Che tipo di lavoratore sei? Se vuoi guadagnare di più, spendi di più

Tempo di lettura: 3'
Legate al concetto di autonomia finanziaria esistono quattro categorie di lavoratori: i dipendenti, gli autonomi, gli imprenditori e gli investitori. A quale gruppo appartieni?
“Se vuoi guadagnare di più, spendi di più”. Lo dice lo scrittore e formatore finanziario statunitense Robert Kiyosaki, in uno dei suoi più celebri libri, “I quadranti del cashflow”. Letto così, il suggerimento potrebbe sembrare kamikaze (viste le origini giapponesi di Kiyosaki!), o almeno non poco chiaro. Occorre spiegare qual è il senso di questa affermazione e per farlo serve introdurre alcuni concetti di economia gestionali spiegati da Kiyosaki nel suo saggio.Quattro categorie di lavoratoriAnalizzando il mercato del lavoro, Kiyosaki si rese conto che le persone impegnate professionalmente si dividono in quattro grandi categorie:1) i dipendenti2) ...

Più spese, meno tasse


C'è inoltre un altro aspetto positivo legato allo spendere di più: le spese abbassano il reddito imponibile, e quindi permettono di pagare meno tasse in una modalità completamente legale.
Lo scrittore e formatore giapponese raccontò a un giornalista che lo aveva intervista a seguito dell'uscita del suo libro, che lui per un anno era riuscito a guadagnare un milione di dollari senza pagare tasse: tutti i suoi utili erano stati investiti.
Al contrario, a qualche lavoratore autonomo può capitare di lavorare molto tempo per cercare di guadagnare un po' più dell'anno precedente, salvo poi scoprire che con l'aumento del suo reddito sono aumentate anche le tasse.
Lo stesso Kiyosaki raccontò di avere aspettato oltre un anno senza lavorare, nonostante avesse potuto cercare un impiego come dipendente o avesse potuto fare il libero professionista, proprio perché sapeva con certezza che avrebbe voluto fare parte del quadrante di destra. Dedicò quindi un anno alla creazione del suo business imprenditoriale, con la certezza che quel tempo sarebbe stato un investimento “attivo” sul futuro.

Kyosaki nel pratico


C'è da dire che non ci si improvvisa imprenditori. E se si vuole iniziare ad esserlo, è buona prassi quella di fare un passo per volta, magari iniziando da business a rischio contenuto. La maggior parte dei fallimenti di chi inizia a fare l'imprenditore è la mancanza di un business plan. Non basta infatti la sola passione o l'idea del secolo. Una volta presa confidenza con i meccanismi dell'investire in attività, si può a poco a poco allargare il campo di investimento. Con la consapevolezza che anche il miglior investitore qualche volta perde: fa parte del gioco. Ma chi sa usare il denaro, sa anche come recuperarlo quando lo perde. I migliori imprenditori e investitori sono infatti coloro che restano emotivamente neutrali verso la vittoria e verso la sconfitta.

Non si diventa imprenditore neanche dall'oggi al domani. Occorre studiare le dinamiche del proprio settore, emulare chi ce l'ha già fatta, provare a sviluppare un modello vincente e poi migliorarlo sul campo pensando “fuori dagli schemi”.
E infine: non è detto che si debba subito lasciare in toto il proprio lavoro da dipendente o da lavoratore autonomo per lanciarsi a gamba tesa nel mondo dell'impresa. Si può iniziare a investire in un piccolo business, parallelo alla propria attività attuale, e portare avanti parallelamente le due attività finché quella imprenditoriale non decollerà e allora si potrà decidere di passare completamente nel quadrante di destra.

Lo stesso vale con le spese che portano attività e quelle che portano passività. Riducendo le seconde un poco per volta, si può investire nelle prime. Si può creare una attività trasformando la casa che si possiede già in un B&B, e in tal modo la casa può trasformarsi da passivo ad attivo.

Anche investire su se stessi è un'ottima attività. Se aumentare le proprie competenze e le proprie qualifiche significa essere in grado di offrire un servizio migliore e per il quale le persone sono disposte a pagare di più, allora si tratta di un vero e proprio investimento.

Nessuno d'altronde è nato imprenditore. Ma tutti lo possiamo diventare se l'idea è buona, è ben pianificata e altrettanto bene eseguita.
Opinione personale dell’autore
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Ha costituito 15 anni fa una boutique specializzata in formazione e coaching per manager e sportivi. Ha ideato una metodologia che vince le naturali resistenze all’apprendimento di nuovi comportamenti. È anche conosciuto come il fondatore della Domandologia ®. Insegna queste materie, oltre che nelle aziende private, anche presso l’Aeronautica militare italiana.

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