Nozze Mps-Unicredit, avviata una trattativa in esclusiva col Mef

Rita Annunziata
30.7.2021
Tempo di lettura: 3'
Unicredit annuncia l'avvio delle trattative col Mef per l'acquisizione di una parte degli asset di Mps. Soddisfazione, intanto, per i risultati semestrali

Approvati i presupposti di una “potenziale operazione avente a oggetto le attività commerciali di Mps”, tramite la definizione di un “perimetro selezionato e adeguate misure di mitigazione del rischio”, scrive Unicredit in una nota

Mps potrebbe conferire 3,9 milioni di clienti, 80 miliardi di euro di crediti alla clientela, 87 miliardi di depositi alla clientela, 62 miliardi di masse in gestione e 42 miliardi di masse in amministrazione. Oltre a consentire al gruppo di rafforzarsi al centro-nord

Piazza Gae Aulenti mette a segno un primo semestre con un utile netto consolidato pari a 1.921 milioni di euro (contro il rosso di circa 2,28 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno). Il solo secondo trimestre riporta un utile di 1.034 milioni

Dopo mesi di indiscrezioni sulle nozze tra Unicredit e Mps, l'istituto di piazza Gae Aulenti rompe gli indugi. E annuncia l'avvio delle trattive con il Mef per l'acquisizione di una parte degli asset del gruppo senese. Interlocuzioni in esclusiva per “verificare la fattibilità dell'operazione”, precisa Unicredit in una nota ufficiale, che gli permetterebbe di “accelerare i piani di crescita organica e agevolare il raggiungimento di ritorni sostenibili superiori al costo del capitale”. Ma anche di rafforzare il proprio posizionamento competitivo in Italia, con un occhio specialmente al centro-nord, sede del 77% degli sportelli di Mps. Contribuendo fra l'altro “a una crescita della quota di mercato in Toscana di 17 punti percentuali, in Lombardia e in Emilia Romagna di 4 punti percentuali e in Veneto di 8 punti percentuali”, si legge nel comunicato.
Si tratta solo di un primo passo per l'integrazione della banca controllata dal Tesoro, in vista della sua uscita entro l'inizio del 2022 nel rispetto degli impegni assunti con Bruxelles. L'annuncio lascia ben sperare su un esito positivo dell'operazione, ma di fronte al duo Unicredit-Mef si aprono ora 40 giorni di due diligence e trattative. Alcuni presupposti sono già stati definiti. In primo luogo, l'esclusione di contenzioni straordinari e i relativi rischi legali, oltre che dei crediti deteriorati e la copertura di eventuali rischi di credito individuati anche successivamente alla due diligence. Poi la neutralità dell'operazione “rispetto alla posizione di capitale del gruppo su base pro forma”, scrive Unicredit, un accrescimento significativo dell'utile per azione e un accordo sulla gestione del personale “in funzione del compendio inerente all'esercizio delle attività commerciali”.
Il pacchetto-Mps, dal canto suo, conta su circa 3,9 milioni di clienti, 80 miliardi di euro di crediti alla clientela, 87 miliardi di depositi alla clientela, 62 miliardi di masse in gestione e 42 miliardi di masse in amministrazione. Stando a quanto rivelato dall'Ansa e appreso da fonti della banca senese, la presidente Patrizia Greco e l'amministratore delegato Guido Bastianini hanno intanto espresso soddisfazione per la manifestazione di interesse di Unicredit, che a questo punto concorderà con Mps l'accesso a una virtual data room per lo svolgimento dell'attività di due diligence.

“È presto per dire ora se il governo sarà azionista di Unicredit”, ha dichiarato Orcel in occasione di una conference call sul tema, spiegando che dipenderà da quale sarà la struttura dell'operazione. “Abbiamo un obiettivo in mente e puntiamo a concludere la trattativa il più presto possibile”, ha precisato, aggiungendo che “il perimetro che possiamo acquisire lo si saprà in settembre. Al momento la neutralità sul capitale è un principio, prima dobbiamo andare alla due diligence e stabilire il perimetro da acquisire”. Poi ha concluso: “Liberare l'enorme valore che Unicredit ha al suo interno continua a essere la nostra priorità. Tuttavia, sono sempre stato chiaro sul ruolo che l'M&A potrebbe giocare come potenziale acceleratore in grado di migliorare i nostri risultati strategici, sempre nel pieno rispetto dell'interesse dei nostri azionisti”.

Intanto, la banca di Piazza Gae Aulenti ha messo a segno un primo semestre con un utile netto consolidato pari a 1.921 milioni di euro (contro il rosso di circa 2,28 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno). Il solo secondo trimestre riporta un utile di 1.034 milioni (decisamente superiore ai 720 milioni attesi). “C'è un enorme potenziale da valorizzare in UniCredit e guardo con entusiasmo alle opportunità che ci riserva il futuro”, ha commentato Orcel nella nota sui conti. “Abbiamo compiuto iniziali ma significativi progressi nella semplificazione del business, con l'obiettivo di operare con maggiore rapidità e trasparenza. Abbiamo ancora molto da fare e ci focalizzeremo sulla continua riduzione della complessità e sull'accelerazione del processo di digitalizzazione, assicurandoci che l'interesse del cliente sia sempre al centro di ogni nostra decisione”.

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