Euronext e Borsa Italiana: via al “matrimonio” da 4,4 miliardi

Rita Annunziata
29.4.2021
Tempo di lettura: 3'
Euronext annuncia il completamento dell'acquisizione di Borsa Italiana per un valore di 4,4 miliardi di euro. Cdp Equity e Intesa Sanpaolo entrano come azionisti di riferimento, con la sottoscrizione di un collocamento privato da 579 milioni

L’operazione rafforza la missione di Euronext di creare la principale sede di quotazione in Europa, con oltre 1.870 società per una capitalizzazione di mercato di 5,1 trilioni

Finanziata con circa 0,3 miliardi di liquidità esistente, 3,7 miliardi ricavati da un prestito ponte di Euronext e 0,6 miliardi dal private placement di Cdp Equity e Intesa Sanpaolo

Nel primo trimestre 2021, Euronext ha registrato una crescita dei ricavi del +5,2% a 249,2 milioni di euro. Utile netto a 98,2 milioni, in rialzo del 2,2%

Rintoccano le campane delle nozze tra Euronext e Borsa Italiana, con un anticipo di quasi due mesi sul calendario. All'alba del 29 aprile, il gruppo paneuropeo guidato da Stéphane Boujnah ha annunciato il completamento dell'acquisizione per un valore finale di 4,44 miliardi di euro. Una giornata, secondo l'amministratore delegato, che “segna un nuovo capitolo nella storia di Euronext e dei mercati dei capitali europei” e che disegna le basi per la costruzione della “principale infrastruttura di mercato paneuropea, collegando le economie locali ai mercati globali dei capitali”.

Il completamento dell'acquisizione


La transazione, rivela Euronext in una nota, rafforza infatti la missione di creare la principale sede di quotazione in Europa, con oltre 1.870 società quotate per una capitalizzazione di mercato di 5,1 trilioni di euro. Ma anche la sede principale per il finanziamento azionario (con oltre 63,6 miliardi di euro raccolti solo nel 2020 da investitori a società finanziarie in tutta Europa) e per i mercati secondari (con circa 12,2 miliardi di euro di cash equity ed etf negoziati mediamente su base giornaliera). L'operazione è stata finanziata con circa 0,3 miliardi di liquidità esistente, 3,7 miliardi ricavati da un prestito ponte di Euronext dal valore di 4,4 miliardi e 0,6 miliardi dal private placement di Cdp Equity e Intesa Sanpaolo. Inoltre, Euronext prevede di rifinanziare il prestito ponte attraverso l'emissione di nuove azioni tramite un'offerta in opzione per gli azionisti per circa 1,8 miliardi di euro, oltre all'emissione di debito sui mercati di capitali con una scadenza a lungo termine per circa 1,8 miliardi.
In questo contesto, Cdp Equity e Intesa Sanpaolo entrano dunque a far parte degli azionisti di riferimento di Euronext tramite la sottoscrizione di un private placement del valore rispettivamente di 5,6 milioni e 1 milione di azioni di nuova emissione (al prezzo di 87,70 euro per azione), per un corrispettivo totale di 579 milioni di euro. Sulla base del nuovo accordo, hanno accettato di non vendere, trasferire o cedere alcune delle azioni ordinarie di Euronext per un periodo di tre anni, fatte salve alcune eccezioni. Siccome Cdp Equity è ora uno dei due maggiori azionisti di riferimento con il 7,315 del capitale sociale, ha il diritto di nominare uno dei rappresentanti degli azionisti di riferimento nel Consiglio di vigilanza. Una nomina che, lo scorso 30 marzo, è ricaduta su Alessandra Ferone e che sarà proposta all'Assemblea degli azionisti dell'11 maggio. Inoltre, il 15 febbraio 2021, Piero Novelli è stato nominato come membro indipendente del Consiglio di sorveglianza del gruppo, in vista di diventarne presidente.

Euronext: ricavi in crescita del +5,2%


“Il Gruppo, notevolmente ampliato, è ora posizionato come la sede principale in Europa per la quotazione e il mercato secondario sia per il finanziamento del debito che per quello azionario”, osserva Boujnah. “Inoltre, quest'operazione rafforza il profilo di Euronext e migliora le sue prospettive strategiche per la crescita futura”, aggiunge. Nel primo trimestre del 2021, infatti, il gruppo di Borse europee (che gestisce i mercati di Parigi, Amsterdam, Oslo, Bruxelles, Lisbona e Dublino) ha registrato un'impennata dei ricavi del +5,2% a 249,2 milioni di euro. “Anche se è stato un trimestre eccezionale per molti aspetti, abbiamo continuato a godere dei vantaggi della nostra strategia di diversificazione e delle dinamiche strutturali del mercato del 2020”, spiega Boujnah. L'ebitda si è attestato sui 148,7 milioni (-0,9%) e l'ebitda margin al 59,7% (-3,7 punti). L'utile netto del gruppo risulta pari a 98,2 milioni, in rialzo del 2,2%.

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