Il risparmio? Il pilastro della forza economica del Paese

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La capacità di risparmio delle famiglie italiane durante la pandemia è aumentata del 50%, ma il rendimento è stato prossimo allo zero. Il presidente della Consob, Paolo Savona, ha poi lanciato l'allarme sulle criptovalute: la speculazione è tale da essere simile a quella sui mutui subprime nel 2008

Ogni punto percentuale di remunerazione si può stimare nell’ordine di 30 miliardi di euro, circa il 2% del pil

Intanto, il fenomeno bitcoin è in forte crescita ed è sempre più difficile da tenere sotto controllo

Il risparmio resta un pilastro del Paese. A ricordarlo è il presidente della Consob, Paolo Savona, che nell'incontro annuale con il mercato finanziario ha precisato che nel corso dell'anno, il saggio di risparmio delle famiglie italiane rispetto al reddito disponibile, è cresciuto del 50% ma, ove si escludano i risparmi investiti nelle società quotate, il suo rendimento è restato piuttosto basso, prossimo a zero.
“Considerata la consistenza di moneta e di attività finanziarie in mano alle famiglie, ogni punto percentuale di remunerazione si può stimare nell'ordine di 30 miliardi di euro, circa il 2% del pil”, ha poi aggiunto Savona, che ha tracciato il bilancio del 2020, “uno degli anni peggiori vissuti dall'Italia sul piano economico e sociale dalla fine della Seconda guerra mondiale”. Secondo Savona, “mercato e democrazia” compartecipano al buon funzionamento dell'economia e della società, “la cui cura va affidata a un buon sistema di educazione civica”.
Uno sguardo è andato poi sulle imprese. Per la prosecuzione della fase di rilancio dell'attività produttiva è urgente, infatti, affrontare il problema della leva finanziaria delle imprese, soprattutto esportatrici, incentivando il loro capitale di rischio e stimolare l'intrapresa di nuove iniziative, per esempio con la riforma del fisco. Anche se “l'intervento dello Stato per fini sociali ha raggiunto nell'anno forme e livelli inusuali” non è bastato ad attenuare la pressione sulle risorse pubbliche.

Grande attenzione è andata, infine, sul mondo blockchain, sul ruolo che svolge sul mercato del risparmio la creazione in forme articolate di nuovi strumenti virtuali (o digitali), e su come l'intercambiabilità tra loro e con gli strumenti tradizionali, comporti conseguenze per la tutela del risparmio e la stessa distribuzione del reddito.

Il fenomeno bitcoin è in forte crescita ed è sempre più difficile da tenere sotto controllo. Di qui l'allarme di Savona che ha detto che l'effetto speculativo che le criptovalute stanno innescando sembra molto simile a quanto accaduto prima del 2008 con i mutui subprime. «La diffusione degli strumenti virtuali ha sollecitato la nascita delle già ricordate piattaforme tecnologiche. Questi nuovi comparti del mercato sono in rapida evoluzione e sembra ripetersi l'esperienza antecedente la crisi del 2008, quando i contratti derivati si svilupparono fino a raggiungere una dimensione di dieci volte il Pil globale, assumendo forme complesse che ricevettero un rating elevato. Pur con le dovute distinzioni, è prevedibile che stia accadendo qualcosa di analogo nel mercato dei prodotti monetari e finanziari virtuali, soprattutto criptati”, ha puntualizzato il numero uno della Commissione.

“Gli effetti sulla tutela del risparmio e sulla stessa distribuzione del reddito appaiono rilevanti e richiedono di essere oggetto di un'esatta comprensione per dare seguito urgente a una regolamentazione che colmi le lacune da questa palesate”, ha spiegato il presidente della Consob.

La tutela del risparmio svolta dalle istituzioni pubbliche, tra cui la Consob, segue infatti regole sperimentate e perfezionate nel tempo, che tuttavia richiedono un aggiornamento alla luce delle innovazioni tecnologiche in ambito finanziario. “Il problema principale da regolare è che, sulla base del metro offerto dalla normativa vigente, non è più possibile distinguere in che cosa oggi consistano la moneta e i prodotti finanziari”, ha spiegato Savona, aggiungendo che il mercato usa un metro diverso che richiede di essere integrato nella normativa vigente.

Secondo il presidente della Consob, “l'informatica finanziaria è una lampada prodigiosa dalla quale è uscito il genio” e “molto difficilmente le autorità riusciranno a riportarlo dentro, perché esso agisce nell'infosfera, la sfera immateriale”. Cosa resta quindi alle autorità? “Alle autorità non resta altro che usare i loro poteri per utilizzare i vantaggi delle tecniche digitalizzate, creando esse stesse una criptocurrency e regolando gli interessi tra strumenti virtuali e tradizionali. Per farlo, però, occorre comprendere prima di tutto i limiti e le possibilità nell'uso delle nuove tecnologie”, ha concluso il Savona.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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