Italia contro le disparità: quante risorse per le donne?

Rita Annunziata
2.2.2021
Tempo di lettura: 3'
Mentre l'Istat fornisce una fotografia a tinte scure sull'occupazione femminile, in Italia crollano i fondi per superare le diseguaglianze. Secondo un'analisi de lavoce.info, il Piano nazionale di ripresa e resilienza ben si discosta dal Piano Colao. Specialmente quando si parla di donne

Il tasso di occupazione torna a calare nel mese di dicembre, coinvolgendo principalmente la componente femminile della popolazione (-0,5 punti percentuali su novembre)

La prima bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza dedicava alla parità di genere solo 4,52 miliardi di euro sui 209 dispiegati dall'Unione europea

Contrariamente al Piano Colao, di là dei 400 milioni di euro confermati all'imprenditoria femminile, il Pnrr parla genericamente di nuove assunzioni di donne e giovani

Lo stress della crisi, secondo gli esperti, ha finito per esasperare alcune problematiche strutturali del nostro paese. Specialmente quando si parla di donne. Stando agli ultimi dati dell'Istituto nazionale di statistica, dopo il trend positivo che tra luglio e novembre aveva consentito un recupero di 220mila posti di lavoro, nel mese di dicembre il tasso di occupazione è tornato a calare, coinvolgendo principalmente la componente femminile della popolazione (-0,5 punti percentuali su novembre). Il tasso di inattività del segmento, invece, è cresciuto di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2 punti percentuali su base annua. E, secondo un'analisi de lavoce.info, a crollare sono anche i fondi dispiegati proprio per superare le diseguaglianze.
“La prima bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dedicava alla parità di genere solo 4,52 miliardi di euro su ben 209 messi a disposizione dall'Unione europea”, spiega Daniela Poggio, global communications head di Angelini Pharma e docente dell'Università Iulm di Milano e dell'Università Tor Vergata di Roma. “Ci sono volute diverse pressioni e reazioni per arrivare a una versione decisamente migliorata in quanto a risorse dedicate, ma probabilmente insufficiente per aggredire in maniera sistemica il grande problema della disuguaglianza di genere nel nostro paese, su cui il Piano Colao aveva acceso un faro”, aggiunge.

Piano Colao e Pnrr: ecco le differenze


Ma quali sono le differenze proprio rispetto al programma di rilancio presentato dalla task force per l'emergenza a guida dell'ex manager di Vodafone, Vittorio Colao? Secondo l'esperta, la prima differenza risiede nell'impostazione. Nel Piano Colao, infatti, uno dei tre assi di rafforzamento del paese era la parità di genere e l'inclusione, insieme a “digitalizzazione e innovazione” e “rivoluzione verde”. Al contrario, nel Pnrr i tre obiettivi fondamentali sono “digitalizzazione e innovazione”, “transizione ecologica” e “inclusione sociale”. E la parità di genere, in questo caso, rientra come priorità trasversale, con il rischio “di perdere non solo attenzione sul tema, ma soprattutto i soldi”, spiega Poggio. “La trasversalità espressa così, infatti, è un concetto generico, che non comporta un impegno in termini di coperture finanziare sulla disuguaglianza di genere”.
Il secondo punto riguarda poi la quantità e la qualità dei progetti. Se il Piano Colao definisce progettualità, azioni, logiche, fonti di funding e tempistiche precise (per esempio sugli stereotipi di genere, il sostegno all'occupazione femminile, la valutazione d'impatto di genere, la conciliazione dei tempi di vita e sostegno alla genitorialità, e gli interventi per le donne vittime di violenza), nel Pnrr “i progetti vanno ricercati nelle varie componenti di missione ma, una volta trovati, non offrono uno sguardo complessivo sul tema e nemmeno la copertura”, si legge nell'analisi.

Sul versante dell'occupazione femminile, nel dettaglio, il Piano Colao riporta due schede che ne definiscono contesto e azioni specifiche: una sui congedi parentali e di paternità e i settori dell'assistenza sociale, sanità e servizi educativi per la prima infanzia ad alta intensità femminile, e una sull'empowerment delle donne (con riferimento anche alle quote di genere e alla parità salariale). “Al di là dei 400 milioni di euro confermati all'imprenditoria femminile, il Pnrr parla genericamente di nuove assunzioni di donne e giovani”, aggiunge Poggio. Poi conclude: “Mentre scriviamo, continua il confronto per migliorare la bozza del Pnrr. Da più parti sono state indicate le cose da fare e tra queste vorremmo aggiungere che, almeno sulla parità di genere, sarebbe utile ripartire da quanto scritto nel Piano Colao e dalla visione sistemica che proponeva, magari parlando con le donne di quella task force, peraltro formalmente ancora in vita. Darebbe un senso al lungo lavoro di tante persone e a chi a quel gruppo ha guardato anche con la speranza che la lezione sulla rappresentanza fosse stata compresa”.

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