Intesa Sanpaolo: wealth management centrale nel piano 2022-25

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Anche nel prossimo piano d'impresa 2022-25, il wealth management rappresenterà un pilastro fondamentale del gruppo Intesa Sanpaolo. Internazionalizzazione, sostenibilità, gestione dei grandi patrimoni, supporto all'economia reale e digitalizzazione sono le leve sulle quali si baseranno le strategie di crescita

In Italia, lo stock di attività finanziarie delle famiglie a fine 2020 ammontava a 4.777 miliardi, pari a 2,9 volte il Pil nominale

Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking è la 1° private bank in Italia, dove amministra 327 miliardi di euro di patrimonio di oltre 986mila clienti

Il gruppo Intesa Sanpaolo è leader in Italia nel risparmio gestito e nei fondi pensione con quote di mercato rispettivamente del 24,3% e del 23,4%

Anche nel settore insurance ha un ottimo posizionamento, con una quota di mercato del 21,4%

Fin dal piano d'impresa presentato nel 2014, Intesa Sanpaolo ha puntato con forza sui tre settori del wealth management: asset management, private banking e assicurazione. E il trend trova conferma anche nel prossimo piano d'impresa 2022-25, che verrà presentato a febbraio del prossimo anno.
Lo ha detto Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, in occasione della presentazione delle attività di wealth management & protection del gruppo, che si è tenuta presso la sede di Piazza Belgioioso a Milano, e ha visto la partecipazione di Rossella Locatelli (professore di Economia degli intermediari finanziari presso l'Università dell'Insubria) e dei tre amministratori delegati del mondo wealth management: Tommaso Corcos (ad di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e responsabile della divisione private banking), Nicola Maria Fioravanti (ad di Intesa Sanpaolo Vita e responsabile della divisione insurance) e Saverio Perissinotto (ad di Eurizon e responsabile divisione asset management).
“La capacità di Intesa Sanpaolo di raggiungere e superare gli obiettivi, anche in un periodo di eccezionale complessità, troverà conferma nel prossimo piano d'impresa 2022-25, che presenteremo il prossimo febbraio e che vedrà ancora il nostro gruppo nel ruolo di motore della crescita sostenibile e inclusiva, grazie al profondo radicamento della divisione Banca dei Territori nel tessuto dell'economia italiana, alla solidità della divisione Imi C&IB, alla dimensione internazionale del nostro gruppo, attraverso le nostre banche estere e all'unicità del modello di business wealth management & protection, che risulta vincente in un paese come l'Italia dove lo stock di attività finanziarie delle famiglie a fine 2020 ammontava a 4.777 miliardi, pari a 2,9 volte il Pil nominale”, ha aggiunto il ceo.

La professoressa Locatelli ha ricordato che nel corso dell'ultimo biennio c'è stato un forte accumulo del risparmio, dovuto al calo dei consumi e all'incertezza causata alla pandemia, concentrato soprattutto sulle fasce di reddito più elevate. “Gran parte dell'aumento dei risparmi è detenuto in attività liquide e la variazione dei depositi in c/c delle famiglie nei primi 8 mesi del 2021 è stata maggiore di quella dello stesso periodo del 2020; si stima che la propensione al risparmio possa ritornare ai livelli pre-covid nel 2023”, ha detto Locatelli, che vede “numerose opportunità di business per le diverse componenti del wealth management, che deve però tener conto dei processi di digitalizzazione in atto e dell'evoluzione della domanda, sempre più attenta alle tematiche Esg, climate, protezione e salute”.

Su questo tema, Corcos ha poi aggiunto che, rispetto ai competitor, spesso con portafogli più sbilanciati su qualche componente, i loro investimenti sono equilibrati. “La liquidità dei nostri clienti è attorno al 13% contro una media sopra il 30% della concorrenza. In più i competitor spingono verso la componente assicurativa, noi invece diversifichiamo”, ha puntualizzato Corcos, ricordando che oggi Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking è la 1° private bank in Italia, dove amministra 327 miliardi di euro di patrimonio di oltre 986mila clienti. “L'integrazione di Ubi Top Private e IwBank ha rafforzato ulteriormente la nostra leadership nel Paese, grazie alla professionalità di oltre 6.600 private banker, che offrono ai nostri clienti una gestione equilibrata e differenziata dei loro patrimoni”, ha illustrato Corcos, soffermandosi poi sulla posizione da protagonista che ricopre il gruppo anche sui mercati internazionali e spiegando che Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking realizza all'estero ben 40 miliardi di euro di masse su un totale di 327 miliardi di masse gestite - “Siamo il 2° operatore nell'Area euro per masse in gestione, 6° se consideriamo anche i competitor in Svizzera”, ha spiegato.
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Presenza internazionale di Intesa Sanpaolo
Il piano 2022-24 prevede, infatti, progetto di accrescimento della presenza internazionale, in particolare per asset management e private banking, con acquisizioni mirate di piccoli target con operatività di nicchia e un progetto di evoluzione nel mercato dei servizi protection (assicurazione danni e salute). E proprio in ottica di sviluppo per linee esterne, Corcos ha dichiarato: “Noi siamo sempre interessati a eventuali piccole acquisizioni”, aggiungendo: “Non credo che la multi-boutique sia costruibile all'infinito per tutta una serie di complessità gestionali, ma noi siamo ancora lontani dal raggiungere tale numero”

Oltre all'internazionalizzazione, le leve sulle quali si baseranno le strategie di crescita future della divisione saranno: sostenibilità, gestione dei grandi patrimoni, supporto all'economia reale e digitalizzazione. “Come leader abbiamo la responsabilità di portare avanti battaglie per veicolare il risparmio degli italiani verso l'economia reale in un momento in cui è necessario un affiancamento degli investimenti privati a quelli pubblici per favorire la trasformazione di determinati settori”, ha precisato Corcos, mentre sul fronte della digitalizzazione, ha dichiarato che IwBank, società ereditata da Ubi, “verrà usata per rafforzare il canale digitale diretto. Siamo ben felici di continuare questo modello e investirci. È il modo giusto per servire una serie di clientela come quella più giovane che preferisce il contatto digitale”.

Fioravanti ha poi illustrato l'andamento della divisione insurance, dicendo che a partire dal 2014, la divisione ha registrato tassi di crescita positivi nei principali indicatori economici e nei volumi di raccolta, arrivando ai vertici dei rami vita, danni e salute in Italia. “Forniamo ai clienti delle banche reti del gruppo soluzioni di valore per trasformare il risparmio in investimento e il rischio in protezione. Grazie al modello di bancassicurazione, individuiamo le migliori opportunità di investimento per la clientela e costruiamo insieme la soluzione di protezione ideale con prodotti modulari che possono adattarsi nel tempo, in base alle effettive esigenze assicurative nelle varie fasi della vita, sia personale sia aziendale”.

A chiudere la conferenza è stato Perissinotto, che ha riferito: “Stiamo portando avanti un percorso di crescita importante sia in Italia, dove abbiamo una posizione di leadership, che all'estero, dove stiamo riscuotendo risultati soddisfacenti dai presidi dei diversi paesi europei e in Asia. Eurizon, pur avendo solide radici domestiche, è interessata a crescere fuori dai confini nazionali”.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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