Deposito sul conto corrente: quanto mi costi?

Rita Annunziata
23.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Continua la querelle contro i maxi conti correnti. Da FinecoBank a Bper Banca, ecco tutte le novità (e i rischi) per le imprese. Ma anche per la clientela retail

FinecoBank ha inviato una lettera ai correntisti informandoli del proprio diritto di recedere da ogni singolo rapporto se sussistono tre condizioni: la presenza di più di 100mila euro sul conto e l'assenza di qualsiasi forma di finanziamento e investimento

Bper banca, a partire dal 5 febbraio 2021, applicherà una “commissione di liquidità rilevante” sui nuovi conti correnti superiori ai 100mila euro. Una novità che riguarderà solo i clienti “non consumatori” (partite Iva e imprese)

Secondo una recente indagine realizzata da We Wealth, i tassi di interesse negativi applicati dalla Banca centrale europea sui depositi degli istituti di credito rappresentano oggi un costo spesso duro da digerire. Una misura che, contrariamente alle intenzioni di Francoforte, ha spinto alcune banche a ribaltare la situazione sugli investitori finali. Ma la querelle contro i maxi conti correnti non è ancora terminata.
Se nel mese di novembre dichiarava di non applicare tassi d'interesse negativi sulle somme depositate dalla clientela, a mescolare le carte in tavola è innanzitutto FinecoBank. La scorsa settimana, infatti, l'istituto guidato da Alessandro Foti ha inviato una lettera ai propri clienti con l'indicazione Proposta di modifica unilaterale di contratto ai sensi dell'art. 118 del Decreto Legislativo n. 385/93 (Tub), informandoli del fatto che la banca abbia il “diritto di recedere, in qualsiasi momento, da ogni singolo rapporto, così come da tutti i rapporti” con un preavviso di almeno due mesi qualora concorrano al momento del recesso e nei tre mesi precedenti le seguenti condizioni: la presenza sul conto di una giacenza media uguale o superiore ai 100mila euro, l'assenza di qualsiasi forma di finanziamento e l'assenza di qualsiasi forma di investimento in prodotti di risparmio gestito o amministrato. Una misura che, stando alle evidenze raccolte da Il Sole 24 Ore, coinvolgerebbe solo qualche migliaia di soggetti e che punterebbe a indurre i risparmiatori a investire. Non a chiudere i conti.

Meno drastica invece la posizione di Bper banca che, a partire dal 5 febbraio 2021, applicherà una “commissione di liquidità rilevante” sui nuovi conti correnti superiori ai 100mila euro. Una novità, sottolinea il quotidiano economico-finanziario, che riguarderà solo i clienti “non consumatori” (partite Iva e imprese). Lo stesso vale per Unicredit che, per i nuovi conti aperti dopo il 1° marzo 2021 dalle imprese, applicherà una “commissione di giacenza” oltre i 100mila euro. Ricordiamo che l'istituto aveva già introdotto nel 2019 una “tassa” dello 0,50% annuo sulle giacenze superiori al milione di euro per i nuovi clienti imprenditori a partire dal mese di luglio 2020. Per Bnl, invece, si parla di un costo di mille euro al trimestre per i conti delle imprese con una giacenza media superiore al milione. Chiude il cerchio Banco Bpm che, sebbene non si sia ancora mossa in tal senso, rivela di star valutando la possibilità di applicare “commissioni proporzionate alle giacenze” per quanto riguarda sempre il mondo delle imprese.

Resterebbe dunque complessivamente esclusa dalla querelle la clientela retail (a eccezione di FinecoBank). In questo caso, Bnl punta a proporre soluzioni più remunerative rispetto al conto corrente, Unicredit intende offrire ai “clienti, retail e imprese, soluzioni alternative ai depositi come ad esempio investimenti in fondi di mercato monetario senza commissioni e obiettivi di performance in territorio positivo”, mentre Banco Bpm si rivela attenta “nel proporre ai clienti soluzioni di investimento e accumulo, in particolare di risparmio gestito”.

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