Anche Crédit Agricole entra nel risiko bancario

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
23.11.2020
Tempo di lettura: 5'
Prosegue il fermento nell'M&A bancario italiano. Crédit Agricole lancia un'opa totalitaria su Credito Valtellinese

Un nuovo tassello nel risiko bancario italiano: Crédit Agricole Italia lancia un'opa volontaria sulla totalità delle azioni di Credito Valtellinese

Il quadro generale: dal dossier Mps all'ipotesi fusione Banco Bpm-Bper

Intanto Goldman Sachs rivede le valutazioni delle banche italiane. Promossa Intesa

Un nuovo tassello nel risiko bancario italiano. A riaprire le danze questa volta è Crédit Agricole Italia. Lunedì 23 novembre 2020, la società controllata per il 75,6% da Crédit Agricole ha lanciato un'opa (offerta pubblica di acquisto) volontaria sulla totalità delle azioni di Credito Valtellinese, allo scopo di rafforzare ulteriormente presenza del Gruppo in Italia, il secondo mercato domestico di Crédit Agricole.

I dettagli dell'Opa

Entrando nello specifico dell'operazione, si tratta di un'offerta con corrispettivo interamente in denaro pari a 10,50 euro per ogni azione di Credito Valtellinese, equivalente a un esborso massimo pari a 737 milioni di euro per il 100% del capitale di Creval. Il prezzo implica un premio del 21,4% rispetto ai valori di chiusura di Credito Valtellinese di venerdì 20 Novembre 2020 e del 53,9% rispetto al prezzo medio ponderato degli ultimi sei mesi. “A seguito dell'Offerta – si legge nel comunicato - Crédit Agricole Italia intende procedere alla fusione per incorporazione di Credito Valtellinese in Crédit Agricole Italia al fine di consentire un'effettiva integrazione delle proprie attività con quelle di Credito Valtellinese”. La combinazione porterebbe il “nuovo” gruppo a posizionarsi come sesta banca commerciale in Italia.

“Credito Valtellinese condivide con noi molti dei valori di fondo che rappresentano la ragion d'essere di Crédit Agricole Italia: il radicamento sul territorio, l'attenzione alle comunità locali e al tessuto sociale e imprenditoriale di riferimento, la valorizzazione delle persone, la sostenibilità del modello di business. Con questa integrazione siamo convinti di poter creare valore aggiunto per tutti gli stakeholder” ha commentato Ariberto Fassati, presidente di Crédit Agricole Italia.

“Con questa operazione, i clienti ed i colleghi di Credito Valtellinese otterranno accesso agli stessi prodotti e servizi finanziari tra i migliori del mercato di Crédit Agricole Italia, beneficiando della dimensione, della solidità e della cultura innovativa e focalizzata sul cliente del Gruppo Crédit Agricole, e l'entità aggregata manterrà il proprio forte impegno a supporto dell'Italia e delle comunità locali” ha aggiunto Giampiero Maioli, ad di Crédit Agricole Italia e head of Crédit Agricole S.A. Group per l'Italia.

Intanto, sulla scia della notizia, il titolo Creval vola in Borsa, arrivando a guadagnare oltre il 22% in apertura.

Il dossier Mps e l'ipotesi di fusione Banco Bpm - Bper

L'opa di Crédit Agricole su Creval arriva in un anno di grande vivacità per l'M&A bancario italiano. Un 2020 segnato dall'acquisizione di Ubi Banca da parte di Intesa Sanpaolo e che potrebbe riservare ancora diverse sorprese su questo fronte.

Sul tavolo rimane aperta la questione Monte dei Paschi di Siena, con il Tesoro (azionista di controllo di Mps) che prosegue la sua ricerca di un partner adeguato per l'istituto senese, con l'obiettivo di dismettere la propria partecipazione entro il 2021. UniCredit rimane la principale candidata, ma tra i nomi papabili, stando ad alcune indiscrezioni, il Tesoro avrebbe preso in considerazione anche Banco Bpm e Bper, al centro a loro volta di nuovi rumors di mercato.

Di recente è spuntata infatti l'ipotesi di una fusione fra la banca guidata da Giuseppe Castagna e l' istituto emiliano. Idea è stata giudicata “affascinante” da Carlo Cimbri, ad di Unipol (azionista di riferimento di Bper con il 19% circa del capitale) che, intervistato dal Sole 24 Ore, ha dichiarato che, qualora il Banco fosse interessato, Bper approfondirebbe “con grande attenzione”. Un'apertura, quella mostrata dal numero uno del gruppo assicurativo, apprezzata anche da Giuseppe Castagna, ad di Banco Bpm, che ha ribadito il suo interesse a valutare ipotesi di M&A con altre banche. Stando ad alcune indiscrezioni emerse il mese scorso e riportate da Reuters, Banco Bpm avrebbe inoltre “avviato contatti approfonditi con Credit Agricole per esplorare l'ipotesi di una potenziale aggregazione con gli asset italiani del gruppo francese”. Tuttavia, secondo nuove indiscrezioni, le discussioni non sembrerebbero registrare progressi, con “il gruppo francese che, pur interessato a consolidare la sua posizione sul mercato italiano, mostra un atteggiamento molto prudente” scrive Reuters. Secondo Equita Sim, la combinazione Banco Bpm-Bper creerebbe il secondo player per dimensione sul mercato domestico con una quota del 13,6% sugli sportelli, dietro a Intesa Sanpaolo (19%) e davanti a UniCredit (11%). Una fusione che, per Equita "avrebbe senso dal punto di vista industriale vista la complementarietà delle reti distributive delle due banche e dei modelli di business".

Intanto, le banche italiane sono finite sotto la lente di Goldman Sachs, che ha rivisto i target price per alcuni istituti del Bel Paese. In particolare, gli esperti della banca d'affari Usa hanno promosso a pieni voti il titolo Intesa Sanpaolo, migliorandone il giudizio da “neutral” a “buy” e rivedendo al rialzo il target price (da euro 2.15 a 2.40). Alzato anche il prezzo obiettivo per UniCredit (da 12.3 a 12.7 ), Bper Banca (da 2.20 a 2.25 ) e Banco Bpm (da 1.85 a 1.95 ) per cui restano confermati i precedenti giudizi. Tagliato infine da 1,50 a 1,35 il prezzo obiettivo di Mps, per cui gli analisti hanno confermato il giudizio “neutral".

 

 

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti