Ftse 100: stipendi dei ceo ai livelli pre-covid, boom di bonus

Rita Annunziata
19.4.2022
Tempo di lettura: 3'
La remunerazione totale mediana dei ceo delle società quotate sul Ftse 100 ha toccato i 4,1 milioni di sterline nel 2021. Anche grazie a un incremento significativo dei bonus annuali

La remunerazione totale mediana degli amministratori delegati britannici ha raggiunto lo scorso anno i 4,1 milioni di sterline, avvicinandosi ai 4,2 milioni del 2019

L’86% delle società quotate sul Ftse 100 collega bonus e piani di incentivazione a lungo termine al raggiungimento di obiettivi ambientali, sociali e di governance

Gli stipendi a sei zeri dei ceo del Ftse 100, l'indice azionario che raccoglie le 100 società più capitalizzate quotate al London Stock Exchange, tornano a toccare i livelli pre-covid. Almeno secondo una nuova analisi di PwC sulle prime 50 aziende che hanno divulgato dati in tal senso. La remunerazione totale mediana degli amministratori delegati britannici ha raggiunto lo scorso anno i 4,1 milioni di sterline, in crescita del 34% rispetto ai 3,1 milioni del 2020 e ormai prossima ai 4,2 milioni del 2019.

Crescono i bonus dei ceo


Il dietrofront, spiegano i ricercatori, è stato principalmente legato all'incremento significativo dei bonus annuali che nel 2021 hanno raggiunto l'82% del compenso massimo. Un dato che si confronta con il 44% del 2020, quando le performance aziendali furono messe a dura prova dal covid-19 e alcuni bonus furono cancellati, ma anche con il 66% del 2019. “Le imprese sono state stimolate dall'apertura dei paesi e dall'aumento della domanda”, osserva Phillippa O'Connor, reward and employment leader di PwC Uk. Avvertendo tuttavia come non sia chiaro se l'aumento registrato rappresenti un aumento “una tantum” o un vero e proprio trend, considerando i continui lockdown in Asia e la guerra russo-ucraina.
“L'impatto del covid-19 continua a variare tra settori”, aggiunge O'Connor. “Le banche, i servizi finanziari in generale e il settore edile si sono ripresi e questo si rifletterà sulle decisioni retributive dei dirigenti. Al contrario, altri settori come i viaggi, l'ospitalità e la vendita al dettaglio stanno ancora risentendo della pandemia. E la differenza di performance si manifesta anche nei compensi dei ceo”.

La spinta “green” sugli stipendi


In questo contesto, la crescente attenzione del governo, dell'opinione pubblica, degli investitori e delle stesse aziende sulle questioni “green” ha finito per impattare anche sui bonus annuali o sui piani di incentivazione a lungo termine dei ceo. Stando all'analisi di PwC, l'86% delle società quotate sul Ftse 100 lega bonus e piani di incentivazione a lungo termine per il 2022 al raggiungimento degli obiettivi Esg (Environmental, social, governance) a fronte del 64% nel 2021. Come spiegato da O'Connor al Financial Times, allineare le retribuzioni dei dirigenti agli obiettivi climatici, per esempio, costringe le società alla trasparenza sull'intero viaggio verso il Net-zero (quando le emissioni di gas serra saranno bilanciate da quelle rimosse).

Nel dettaglio, per i bonus annuali la “s” di social fa da padrone per il 50% delle società quotate, guidata da tematiche come la diversità e l'inclusione, la salute e la sicurezza, e l'engagement dei dipendenti. A crescere, tuttavia, è anche l'adozione di metriche ambientali legate alle emissioni o all'energia (che passa dal 30% del 2021 al 42% del 2022). Quanto infine ai piani di incentivazione a lungo termine, le metriche ambientali restano le più comuni e balzano dal 26% del 2021 al 40% del 2022.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.
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