Intesa Sanpaolo: “Su Ubi non cambieremo offerta”

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Il ceo del gruppo Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, parla chiaro durante la conferenza con gli analisti finanziari: “Non cambieremo la nostra offerta. Non c'è nessuna possibilità di farlo”

Su Ubi Intesa Sanpaolo non farà alcun passo indietro. E dunque Carlo Messina sottolinea come non ci saranno ulteriori offerte

Il gruppo chiude il primo trimestre con un utile di 1,1 miliardi di euro (+9,6%). Dato raggiunto grazie anche al comparto del wealth management

"Noi non cambieremo la nostra offerta. Non c'è nessuna possibilità di farlo". Queste le parole del ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, durante la conference call con gli analisti finanziari. "Ho ripetuto agli azionisti di Ubi che questa è la migliore possibilità. Sono l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo e devo tener presente le esigenze di entrambi gli azionisti. Quindi non ci sarà nessun cambiamento dell'offerta".
"Anche per me è difficile comprendere la forte opposizione dei soci Ubi - continua Messina - (nei confronti dell'Ops) ma rispetterò la loro posizione anche se non cambieranno idea. Credo che in un momento difficile come questo la scelta migliore per gli azionisti di Ubi sarebbe accettare la nostra offerta". Per quanto riguarda i dividendi la posizione di Intesa Sanpaolo è ancora incerta: "Vedremo se la posizione della Bce cambierà nel corso dell'anno e comunque dovremo assolutamente avere la sua approvazione, ma la nostra convinzione è che a fine emergenza saremo in grado di pagare il dividendo".

Per quanto riguarda i conti Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo trimestre con un'utile di 1,1 miliardi di euro (+9,6%). La stima del common equity tier 1 ratio pro-forma del gruppo a regime è pari al 14,5%. Sul fronte della qualità del credito la riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, è di circa 1,3 miliardi di euro nel primo trimestre dell'anno e di circa 35 miliardi dal picco di settembre 2015. Lo stock di crediti deteriorati scende a marzo rispetto a dicembre 2019 del 3,6% al lordo delle rettifiche di valore e dell'1,6% al netto, mentre l'incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a marzo 2020 si è ridotta al 7,1% al lordo delle rettifiche di valore e al 3,5% al netto. Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta a 14 miliardi di euro.

Le attività finanziarie della clientela sono di 920 miliardi di euro, in diminuzione del 4,3% rispetto al 31 dicembre 2019 e del 2,3% rispetto al 31 marzo 2019. La raccolta diretta bancaria ammonta a 434 miliardi, in crescita dell'1,9% rispetto alla fine dello scorso esercizio, mentre la raccolta indiretta ammonta a 485 miliardi, in diminuzione del 9,2%. L'ammontare di risparmio gestito è di 333 miliardi, in diminuzione del 6,9% rispetto al 31 dicembre 2019 e del 2,3% rispetto al 31 marzo 2019. La nuova produzione vita nel primo trimestre 2020 ammonta a 3,9 miliardi di euro. La raccolta amministrata è pari a 152 miliardi, in diminuzione del 14% rispetto a fine 2019 e del 12% rispetto al 31 marzo 2019.

Questi risultati sono stati possibili, sottolinea il gruppo grazie ai vantaggi competitivi nel ramo protezione e sul wealth management & protection.

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