Il segreto del successo personale? L'aggiornamento continuo

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Nel mondo del lavoro solo l'1% delle persone emerge e si distingue dagli altri, diventando il numero uno del proprio settore o ambito professionale. Sono coloro che vanno fuori dagli schemi, coloro che per primi sanno leggere il cambiamento e cavalcarlo
Se verso la fine degli anni Novanta ci avessero detto che tra qualche anno avremmo avuto in tasca una scatoletta di plastica, vetro e silicio con la quale avremmo potuto telefonare, inviare messaggi di testo e mail, consultare il meteo, effettuare conferenze video, prenotare un volo aereo, pagare un bonifico, scattare una foto o girare un video, trovare la strada per una certa destinazione, leggere le recensioni dei miglior ristoranti... e il tutto senza nemmeno premere un tasto... beh, probabilmente a quei tempi avremmo esclamato: - È uno scherzo, vero?

Oggi il nostro smartphone è diventato un oggetto indispensabile, tant'è che è sempre con noi e quando usciamo di casa è il primo oggetto che controlliamo avere in tasca; avremmo meno apprensione se dimenticassimo il portafoglio che il cellulare. D'altronde, con le app si può anche fare acquisti, mentre con il nostro portafoglio non potremmo telefonare…!

E se oggi, a trent'anni di distanza dagli anni Novanta, qualche amico ci dicesse: - Io non ho Whatsapp. E nemmeno il telefono mobile.
Molto probabilmente, ancora una volta, esclameremmo: - È uno scherzo, vero?

Il mondo è in continuo cambiamento. E il cambiamento è sempre più rapido. E quello che fino a trent'anni fa sembrava la normalità oggi non lo è più; quello che sembrava fantascienza, oggi è quotidianità.
Utilizzare una tecnologia obsoleta ci stupisce. Eppure a volte alcune persone si comportano in modo simile: agiscono utilizzano vecchi standard, conoscenze obsolete e credenze superate. Hanno studiato in gioventù, magari si sono anche laureate, ma poi non si sono più aggiornate.
E pensano: - Ho sempre fatto così, e ha sempre funzionato.
Forse avrà funzionato in passato. Ma oggi o tra qualche tempo potrebbe non funzionare più. E i risultati, al posto che essere stabili, peggioreranno. Perché il contesto nel frattempo sarà cambiato.

Nel mondo del lavoro solo l'1% delle persone “emerge” e si distingue dagli altri, diventando il numero uno del proprio settore o ambito professionale. Sono coloro che vanno fuori dagli schemi, coloro che per primi sanno leggere il cambiamento e cavalcarlo.

Gli altri, rimangono ancorati a una  situazione di “normalità” perché faticano ad aggiornarsi e a raccogliere le nuove sfide che il mondo ci propone. D'altronde, il cambiamento è qualcosa che ci fa paura. E inconsciamente cerchiamo di continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto, anche quando il nostro modo di procedere diventa obsoleto. È l'effetto della nota “zona di comfort”.

Quanti continuano a studiare e ad aggiornare le proprie conoscenze anche in settori lontani dal proprio?
- Questa è l'attività vinicola di mio nonno, siamo leader nel nostro mercato da tre generazioni e da tre generazioni abbiamo sempre fatto così
Sì, ma quando il nonno aveva aperto l'attività, c'era internet? Il mondo era leggermente diverso e le conoscenze più ridotte.

L'unica vera abilità che conta per avere un successo solido è mettere continuamente in dubbio le credenze e le mentalità ereditate dal passato e confrontarsi costantemente con il presente, tenendo sempre un occhio su dove va il trend futuro. Se non ci si evolve, ci si avvita su se stessi.

A volte persone competenti nella loro disciplina, fanno fatica a usare i nuovi strumenti o informazioni e questo inevitabilmente li fa diminuire nella loro efficacia semplicemente perché gli altri sono andati avanti nello studio di queste novità.

Lo scrittore e docente universitario di storia Juval Noah Harari, nel suo libro “Homo Deus”, sostiene la teoria secondo la quale l'uomo è l'unico tra tutti gli esseri viventi del pianeta Terra che sia riuscito a “creare” e “inventare” e “sviluppare” conoscenze e tecnologie non perché il suo cervello sia in assoluto il più intelligente tra tutte le specie viventi (i delfini e le balene hanno cervelli addirittura più intelligenti, riguardo a determinate capacità, come ad esempio quella di riconoscere suoni) ma perché l'uomo è stata ed è l'unica specie terrestre che ha saputo comunicare con i suoi simili e condividere di generazione in generazione le conoscenze accumulate.
Affermava il filosofo medievale francese Bernardo di Chartres: “Noi siamo nani sulle spalle di giganti”. In ogni momento, infatti, ognuno di noi può accedere a tutto il sapere conosciuto e sviluppato dai nostri avi, e implementarlo. Questo è il motivo per cui la società evolve sempre più velocemente: perché sempre più conoscenze si accumulano. Se sommiamo questo accumulo di conoscenze al fatto che le nuove t (internet in primis) permettono di accedervi anche più facilmente, ecco spiegato perché il mondo sta evolvendo così in fretta e in modo logaritmico.

Molte aziende illuminate lo sanno. Questo è anche il motivo per cui preferiscono assumere persone con poca esperienza ma capaci di apprendere in breve tempo e soprattutto capaci di saper guardare “out of the box”, piuttosto che profili già formati ma poco motivati a rimettersi in gioco e modificare il loro modus operandi.

Restare aggiornati sui progressi in tutte le discipline accedendo al continuo accumulo di esperienze e conoscenze è fondamentale per la società nel suo insieme, come per il singolo individuo, come per l'imprenditore che vuole garantire alla sua impresa una crescita costante.

Il mio suggerimento è di consultare periodicamente alcune risorse su internet che ci premettono (senza dover fare grandi sforzi) di rimanere aggiornati su dove va il mondo. Tra queste: 1) conferenze TEDx; 2) testate divulgative online come Wired o BBC (sezione business e Science); 3) siti di crowdfunding come Indiegogo e Kickstarter.
Opinione personale dell’autore
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Ha costituito 15 anni fa una boutique specializzata in formazione e coaching per manager e sportivi. Ha ideato una metodologia che vince le naturali resistenze all’apprendimento di nuovi comportamenti. È anche conosciuto come il fondatore della Domandologia ®. Insegna queste materie, oltre che nelle aziende private, anche presso l’Aeronautica militare italiana.
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