Mercati e strategie: le 5 qualità per diventare resilienti

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I mercati finanziari sono dinamici e gli investitori non sempre sono preparati alle fluttuazioni. Quando le cose vanno male è difficile tenere il sangue freddo. Come comportarsi? Ecco che entra in campo la resilienza, oltre all'importanza del fare esperienza ma anche del cercare di non fare da soli
La parola resilienza ha origine latina e deriva dal verbo resilire (re+salire), che significa risalire.
In psicologia, il termine è oggi utilizzato per descrivere l'atteggiamento di chi riesce ad andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà. La resilienza è la capacità di una persona di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino. Il verbo persistere indica l'idea di una motivazione che rimane salda.

Di fatto l'individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a leggere gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull'ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un'opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza.

La resilienza non deve essere confusa con la resistenza, che invece non implica un'accettazione del cambio di scenario, ma al contrario si ostina a fare sempre le stesse cose, come se si avesse i paraocchi. La resistenza è ostinata, la resilienza è malleabile e cambia pelle come un camaleonte.

La resilienza ha anche a che fare con l'intelligenza emotiva, che è la capacità di governare le proprie emozioni e di leggere gli eventi senza farsi condizionare troppo dal proprio sentire istintivo.

La resilienza in finanza


Il mercato, anche quello finanziario, è in continuo dinamismo. Alti e bassi nelle quotazioni dei titoli si alternano senza soluzione di continuità. A volte, però, non siamo preparati alle fluttuazioni. Quando si investe bene e si vede il proprio capitale crescere, si pensa che quello che si è guadagnato sia ormai messo in cassaforte. E quando, improvvisamente, arriva una perturbazione finanziaria e il nostro investimento ne risente, viviamo una sensazione di profonda amarezza e preoccupazione. Alcuni, presi dall'emotività, vorrebbero vendere tutto, ritirare l'investimento o smettere di comprare. È in quei momenti che servirebbe invece un atteggiamento resiliente.

Un investitore deve fare della resilienza la sua qualità fondamentale per resistere agli shock e riuscire velocemente a tornare nella posizione di equilibrio a seguito degli stessi. D'altronde è risaputo che gli shock sono tendenzialmente transitori e non influenzano la crescita nel lungo periodo.

Facile a dirsi, ma a farsi? Quando le cose vanno male, è difficile tenere il sangue freddo. Occorre esperienza e anche cercare di non fare da soli.

Ma resilienti ci si nasce o ci si diventa?


I meccanismi di resilienza sono presenti in ciascun essere umano e possono essere messi in atto da chiunque. Pertanto, ciascuna persona è, potenzialmente, un individuo resiliente. A patto che si sia consapevoli di tali meccanismi e li si alleni. In particolare, una persona resiliente ha queste qualità:

  •  l'impegno: che è determinato dalla motivazione interna verso un preciso obiettivo;

  • la speranza: che permette una lettura degli eventi negativi come momentanei e circoscritti e comunque mai assoluti;

  •  la valutazione cognitiva: che determina la risposta comportamentale e fisiologica agli eventi in base al modello che ci si è costruiti del mondo (per la serie: il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?);

  • la ristrutturazione cognitiva: che è la capacità di vedere negli imprevisti nuove opportunità;

  • la fiducia: in se stessi (autostima) e nel mondo, che consente di provarci sempre.


Dall'inseguire un oro olimpico al doversi reinventare professionalmente, dall'affrontare un trasferimento improvviso alla perdita di un proprio caro, dall'assunzione di nuove responsabilità a un problema di salute improvviso. La resilienza è una capacità che ci aiuta a tenerci saldi al timone della nostra vita anche quando il mare è in tempesta.
Per mettere in atto la resilienza è necessario soprattutto cambiare la concezione di se stessi, degli altri e del mondo. Ciò non significa assumere un atteggiamento eccessivamente ottimistico, ma significa mantenere un atteggiamento realistico che permetta di adattarsi alla realtà in maniera consapevole. Tale adattamento dovrebbe essere effettuato in modo da considerare gli eventi negativi (o traumatici) come opportunità da sfruttare e da cui trarre utili spunti per la propria crescita e per migliorare la propria vita e non come minacce sotto le quali soccombere.

E in ambito finanziario? La resilienza ci chiama a cambiare la nostra concezione su come investiamo. Col fai da te la resilienza è a rischio. I consigli di un professionista del settore sono fondamentali. Oramai tutte le case di investimento hanno portafogli (chi più chi meno) resilienti. Solo così si può evitare di vendere o comprare per impulso e quindi sfruttare a proprio vantaggio le oscillazioni anziché subirle.
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Ha costituito 15 anni fa una boutique specializzata in formazione e coaching per manager e sportivi. Ha ideato una metodologia che vince le naturali resistenze all’apprendimento di nuovi comportamenti. È anche conosciuto come il fondatore della Domandologia ®. Insegna queste materie, oltre che nelle aziende private, anche presso l’Aeronautica militare italiana.
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