Banca Patrimoni, la consulenza digitale dal cuore umano

Teresa Scarale
Teresa Scarale
21.4.2021
Tempo di lettura: 3'
Digitalizzare non vuol dire sostituire l'uomo con l'algoritmo. Paolo Giorsino, direttore commerciale di Banca Patrimoni Sella & C. racconta a We Wealth come l'anno della grande crisi pandemica abbia rafforzato i valori profondi dell'azienda. A partire dal protagonista dell'attività relazionale della banca: il banker
«Tutta questa rivoluzione tecnologica, se non è al servizio delle persone, a che serve?» È tanto giusta quanto disarmante la riflessione che Paolo Giorsino, Banca Patrimoni, formula in una chiacchierata di metà febbraio con We Wealth. Un anno fa si affacciava la consapevolezza nuova di un “umanesimo tech”. Oggi, «il grande tema cui stiamo continuando a lavorare è la creazione di un ecosistema digitale umano. Il 2020 è stato un catalizzatore di progetti e convinzioni profonde già nel nostro Dna: l'attenzione del consulente deve essere rivolta verso la persona. Dal banker al cliente».
Quando la tecnologia facilita la vicinanza alla clientela anziché ostacolarla, allora il riscontro del cliente è positivo. «Si percepisce come la propria banca sia capace di stare al passo con i tempi». Ma «la logica dei robo advisor non ci appartiene minimamente», sottolinea il manager. «Il tech non sostituisce mai la consulenza umana, che deve essere in grado fare i conti con l'emotività delle persone».

Centralità della persona che in Banca Patrimoni è ponte naturale verso la filosofia della sostenibilità. Le tematiche ambientali, sociali e di governance (Esg) sono diventate negli ultimi anni uno dei più importanti macro-trend dell'industria finanziaria. Ma ognuno li declina secondo i propri principi costitutivi. «Per noi sostenibilità vuol dire innanzitutto visione di lungo periodo e capacità di generare valore positivo, sempre». Gli investitori sono sempre più sensibili ai temi sostenibili e Banca Patrimoni ha recepito la loro esigenza, identificando con la Sgr «un fondo [iCARE, ndr] le cui tematiche sono focalizzate sul miglioramento della qualità della vita». Parte delle commissioni di gestione del fondo sono devolute alla Fondazione Umberto Veronesi.
La sensibilità territoriale di Banca Patrimoni ha preso forma nei mesi più severi della crisi sanitaria anche attraverso iniziative di impatto emotivo e culturale. «Grazie alla direzione artistica di Daniela Magnetti abbiamo fatto sentire la nostra presenza in luoghi come il Covid Hospital Ogr di Torino, con l'iniziativa Un quadro al mese. Con Oper-arte. Farmaco emozionale abbiamo invece esposto opere per il solo personale del dipartimento 'Malattie ed emergenze infettive' del presidio Valdese di Torino» per alleviarne, anche solo per qualche istante, la tensione emotiva. Il legame di Banca Patrimoni con l'arte è di lunga data. Basti solo pensare a quando Christo (1935-2020) nel 1998 impacchettò con i suoi leggendari drappi la scalinata di Palazzo Bricherasio (Torino), sede della banca.
Nell'arco del 2020 Banca Patrimoni ha messo a punto la sua gamma di wealth management per la clientela hnwi e uhnwi, «consapevole che il patrimonio familiare va al di là della sola ricchezza finanziaria. Passaggio generazionale, cura e valorizzazione del patrimonio immobiliare e artistico fanno parte della nostra consulenza a 360°». Le competenze specifiche sono un tratto distintivo, che diventa «una leva commerciale per entrare in contatto con nuovi potenziali clienti e la loro necessità di proteggere, accrescendolo, il patrimonio. Senza assumere rischi eccessivi». La ricetta d'oro per una prosperità intergenerazionale.
caporedattore

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