Intesa Sanpaolo: “Ecco la banca dei prossimi 10 anni”

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Intesa Sanpaolo ha presentato il piano di impresa 2022-25 e Isybank, la nuova banca digitale del gruppo, che diventerà operativa a breve. Gli obiettivi? Diventare leader in Europa per wealth management, protection & advisory, con un forte impegno Esg e digitale

I cinque pilastri del piano 2022-25 di Intesa Sanpaolo sono: forte riduzione del profilo di rischio; riduzione strutturale dei costi; crescita delle commissioni, trainata dalle attività di wealth management, protection & advisory; forte impegno Esg; focus sulle persone del gruppo

Intesa Sanpaolo intende potenziare la propria presenza internazionale nel private banking e si rafforzerà ulteriormente in Europa nel wealth management

L’ad Messina ha escluso operazioni di M&A e ha aperto solo ad acquisizioni selettive nel segmento del private banking

Una forte riduzione del profilo di rischio; una riduzione strutturale dei costi, resa possibile dalla tecnologia; una crescita delle commissioni, trainata dalle attività di wealth management, protection & advisory; un forte impegno Esg;, infine, un grande focus sulle persone del gruppo ritenute la risorsa più importante.
Questi i cinque pilastri su cui si basa il nuovo piano di impresa 2022-25 del gruppo Intesa Sanpaolo, che è stato presentato alla comunità finanziaria dal ceo, Carlo Messina, insieme alla presentazione di Isybank, la nuova banca digitale del gruppo che diventerà operativa a breve.
“Abbiamo presentato un piano industriale che vuole costruire la banca dei prossimi 10 anni, garantendo la sicurezza di aver già anticipato i fenomeni che possono derivare dall'ingresso di nuovi competitor sul mercato (gli operatori fintech) e riuscendo anche a risolvere un punto di debolezza che ha caratterizzato il sistema bancario italiano (gli npl). Qui, siamo riusciti, attraverso delle operazioni fatte nel 2021, a ridurre il livello delle sofferenze e degli incagli e a puntare a un futuro di banca più simile agli istituti dei paesi nordici che a quelli del Mediterraneo”.

Focus sul private banking e sul wealth management


Questo percorso è stato costruito negli ultimi due anni. “Per quanto riguarda Ubi, siamo riusciti a rilevare la banca che, con noi, era la migliore del sistema, più orientata al wealth management e al wealth protection”, ha puntualizzato il ceo di Intesa Sanpaolo, che intende potenziare la propria presenza internazionale nel private banking e rafforzarsi ulteriormente in Europa nel wealth management.
Dopo le acquisizioni effettuate in Svizzera e in Lussemburgo, Intesa Sanpaolo spinge su un'ulteriore crescita selettiva, facendo leva sulle piattaforme esistenti, con l'acquisizione di clienti e il reclutamento di team di private banking. “Vogliamo rafforzare il private banking anche con acquisizioni selettive o assumere team di private banker. La Svizzera èil bacino naturale per Intesa Sanpaolo”, ha spiegato Messina. L'obiettivo è, infatti, quello di raggiungere 45 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela internazionale della divisione private banking nel 2025.

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Interpellato però su possibili M&A, Messina ha precisato che, in questo piano, non considerano possibili fusioni e acquisizioni e che non useranno il capitale in eccesso per l'M&A. “Non c'è valore nell'acquisire una banca con molte filiali. Inoltre, non abbiamo in programma di fare nessuna partnership; nello scorso piano, abbiamo passato del tempo nel trovare target per l'asset management con scarso successo, non ho intenzione di perdere altro tempo”.

Come opzione di crescita nel wealth management la banca guidata da Messina ha individuato i paesi dell'Est Europa e la Cina, dove sono già presenti. Per la controllata al 100% Yi Tsai si prevede lo sviluppo della rete “avvalendosi dell'unicità del modello di consulenza, dell'ampliamento dell'offerta di prodotti, delle sinergie con le fabbriche di prodotto locali e della costante espansione della copertura territoriale nelle regioni chiave -  ha spiegato una nota - Per la partecipata al 49% Penghua si prevede piattaforme dirette e partnership selezionate per aumentare la capacità di distribuzione e sinergie di prodotto e di distribuzione con Eurizon Capital e altre aree di business di Intesa Sanpaolo nel segmento high net worth individual (Hnwi); per la partecipata al 15% Bank of Qingdao: sviluppo della cooperazione strategica con il gruppo per l'accesso a competenze selezionate nel mercato bancario locale”.

 

I numeri del piano di impresa 2022-25 di Intesa Sanpaolo


Il piano industriale al 2025 prevede che Intesa Sanpaolo raggiunga un risultato netto in aumento a 6,5 miliardi di euro nel 2025, dai 4,2 miliardi nel 2021 (+11,8% cagr) e la distribuzione per il 2021-2025 di oltre 22 miliardi, di cui più di 6,6 miliardi nel 2022, da dividendi cash con payout ratio al 70% in ciascun anno del piano e da buyback di 3,4 miliardi nel 2022.

Per quanto riguarda gli investimenti, il piano ha indicato 7,1 miliardi nel 2022-2025, di cui 5 miliardi per tecnologia e crescita, inclusi circa 650 milioni nella nuova banca digitale per creare una piattaforma più efficiente con cui conseguire un taglio strutturale dei costi operativi pari a un risparmio di costi di circa 0,8 miliardi annui a regime (2026- 2027), di cui oltre 0,6 miliardi già nel 2025.

Il business plan parla anche di una solida generazione di ricavi: i proventi operativi netti sono visti in aumento a 22,8 miliardi nel 2025, dai 20,8 miliardi nel 2021, a fronte di commissioni nette in crescita a 11,1 miliardi nel 2025 (da 9,5 miliardi nel 2021), con un ammontare di risparmio gestito in progressione di circa 100 miliardi a 574 miliardi. Anche il risultato dell'attività assicurativa è previsto in aumento a 1,9 miliardi nel 2025, trainato dal forte sviluppo del ramo danni con una crescita dei premi di 0,9 miliardi a 2,3 miliardi da 1,4 miliardi.

 

La banca digitale Isybank


Intesa Sanpaolo ha previsto la creazione di una nuova banca digitale per i clienti retail mass market, in partnership con Thought Machine. La nuova realtà si chiamerà Isybank, cioè Intesa Sanpaolo for you. “La nuova banca digitale renderà il gruppo ancora più sfidante e ci permetterà di difenderci dagli 'attacchi' e dalla concorrenza del fintech perché avremo a nostra volta un'importantissima componente fintech”, ha concluso Messina.

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Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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