Covid, ma non solo: ecco i rischi per il 2021 secondo i ceo

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
19.3.2021
Tempo di lettura: 3'
L'economia è in crescita, ma le fonti di preoccupazioni aumentano. Clima, cyber security, disinformazione e tasse, in particolare, non fanno stare tranquilli i ceo

Pwc ha pubblicato il report "24th Annual Global Ceo Survey: A leadership agenda to take on tomorrow", con il quale presenta il sondaggio condotto tra 2 mila amministratore delegati

Peri il 76% degli intervistati la prospettiva economica per il 2021 è una prospettiva di crescita. L'anno scorso solo uno su cinque si era esposto per tale previsione

Rispetto al 2020 le minacce che hanno scalato la classifica dei venti rischi maggiormente percepiti dai ceo sono: covid, attacchi informatici, disinformazione, tasse e clima

L'economia è in ripresa: parola di amministratore delegato. Pwc ha pubblicato il report annuale con il quale presenta i risultati di interviste a più di 1700 chief executive officer operanti in diverse industrie e diversi paesi. Per il 76%, l'economia va forte: è il dato più alto mai registrato. L'anno scorso (prima del covid) solo il 22%  prevedeva prospettiva di crescita all'orizzonte. A seguito della contrazione del pil globale più acuta dalla grande depressione, sembra inevitabile un rimbalzo. Tuttavia, i ceo sono ben consci dei rischi per le loro aziende e per l'economia in generale.
La pandemia e future crisi sanitarie sono la minaccia numero uno per la lista di quest'anno, con il 52% dei ceo che ha affermato di essere "estremamente preoccupato". L'ultima volta che Pwc ha posto questa domanda era sei anni fa. Allora riscontrò tale allarmismo solo nel 9% dei ceo.

  • Clima: contro intuitivamente, invece le preoccupazioni legate al clima sono cresciute in misura moderata.  Solo uno su tre oggi si dice molto preoccupato circa le ripercussioni del cambiamento climatico: la stessa percentuale di chi invece non la ritiene fonte di rischio. Ad ogni modo il 60% dei ceo non ha ancora implementato nel proprio piano strategico, strategie in tal senso. Lo studio di Pwc inoltre mostra come, paradossalmente – molte di queste aziende operano in paesi che sono maggiormente esposte al cambiamento climatico.

  • Minacce "cyber": a non fare dormire sonni tranquilli ai top manager, invece sono i crescenti timori di subire attacchi hacker. La cyber security infatti è diventata la seconda maggiore preoccupazione dei ceo a livello globale, con il 47% di essi, in crescita rispetto al 33% dell'anno scorso, che segnala uno stato di massima allerta. In Nord America e nell'Europa occidentale ha perfino superato il covid nella classifica delle minacce più temute. I settori più allarmati sono l'asset e il wealth management, le assicurazioni, fondi di private equity e settori teconologici. “Durante il covid si è assistito a un numero crescente di furti nel sistema bancario. Pensare di poter perdere i soldi dei miei clienti è quello che mi tiene sveglio la notte” sono le parole di uno degli intervistati.

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  • Disinformazione: la digitalizzazione pone un'altra insidia su economie e società: la disinformazione. La percentuale dei ceo molto preoccupati sull'effetto delle fake news è quasi raddoppiata nel giro di un anno, passando dal 16% al 28%.  Gli effetti dicono, si sono osservati, ampiamente su elezioni americane, reputazione e salute pubbliche. Per ristabilire la fiducia, le aziende dovranno essere trasparenti. È così che la pensa, ad esempio, Albert Bourla, ceo di Pfizer, la casa farmaceutica che prima delle altre è riuscita a produrre il vaccino contro il covid.

  • Aumento delle tasse: un altro rischio in forte crescita nella percezione dei ceo negli ultimi dodici mesi è la prospettiva che i governi siano prossimi a una stretta fiscale. Il 31%, in crescita del 64% rispetto allo scorso anno, è di questo avviso. Il costo dell'ingente spesa per sostenere l'economia dovrà ricadere in parte sulle aziende stesse.


Infine, calano invece i timori legati ad un inasprimento commerciale, seppur, in alcuni paesi a vocazione esportatrice, come Cina e Germania, il protezionismo rimane nella “top ten” dei maggiori rischi per il 2020

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