Bonus Ipo esteso al 2021, le tre ragioni per quotarsi

Rita Annunziata
27.1.2021
Tempo di lettura: 3'
Esteso il credito d'imposta sul 50% dei costi di consulenza sostenuti per le operazioni di Ipo fino al 31 dicembre 2021. “Una grande opportunità”, secondo Anna Lambiase, amministratore delegato di Ir Top Consulting. Ma quali sono i vantaggi della quotazione?

Secondo i dati raccolti da Ir Top Consulting, la quotazione ha consentito al 57% delle aziende di espandersi in nuovi mercati geografici. Il 55% parla di operazioni M&A e il 43% della ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e servizi

Le società tech rappresentano circa il 20% delle aziende quotate su Aim Italia, distribuite principalmente in Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. Ma anche in Umbria, Marche, Toscana, Trentino Alto-Adige e Veneto

Fabio Brigante di Borsa Italiana: “Pensare alla Borsa vuol dire pensare al capitale e pensare al capitale vuol dire finanziare la crescita. La quotazione consente di aumentare la propria visibilità e credibilità”

La legge di bilancio 2021 ha rinnovato il credito d'imposta sul 50% di tutti i costi di consulenza sostenuti fino a un massimo di 500mila euro per le operazioni di Ipo (Initial public offering, ndr) fino al 31 dicembre 2021. L'agevolazione, che prevede uno stanziamento pari a 30 milioni di euro, è destinata alle piccole e medie imprese che intendono iniziare una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato e non regolamentato europeo. “Una grande opportunità”, secondo Anna Lambiase, amministratore delegato di Ir Top Consulting. Ma quali sono i reali vantaggi della migrazione dal credito bancario al mercato dei capitali?
“Le ragioni per quotarsi sono tre”, spiega l'esperta in occasione dell'evento Bonus Ipo: estensione del credito di imposta al 2021. Nuove opportunità per la quotazione in Borsa delle pmi. “Il primo motivo è legato all'aumento della capacità competitiva, grazie a un grande ritorno mediatico a livello nazionale e internazionale, a una maggiore visibilità e trasparenza degli obiettivi (che possono contribuire anche a una maggiore credibilità), e a un elevato standing aziendale. Il secondo obiettivo è finanziare la crescita, reperendo risorse per sostenere i propri progetti ma anche diversificando le fonti di finanziamento. E infine valorizzare l'impresa: il valore oggettivo calcolato dalla capitalizzazione del mercato è utile anche per alleanze strategiche, scambi e acquisizioni”, spiega Lambiase.

Crescita media del fatturato: +37%


Obiettivi, aggiunge, evidenziati anche dai dati: il 57% delle aziende, con la quotazione, è riuscito a espandersi in nuovi mercati geografici, il 55% parla di operazioni M&A, il 51% dell'aumento della quota di mercato a livello nazionale e il 43% della ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Ma non solo. “La crescita media delle società in termini di fatturato è del +37%, la crescita del personale altamente qualificato è del +17% annuo e quella relativa alle acquisizioni e alle fusioni del +10%”, aggiunge Lambiase.
“Pensare alla Borsa vuol dire pensare al capitale e pensare al capitale vuol dire finanziare la crescita”, concorda Fabio Brigante, head of mid & small caps origination, equity primary markets di Borsa Italiana. “Questo perché la quotazione consente di aumentare la propria visibilità e credibilità, ma anche di individuare nuovi canali commerciali e distributivi. In un momento del genere è fondamentale guardare all'apertura del capitale perché è altrettanto fondamentale continuare a crescere e a patrimonializzarsi. Purtroppo viviamo in un Paese con tantissime realtà di piccole dimensioni, motivo per cui è necessario immaginare anche percorsi di aggregazione. E la quotazione rappresenta uno strumento sicuramente molto efficace per raggiungere questa tipologia di obiettivi”.

Le caratteristiche di Aim Italia


Stando ai dati relativi al 2019 raccolti da Ir Top Consulting, il 79% delle società quotate su Aim Italia (l'indice della Borsa di Milano dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita, ndr) riporta un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro, il 15% tra i cinque e i 10 milioni, e il 14% sotto i cinque milioni. I ricavi medi nel 2019 sono stati pari a 40 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto al 2018, mentre il dato medio della raccolta si è attestato sui 6,7 milioni di euro. Quanto alla distribuzione settoriale, il 20% appartiene al comparto tecnologico, il 17% all'industria, il 14% ai media, il 12% alla finanza, un ulteriore 12% ai servizi, l'8% all'energia e alle energie rinnovabili, il 6% alla moda e al lusso, il 4% all'healthcare, il 4% al telco, il 3% all'alimentare e l'1% alla chimica. Inoltre, la Lombardia guadagna il primato con il 38% delle aziende, seguita dal Lazio e dal Veneto rispettivamente con il 14 e il 7%.
“Aim Italia ha visto la sua esplosione negli ultimi cinque anni”, spiega Lambiase. “A trainarne la crescita sono stati sia i pir che il credito d'imposta. La capitalizzazione è passata da 2,9 miliardi a 6,1 miliardi di euro. Nel 2020, nonostante la crisi, ci sono state 24 quotazioni (di cui 2 Ipo) e la raccolta media è stata pari a 6,5 milioni di euro”. In questo contesto, aggiunge Brigante, le società tech rappresentano circa il 20% del totale e negli ultimi anni hanno raccolto complessivamente 166,2 milioni di euro. “La maggior parte sono pmi innovative e sono distribuite in Lombardia (7), Emilia Romagna (4), Lazio (4), Umbria (1), Marche (1), Toscana (1), Trentino Alto-Adige (1), Veneto (1) ed estero (1)”.

Il ruolo dell'advisor nel processo di quotazione


Ma qual è il ruolo dell'advisor nel processo di quotazione? “L'advisor aiuta il potenziale quotando, la società emittente, a strutturarsi in modo tale da essere pronto ad affrontare l'incontro e la selezione con il nomad”, spiega Kevin Tempestini, founder e ceo di KT&Partners in occasione dell'evento 2021: le opportunità della quotazione sull'Aim per le tech company italiane di Digital360 Hub. “Significa lavorare sul progetto, supportandolo nella costruzione del piano industriale. L'obiettivo è costruire una equity story di successo, ma fondamentale è la use of proceeds: la capacità di spiegare come utilizzerà i fondi che andrà a chiedere al mercato”.

“L'advisor – aggiunge Lambiase – opera al fianco dell'imprenditore condividendo con l'azienda tutti gli step del percorso di quotazione, definendo la struttura dell'offerta sulla base del fabbisogno finanziario. Inoltre, assume il ruolo di guida per l'imprenditore, assistendolo nella definizione delle scelte strategiche che riguardano la governance, la struttura societaria, i rapporti con le autorità di mercato e gli investitori, creando con l'azienda una relazione di fiducia e di dialogo continuo”. Poi conclude: “La società riceve supporto in ogni fase del processo di Ipo, attraverso una serie di strumenti e competenze, come la conoscenza approfondita del mercato azionario e delle esperienze di quotazione, le logiche di investimento, le regole di accesso al mercato azionario fino alla costruzione di una equity story che la valorizzi”.

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