Consulentia18, rischio Italia e Mifid II al centro del dibattito

Livia Caivano
Livia Caivano
10.10.2018
Tempo di lettura: 5'
A disturbare il sonno dei consulenti finanziari non sono solo le normative in evoluzione ma anche la minaccia dello spread. Nella due giorni di Consulentia18 (il convegno organizzato a Napoli dall'Anasf), l'industria del risparmio gestito ha provato a capire come affrontare le sfide che si prospettano per il 2019

L'inasprirsi della crisi eleva il ruolo di consulente, rendendolo figura sempre più importante nella vita dei risparmiatori italiani

Nuovi strumenti si affacciano sul mercato: arrivano i Cir

L'industria del risparmio gestito rischia di perdere fino a 600 milioni di euro per gli effetti di Mifid 2

Si cerca di dissimulare, ma l'attenzione e le preoccupazioni dei consulenti finanziari sono tutte per il ‘rischio Italia'.  La larga platea della due-giorni di Consulentia18 che si è tenuta a Napoli, il 9 e il 10 ottobre, non può non interrogarsi sul futuro degli investitori più o meno prudenti - e conservativi - che si trovano oggi esposti al rischio tassi e all'aumento degli spread sui titoli. “È proprio in questi frangenti che si può misurare il valore dell'attività dei consulenti finanziari chiamati a confermare – ha spiegato Maurizio Bufi, presidente Anasf – il proprio ruolo di baluardo a difesa  dei risparmiatori”. Per Michele Quinto, co-branch manager e head of retail business per Franklin Templeton, c'è anche un problema di credibilità del Paese. “Quando si stima una crescita del Pil dell'1,5 % e in un solo giorno quattro centri di ricerca autorevoli dicono che quella crescita non è sostenibile, non si può non aspettarsi una ripercussione da parte degli investitori esteri - ha detto - Per non parlare del rischio downgrade”, cui andiamo incontro nelle prossime settimane con le principali agenzie prossime al giudizio sul rischio sovrano. Per qualcuno, però, i rendimenti in crescita possono essere un'opportunità. “Ieri noi abbiamo comprato Btp – ha precisato Andrea Orsi, deputy head of Italy per M&G Investments - che secondo le nostre valutazioni remunerano correttamente il rischio”.
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Maurizio Bufi - presidente Anasf

Incognita Cir


Su una cosa però tutti i consulenti riuniti a Napoli da Anasf sembrano essere d'accordo: i conti individuali di risparmio, i ‘nuovi Pir', non sono la risposta. Il nuovo strumento su cui il Governo pare essere al lavoro per spingere gli italiani all'acquisto dei titoli di Stato, promette incentivi fiscali e l'impignorabilità, a garanzia della sicurezza dell'investimento. Ma poco altro. Li consiglierebbe a un cliente?, abbiamo chiesto a Bufi: “No”, risponde di  getto. Il giudizio poi si articola: “Forse si potrebbero considerare per una piccola parte del portafoglio, nell'ambito di una strategia diversificata - ha spiegato - Occorre però vedere in che modo questi nuovi prodotti verranno costruiti”. Più drastico Michele Quinto: “Cir,  mi fa molto ridere. E' come se il capofamiglia di un nucleo molto indebitato chiedesse al figlio di aiutarlo a ripagare i suoi debiti. L'entità di quel debito non cambierebbe”.

Alla prova di Mifid 2


Nel frattempo ormai gli effetti della nuova Mifid si attendono per i primi mesi dell'anno prossimo: se il 2018 è infatti stato un anno di assestamento, il prossimo sarà quello del ribasso del pricing. A cosa va incontro l'industria del risparmio gestitto? Secondo uno studio di McKinsey, presentato nella prima giornata di Consulentia18, le reti di consulenza rischiano di perdere nel complesso dai 300 ai 600 milioni di euro per effetto del ridimensionamento dei margini. Cosa fare allora per contrastare questa tendenza? “Innovare i modelli di pricing, non necessariamente contraendo le commissioni ma modulandole in maniera differente - ha suggerito Cristina Catania, partner McKinsey – Contrarre poi gli oneri aggiuntivi con i processi di digitalizzazione e investire nell'assistenza al consulente, anche per aiutare la sostenibilità della professione”.

Consigli per gli acquisti


Come muoversi allora come consulenti in questo scenario di incertezza? A Consulentia18 la risposta emersa sembra essere 'mantenersi liquidi'. “In questa fase la liquidabilità degli asset è fondamentale”, ha spiegato Tommaso Tassi, head of Italy distribution per Aberdeen Standard Investments. Mantenersi liquidi per permettere di parare i bruschi colpi del mercato, all'occorrenza. “Tuttavia questa strategia non impedisce di puntare in parte anche su private debt e private equity in una prospettiva, ovviamente, di lungo periodo”. Il messaggio allora è non investire, ma se proprio devi, punta sui corporate bond delle  società dai fondamentali solidi.

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