dalla formula di prezzo?


E ancora, il Tfr che i dipendenti gli hanno affidato come sarà considerato? E, ancora, che ne sarà di quel 30% di azioni che gli viene chiesto di “re-investire” e, ancora, il ruolo che lo attende nella nuova realtà sarà motivante e gli consentirà di incidere per far crescere l'azienda? Fino ad ora le decisioni sono spettate a lui e sono state eseguite dai suoi collaboratori più stretti. Enrico scoprirà presto che il socio americano si aspetta da lui la stessa capacità di gestire l'azienda, di “leggere” il mercato e di innovare il prodotto, ma gli affiancherà uno o più “angeli custodi” che dovranno controfirmare ogni contratto, ordine e pagamento. La capacità di riportare al gruppo in tempo reale ed in modo efficace le informazioni economico-finanziarie e di convincere il socio della bontà delle sue proposte sarà fondamentale per “pesare”.

Da decisore a persuasore, da “patron” a manager, Enrico dovrà affrontare una sfida complessa. Un primo test sarà la negoziazione del proprio pacchetto di remunerazione e incentivazione, perché gli consentirà di fissare obiettivi economici condivisi con il socio americano e quindi di disegnare l'azienda del futuro. Ma l'imprenditore trasformato in manager è anche un socio importante. Il suo 30% deve essere tutelato da un patto parasociale e da uno statuto che proteggano il suo investimento. L'allineamento degli interessi sarà garantito da business plan e bugdet annuali coerenti con una visione condivisa. La legge proteggerà Enrico da abusi del socio di maggioranza solo garantendogli una via di uscita dalla società e attraverso lunghe battaglie giudiziarie. Ma Enrico non si vede (ancora) fuori dalla sua azienda. Quando ciò avverrà, dovrà essere alle sue condizioni. L'esperienza insegna che i conflitti di interesse saranno realmente gestiti al meglio solo se il dialogo nel corso delle trattative sarà trasparente e aperto. In questa fase, condividendo informazioni e preoccupazioni per l'integrazione in un gruppo internazionale si getteranno le basi per una proficua collaborazione futura, per regole che prevengano litigi dannosi per l'azienda.

Nel corso della negoziazione, Enrico imparerà anche che, non disponendo più di un pacchetto di controllo, avrà bisogno di regole di circolazione delle partecipazioni che gli garantiscano, da un lato, una continuità della partnership nel medio periodo (lock-up e prelazione) e, dall'altro, una strategia di disinvestimento che gli assicuri parità di opportunità e le condizioni per valorizzare al meglio la propria partecipazione di minoranza. In particolare, meccanismi di vendita congiunta delle azioni della società (quotazione, clausole di co-vendita) o delle azioni di proprietà di Enrico in caso di cambio del controllo a livello della Blue Chip (opzione put sulle azioni di Enrico) gli consentiranno di essere determinante al tavolo delle trattative con la nuova proprietà della Blue Chip, con la certezza di poter realizzare il valore creato con il partner prescelto e di valutare serenamente se accettare le proposte e prospettive del nuovo socio o se dedicarsi ad altro con l'ulteriore liquidità incassata con la seconda vendita.

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