Burnout: la finanza scende in campo dopo il “caso Goldman”

Rita Annunziata
29.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Dopo la rivolta dei giovani banchieri di Goldman Sachs, i protagonisti dell'alta finanza tornano a puntare lo sguardo sull'equilibrio tra lavoro e vita privata dei propri dipendenti. Ecco come cercheranno di “curare” la loro dipendenza dal sovraffaticamento. Mentre Morningstar punta sui robot

Nella seconda metà del mese di marzo è stato fatto circolare sui social media un sondaggio condotto da alcune reclute di Goldman Sachs, che descrive condizioni di lavoro “disumane” tra cui turni settimanali tra le 95 e le 105 ore

Jane Fraser di Citigroup ha annunciato l'istituzione di un protocollo per vietare le chiamate via Zoom il venerdì. Oltre a consentire ai dipendenti di lavorare almeno tre giorni a settimana dall'ufficio e due da casa

Morningstar ha trovato un modo per aumentare il numero di report senza pesare ulteriormente sul proprio team di analisti “umani”. Diffuse le prime analisi condotte esclusivamente da robot

Sono trascorsi otto anni dalla tragedia che, nel 2013, ha coinvolto Bank of America. Un giovane stagista di 21 anni venne trovato privo di vita dopo un turno di lavoro di 72 ore nella filiale londinese della banca d'investimento. Un caso che finì per travolgere anche la Casa Bianca e che sollevò un'ondata di riforme nel tentativo di trovare un più sano equilibrio all'interno dell'insormontabile montagna di mansioni abbattutasi sui protagonisti dell'alta finanza. Ma il boom di operazioni dell'ultimo anno ha finito per infiammare ancora una volta Wall Street. Spingendo i vertici del settore a nuove rivalutazioni. Mentre Morningstar punta sui robot.

Il caso Goldman


Nella seconda metà del mese di marzo è stato fatto circolare sui social media un sondaggio condotto da alcune reclute di Goldman Sachs. Presentato sotto forma di slideshow alla banca d'investimento a febbraio, descrive condizioni di lavoro “disumane”, tra cui turni settimanali tra le 95 e le 105 ore e “abusi” che hanno gravemente compromesso la loro salute mentale e “influenzato negativamente” i rapporti con amici e familiari. Dichiarazioni alle quali Goldman ha risposto riconoscendo che i propri dipendenti “sono molto impegnati, perché il business è ai livelli storici. E, a un anno dallo scoppio della pandemia, le persone sono comprensibilmente esauste. Per questo stiamo ascoltando le loro preoccupazioni e intervenendo per affrontarle”. Nelle ultime settimane, infatti, la banca ha organizzato diversi incontri con i dipendenti, promettendo nuove assunzioni e trasferendo il personale dei team maggiormente sotto pressione verso altri rami di attività. Oltre a introdurre il sabato sempre libero. Ma la richiesta delle reclute è anche quella di portare la settimana lavorativa a 80 ore, imporre lo stop al lavoro dopo le nove di sera del venerdì, e alleggerire le scadenze e il carico di lavoro.

Le reazioni delle banche


E la loro protesta ha catturato lo spirito del momento. Da allora, una serie di banche hanno inviato promemoria o pubblicato comunicati stampa impegnandosi a migliorare le condizioni lavorative del proprio personale. A partire dal neo amministratore delegato di Citigroup, Jane Fraser, che ha annunciato l'istituzione di un protocollo per vietare le chiamate via Zoom il venerdì, sottolineando come dopo la pandemia la maggior parte delle posizioni di lavoro saranno classificate come “ibride”, permettendo ai dipendenti di lavorare almeno tre giorni a settimana dall'ufficio e due da casa. “L'offuscamento dei confini tra casa e lavoro ha messo a dura prova il nostro benessere”, ha dichiarato Fraser in un promemoria. “La pandemia ha aperto le porte a nuovi modi di lavorare e ha dimostrato che siamo in grado di adattarci e persino di prosperare in mezzo alle avversità. Niente dovrebbe impedirci di costruire una banca che vince, una banca che difende l'eccellenza e una banca con un'anima”.
Ma non è l'unica a pensarla in questo modo, rivela un'analisi del Financial Times. Altri istituti di credito stanno offrendo benefici e aumenti salariali al personale junior, come Jefferies con le cyclette Peleton o Credit Suisse con il bonus di 20mila dollari, mentre altri hanno in cantiere nuove assunzioni per alleggerire il carico sui dipendenti. Anche se non mancano gli scetticismi sulla possibilità di un cambiamento significativo. Gli accademici Deniz Okat e Ellapulli Vasudevan, per esempio, hanno studiato l'effetto dello stop al lavoro nella giornata del sabato istituito dalle banche d'investimento dopo la tragedia del 2013. Hanno esaminato i dati su milioni di corse in taxi tra 10 sedi di banche d'investimento a New York e i quartieri residenziali e scoperto come, mentre le corse del sabato diminuivano, quelle a tarda notte negli altri giorni della settimana impennavano in modo significativo. In altre parole, “la politica ha fallito, inducendo i banchieri a lavorare più a lungo nei giorni non protetti”, hanno sottolineato gli studiosi.

Cambiare gli incentivi potrebbe essere la chiave, per i protagonisti del settore. “Banchieri e commercianti sono motivati dal denaro”, ha rivelato un trader senior al quotidiano economico-finanziario britannico. “Ho visto in passato alcune banche concedere bonus discrezionali e questo sembrerebbe essere l'unico modo per forzare il cambiamento”, ha aggiunto. Secondo Mel Newton, head of financial services workforce consulting di Kpmg, affidare ai giovani banchieri turni di lavoro smodati è inoltre una strategia inadeguata per massimizzare la produttività. “Sono davvero così produttivi tra le sette e mezzanotte? Ne dubiterei, e probabilmente dopo tre o quattro giorni non saranno in grado di fare un buon lavoro”, spiega. La soluzione, conclude, è “istruire i dirigenti su ciò che effettivamente spinge la produttività sul luogo di lavoro: lunghi turni o dipendenti felici? Si può ottenere molto di più da un gruppo di persone che ama lavorare, ama la società in cui opera e si sente apprezzato”.

Morningstar punta sui robot


Mentre l'industria finanziaria continua a discutere sui carichi di lavoro, anche Morningstar ha trovato un modo per aumentare il numero di report senza pesare ulteriormente sul proprio team di analisti. Stando a quanto rivelato dal Financial Times, la società leader nella ricerca indipendente sugli investimenti in Nord America, Europa, Australia e Asia, ha diffuso la scorsa settimana le prime analisi condotte esclusivamente dalle macchine, che riflettono la logica alla base del “rating Morningstar” che va da “gold” a “silver” e “bronze”. Le valutazioni saranno separate dal più famoso sistema a stelle della società, che misura solo le prestazioni passate dei fondi. I robot si focalizzeranno su 37.962 prodotti per 14mila miliardi di dollari di asset in gestione, mentre i 130 analisti “umani” resteranno concentrati sui fondi più popolari. Morningstar ha trascorso gli ultimi 18 mesi a migliorare il processo di scrittura delle macchine ma Lee Davidson, head of manager research and quantitative research della società, ha sottolineato come l'obiettivo sia quello di “continuare a perfezionarlo”, incorporando suggerimenti di gestori e investitori.

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