Opa Creval, missione compiuta per Crédit Agricole Italia

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
23.4.2021
Tempo di lettura: 3'
Crédit Agricole Italia chiude con grande successo l'opa lanciata a novembre sul Creval. Le adesioni hanno superato il 90%

Crédit Agricole conquista il Creval: a chiusura dell'offerta, le adesioni all'opa si sono fermate al 90,94%, percentuale che sale al 91,7% se si aggiunge quanto acquistato ai blocchi

Dal lancio dell’opa a fine novembre, la strada verso la conquista del Creval è stata tutt’altro che in discesa. Decisivo l'ultimo rialzo del corrispettivo

Obiettivo raggiunto per Crédit Agricole Italia. Anzi, più che raggiunto. Il gruppo guidato da Giampiero Maioli ha raccolto il 90,94% delle adesioni a chiusura dell'offerta lanciata su Creval lo scorso 23 novembre, superando non solo la soglia del 66,67%  (quota necessaria per detenere il controllo dell'assemblea straordinaria e procedere alla fusione) ma anche quella del 90% per il delisting del titolo. Se si aggiunge quanto acquistato prima del periodo di adesione, la percentuale sale al 91,17%. Il buon esito dell'operazione permette al gruppo di consolidare la propria posizione nel mercato italiano come sesta banca commerciale sia per la somma di AuM e AuC che per totale attivi e numero di clienti. Sulla scia della notizia, il titolo Creval ha chiuso l'ultima seduta della settimana in rialzo dell'1,31% a 12,4 euro.

 

Un braccio di ferro a suon di rilanci

Dal lancio dell'opa a fine novembre, la strada verso la conquista del Creval è stata tutt'altro che in discesa. Il prezzo iniziale offerto da Crédit Agricole Italia, pari a 10,5 euro per azione (cum dividendo) ha incontrato da subito il no del Cda dell'istituto valtellinese e di diversi soci di maggioranza, che hanno invitato banca francese ad alzare il tiro. Considerando che, dall'annuncio dell'offerta, il titolo Creval ha scambiato costantemente sopra i 10,5 euro messi sul piatto da Crédit Agricole, un primo rilancio, anche se inizialmente escluso dai vertici del gruppo, era quasi scontato. E proprio così è stato. Il 14 aprile, in tarda serata, il prezzo è stato alzato a 12,2 euro (cum dividendo) più un extra-bonus di ulteriori 0,3 euro qualora le adesioni arrivassero al 90% del capitale. Ma il ritocco al rialzo, giudicato non ancora sufficiente dal Cda di Creval, non è bastato a far decollare l'Opa, con le adesioni ferme al 22,6% a un solo giorno dal fischio finale. Il punto di svolta è arrivato quando, contro ogni previsione, a meno di 24 ore dal termine dell'offerta (fissato per il 21 aprile), la Banque Verte ha rilanciato nuovamente, rimuovendo il tetto del 90% e arrivando ad offrire 12,5 euro per azione. Con questi “nuovi termini”, il gruppo guidato da Maioli si è assicurato l'adesione da parte di cinque di soci - Dfdg, Alta Global Investments, Hosking Parteners, TIG Advisors e Petrus Advisers - che si sono impegnati a consegnare complessivamente il 22,2%. A questi si sono aggiunti una serie di azionisti rappresentanti un ulteriore 5%. La mossa ha permesso così a Crédit Agricole di superare, almeno sulla carta, la soglia psicologica del 50%. Per effetto del ritocco, la fine dell'Opa è automaticamente slittata al 23 aprile, dando più tempo al gruppo per chiudere una partita il cui esito, fino all'ultimo, è stato incerto.
“Oggi abbiamo concluso, con grande soddisfazione, un'operazione che rappresenta un successo per tutti. Si tratta di un'ulteriore conferma del profondo radicamento nel territorio italiano e della fiducia del Gruppo Crédit Agricole nel nostro Paese. Con Creval rafforzeremo ulteriormente l'impegno nella crescita sostenibile, in grado di generare benefici per tutti gli stakeholder, gli azionisti e, in particolare, i clienti e le persone che vi lavorano" ha commentato Giampiero Maioli, responsabile del Crédit Agricole in Italia. "Voglio mandare un caloroso saluto a tutti i colleghi di Creval: nei prossimi mesi sarà per noi prioritario incontrarli, ascoltarli e condividere con loro tutti i vantaggi derivanti dall'appartenenza a un grande gruppo internazionale. Continueremo a investire nell'economia reale, mettendo a disposizione di imprese e famiglie tutte le nostre competenze e la nostra solidità. È la nostra ragion d'essere e il modo in cui Crédit Agricole ha lavorato tutti i giorni in Italia da più di 40 anni, valorizzando tutti i territori in cui è presente e costruendo relazioni durature con tutte le comunità. Il nostro Gruppo è sempre stato e continuerà ad essere al servizio del nostro Paese, per contribuire alla fase di rilancio che ci vede protagonisti in Europa”.

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