Banca Generali, masse e raccolta spingono gli utili

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
10.2.2022
Tempo di lettura: 3'
Banca Generali mette a segno l'anno dei record: il 2021 si chiude con utile netto pari a 323,1 milioni di euro, il migliore risultato di sempre. Bene masse e raccolta

“Siamo orgogliosi della crescita della banca che ha superato tutti gli ambiziosi traguardi del piano triennale, consentendoci di chiudere il 2021 col nostro miglior risultato di sempre" ha commentato Gian Maria Mossa, ad di Banca Generali

I costi operativi infatti hanno mostrato una variazione contenuta, alla luce del forte sviluppo dimensionale nel periodo, aumentando del solo 6,6%

Le masse totali al 31 dicembre 2021 sono salite del 15% rispetto all’esercizio precedente a 85,7 miliardi di euro, mentre la raccolta netta totale del 2021 è stata pari a 7,7 miliardi di euro, con una crescita del +31%



I risultati preliminari diffusi giovedì da Banca Generali sono di quelli di cui andare fieri. La Banca di Trieste ha infatti chiuso il 2021 nei migliori dei modi, riportando un utile netto pari a 323,1 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto al 2020. Si tratta del migliore risultato di sempre che arriva a completamento del piano triennale 2019-2021, incentrato su sviluppo dimensionale, diversificazione e sostenibilità̀ dei ricavi. A fare la differenza è stata la raccolta - e dunque le masse raccolte - e le commissioni in forte crescita.







I risultati riportati evidenziano il continuo miglioramento nel profilo dell'utile. La componente ricorrente, ovvero quella al netto di commissioni di performance, trading e altre spese ricorrenti, è aumentata del 15% rispetto all'esercizio precedente, raggiungendo quota 176,6 milioni di euro. Alla base di questo risultato, tra gli altri fattori, c'è da sottolineare oltre alla scalabilità del modello di business la buona gestione dei costi. Alla luce del forte sviluppo dimensionale nel periodo, i costi operativi infatti hanno mostrato una variazione contenuta aumentando del 6,6% complessivamente e del 4,9% per quanto attiene la crescita delle voci “core”.

Lato entrate il valore determinante negli ultimi dodici mesi è stato il forte sviluppo delle masse (€85,7 miliardi, +15%) e il miglioramento della loro composizione che hanno favorito una crescita a doppia cifra dei ricavi. Le masse totali di Banca Generali al 31 dicembre 2021 sono salite del 15% rispetto all'esercizio precedente a 85,7 miliardi di euro. Nello specifico, le soluzioni gestite sono cresciute del 18% a 44,3 miliardi di euro, e la loro incidenza sul totale delle masse è passata dal 50,2% del 2020 al 51,6%. La raccolta netta totale del 2021 è stata pari a 7,7 miliardi di euro, con una crescita del +31% rispetto alla fine del 2020. Nello specifico, la raccolta si è indirizzata principalmente verso le soluzioni gestite che hanno cumulato 5,3 miliardi di euro nell'anno, il 67% in più rispetto allo scorso anno. Infine le commissioni nette totali sono salite a 667,3 milioni di euro (+31,4%) con un aumento significativo a livello di commissioni nette ricorrenti a 446,8 milioni di euro (+22,0%).

Alla luce dei buoni risultati ottenuti nell'esercizio il CdA ha deliberato di presentare all'Assemblea degli Azionisti programmata, come da calendario finanziario, per il 21 Aprile, la proposta di distribuire dividendi per 227,9 milioni di euro, pari a 1,95 euro per azione. Si tratta di un payout del 70,5%.








L'amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato: “Siamo orgogliosi della crescita della banca che ha superato tutti gli ambiziosi traguardi del piano triennale, consentendoci di chiudere il 2021 col nostro miglior risultato di sempre. La professionalità dei nostri banker e la dedizione di tutte le persone di banca hanno permesso di stare vicini alle famiglie in un momento complesso e questo ci viene sempre più riconosciuto dal mercato. Dietro le persone si conferma poi l'efficienza operativa e gestionale e l'efficacia di un'offerta unica che hanno spinto la banca verso nuovi picchi di redditività, solidità patrimoniale e crescita dimensionale. La sostenibilità del nostro modello di business si evince non solo dai numeri, ma soprattutto dal consenso e dalla fiducia che ci arriva dalla clientela e tutto questo si traduce in un ritorno per tutti gli stakeholders sempre più marcato. Alla vigilia della presentazione del nuovo piano industriale contiamo sulla forza di questi nostri elementi distintivi e sul contributo dell'innovazione per tracciare un nuovo importante percorso di crescita della nostra realtà”.

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.
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