Tcw in Italia: un presidio diretto e nuovi fondi

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
31.10.2018
Tempo di lettura: 5'
A breve il colosso statunitense, che è arrivato in Italia un mese fa, lancerà due nuovi fondi azionari, che andranno ad ampliare la gamma di fondi autorizzati nel nostro Paese (attualmente 5 comparti obbligazionari). Intervista in esclusiva al managing director Gian Luca Giurlani

Tcw è un gruppo statunitense con oltre quarant'anni di esperienza negli investimenti e circa 200 miliardi di dollari di patrimonio in gestione

A settembre, ha aperto un ufficio a Milano, con Matteo Sinigaglia come senior vice president

Gian Luca Giurlani, managing director e responsabile della piattaforma Ucits in Europa e dello sviluppo del mercato dell'Europa del Sud di Tcw, ha anticipato a We Wealth i progetti di sviluppo del gruppo nel nostro Paese

Ad appena un mese dall'apertura dell'ufficio a Milano, Tcw ha già in programma un ampliamento dell'offerta delle strategie di investimento. “A brevissimo, lanceremo sul mercato italiano due fondi azionari che andranno a completare la nostra gamma prodotti che, al momento, in Italia è formata unicamente da fondi obbligazionari”. A parlare è Gian Luca Giurlani, managing director e responsabile della piattaforma Ucits in Europa e dello sviluppo del mercato dell'Europa del Sud di Tcw, che in una intervista in esclusiva a We Wealth ha parlato dei piani di sviluppo del gruppo nel nostro Paese.

 
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Gian Luca Giurlani, managing director e responsabile della piattaforma Ucits in Europa e dello sviluppo del mercato dell'Europa del Sud di Tcw
A settembre 2018, il colosso statunitense (con oltre quarant'anni di esperienza negli investimenti e circa 200 miliardi di dollari di patrimonio in gestione) ha annunciato l'apertura di una branch a Milano, rafforzando così il percorso di penetrazione sul mercato italiano iniziato a fine 2015. Milano rappresenta il primo ufficio fuori Londra, in Europa continentale, a dimostrazione dell'importanza che il mercato italiano ricopre nell'industria del risparmio gestito. “Primo: il mercato italiano è un mercato con un'alta propensione all'utilizzo dei prodotti obbligazionari e noi siamo una casa prevalentemente obbligazionaria, quindi c'è un natural field”, ha dichiarato Giurlani, spiegando che, al momento, la gamma di fondi autorizzati in Italia è rappresentata da 5 comparti obbligazionari della Sicav lussemburghese, di cui 3 basati su strategie total return o unconstrained (si tratta di MetWest Total Return Bond Fund, MetWest Unconstrained Bond Fund e TCW Total Return Bond Fund) e 2 che investono sui Paesi Emergenti (TCW Emerging Markets Income fund e TCW Emerging Markets Local Currency Income Fund).
“Secondo, avvicinare il mercato europeo e italiano con un novero selezionato delle nostre strategie core a ritorno assoluto è stata una scelta figlia di una precisa strategia: fare breccia in un mercato molto affollato consentendo agli investitori di poter verificare fin da subito le forti competenze distintive nella gestione di Tcw e la sua capacità di mettere a disposizione prodotti di alta qualità, in grado di trovare un preciso collocamento in un'asset allocation diversificata. In Italia, in particolare, sono il MetWest unconstrained bond fund e i fondi emerging market le soluzioni che hanno riscontrato il maggior interesse”, ha aggiunto Giurlani, che in merito agli obiettivi ha risposto: “Nei prossimi tre anni, puntiamo a diventare uno dei principali punti di riferimento di private bank e delle reti di distribuzione italiane nel campo delle strategie obbligazionarie total return”.

La strategia utilizzata per penetrare il mercato italiano può essere riassunta in tre step: in un primo momento, l'asset manager statunitense si è rivolto esclusivamente agli investitori istituzionali, poi si è avvicinato al mondo delle gestioni patrimoniali e delle unit linked, arrivando infine a stipulare due importanti accordi di distribuzione con CheBanca! e Finecobank. “Ora siamo allo step 4 e per questa attività è molto utile presidiare più da vicino il mercato. Naturale conseguenza di questo sviluppo è stata l'apertura di una struttura locale e la scelta di una persona basata a Milano che, infatti, si occupa di seguire prevalentemente gli intermediari finanziari”, illustra il managing director di Tcw. La persona in questione è Matteo Sinigaglia, senior vice president, che è entrato nel gruppo a settembre e riporterà direttamente a Giurlani.

 

La proposta di Tcw sul mercato italiano


Le soluzioni di investimento di Tcw si caratterizzano per un approccio ben disciplinato, coerente e di team alla gestione attiva, progettato per ottenere l'alpha nel lungo termine. In particolare, le soluzioni di investimento che in Europa e in Italia stanno riscontrando maggior interesse ad oggi sono il MetWest Total Return Bond Fund (omologo europeo della strategia americana che conta circa 80 miliardi di dollari in gestione), il MetWest Unconstrained Bond Fund e i due strumenti sul fixed income dei mercati emergenti in valuta locale e hard currency. “In un momento molto complesso come quello attuale (perché Mifid sta complicando le cose) e in un mercato molto competitivo e anche difficile dal punto di vista obbligazionario, il mercato americano e il mercato dollaro stanno diventando un'area molto più interessante, sia per l'istituzionale sia per l'intermediario finanziario, soprattutto quando si iniziano ad avere dei rendimenti superiori al 3% sul mercato Usa e una valuta forte come quella attuale, a fronte di un trend in Europa, invece, estremamente volatile – ha spiegato Giurlani - In America il tasso di rendimento su questi tipi di portafogli è al 4,5-5%: con i Treasury che rendono il 3% e un tasso di copertura del 3%, resta ancora un carico positivo dell'1,5-2% di rendimento”. Discorso simile va fatto sui mercati emergenti, dove il problema qui è la volatilità. Ci sono ancora delle opportunità? “La risposta è assolutamente sì, c'è ancora un premio e non vediamo una debolezza strutturale degli emergenti a livello complessivo, che restano ancora un'ottima opportunità”, ha dichiarato il managing director di Tcw, che poi ha concluso dicendo: “Il problema, in questi casi, è che bisogna essere disposti a gestire la volatilità, a fronte però di un rendimento del fondo obbligazionario emergente globale del 6,5-7%, quasi al livello dell'equity”.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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