LFDE, l'expertise al centro del core business. Intervista ad Arrighi

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
16.5.2018
Tempo di lettura: 3'
LFDE intende mettere a frutto la lunga esperienza accumulata nello stock picking e nella sostenibilità per competere e allargare il suo raggio d'azione nel nuovo modo di Mifid II

La Financière de l'Echiquier (LFDE), una storia nata nel '91

Grande attenzione viene posta alla qualità della governance, alla visione del management e alla sua capacità di generare valore nel lungo periodo

LFDE è stata tra i primi asset manager francesi a recepire i criteri Esg

Nel nuovo mondo di Mifid II, l'expertise è tutto e La Financière de l'Echiquier (LFDE) vuole essere in prima
fila. La società di gestione recentemente rafforzata grazie all'integrazione con l'attività di asset managementdi Primonial, ha ridefinito la sua strategia in Italia con l'arrivo di Alessandro Arrighi, ex responsabile dello sviluppo del business di Ethenea, nominato country manager il 2 maggio scorso.

LFDE, tra le più note boutique indipendenti dell'asset management francese, è stata fondata 27 anni fa da Didier Le Menestrel e Christian Gueugnier che ancora oggi sono i grandi azionisti. Nel corso degli anni ha costruito un originale sistema per valutare e selezionare le aziende dove investe - è appunto la sua expertise - ed è stato uno dei pionieri nei temi
della sostenibilità, anticipando di parecchio l'interesse del mercato.

L'alleanza con Primonial, che all'inizio di marzo ha acquisito il 40% de La Financière cedendo le sue attività di asset management (Stamina AM e Alta Rocca AM), ha dato nuova linfa al gruppo che ora punta a crescere rapidamente. È una strategia che coinvolge pertanto il nuovo management. “L'ufficio italiano intende contribuire attivamente - spiega Arrighi nella sua prima intervista - alla crescita della società. Diversamente non avrei accettato la sfida”.

Come nasce l'expertise di La Financière de l'Echiquier?
“I francesi sono partiti molto presto. Alla fine degli anni'80 i vecchi agenti di cambio sono diventati asset manager indipendenti costruendo in più di un caso storie di successo. Hanno messo a frutto l'esperienza realizzata fino allora per offrire servizi di gestione patrimoniale che soddisfacessero le esigenze delle famiglie, seguendo l'esempio che veniva dalla Svizzera. Hanno focalizzato il proprio know how su soluzioni d'investimento a forte valore aggiunto.
È quello che ha fatto La Financière de l'Echiquier operando nel proprio mercato di riferimento, quello francese e, successivamente quello europeo, prima di estendere il suo universo d'investimento ai mercati mondiali a partire dagli anni duemila.
“Fin dall'inizio LFDE ha focalizzato il suo metodo di stock picking sulla conoscenza approfondita delle aziende. L'obiettivo, da sempre, consiste nel sapere con esattezza a chi affidiamo i capitali dei nostri clienti.
Dedichiamo un'attenzione particolare alla qualità della governance, alla visione del management e alla sua capacità di generare valore nel lungo termine.
La nostra metodologia si è arricchita nel tempo ed è stata formalizzata nel 2007. LFDE è stato tra i primi asset manager francese a recepire i criteri Esg, criteri extrafinanziari, che progressivamente sono stati estesi a tutta l'offerta. È quello che il mercato sta oggi chiedendo, non è un fenomeno di moda ma un nuovo approccio destinato a segnare il futuro dell'asset management.
Ma un conto è chi si sta attrezzando in fretta e furia, un conto è chi ha formalizzato da tempo la sua metodologia SRI (Socially Responsible Investment).

E poi negli ultimi mesi con l'arrivo di Primonial, che ha acquisito il 40% di LFDE, è iniziata una nuova fase.
Si, proprio così, la nostra partnership è strategica. Primonial è un gruppo indipendente di gestione con i 2/3 delle attività nel real estate, un'esposizione significativa nel business assicurativo. E due boutique di asset management (Stamina AM e Alta Rocca AM) che sono state acquisite da La Financière de l'Echiquier. Alta Rocca AM, in particolare, ha un'expertise nel settore bond e high yield corporate con portafogli a lunga scadenza in cui quei prodotti finanziari vengono di norma mantenuti fino al rimborso.
Chi investe, è così esposto al rischio di controparte, meno a quello di mercato. Questo approccio si integra perfettamente con la preesistente filosofia aziendale di LFDE. Chi viene da noi ricerca un extra rendimento costante in una logica di lungo periodo. Oggi l'integrazione tra le due società si sta sviluppando sul settore dei bond e dei fondi di fondi.
Domani, forse, assisteremo a offerte che attengano anche al mondo real estate o, perché no, a soluzioni che facciano combaciare entrambe le expertise. In conseguenza dell'alleanza con Primonial, LFDE guadagna anche in capacità di distribuzione.

È un'alleanza con la quale sono aumentate anche le masse gestite.
Le masse gestite sono cresciute da 8,5 a 11miliardi di euro e la nostra ambizione è di raggiungere i 16 miliardi entro il 2021. Significativi sono anche gli obiettivi di crescita al centro del piano strategico del nostro nuovo Ceo, Christophe Mianné, altresì deputy Ceo di Primonial, responsabile dell'asset management. Tra i target c'è anche una maggiore penetrazione in Europa, in particolare in Italia, dove siamo presenti da oltre 12 anni, ma anche in Benelux, Spagna, Germania e Svizzera.

In Italia come si articola la vostra presenza, su che piattaforma distributiva potete contare?
Ci sono rapporti storici con reti importanti come quella di Banca Generali, Fineco e Fideuram. In più abbiamo rapporti consolidati con altri partner, tra i quali, ad esempio, Alpen Bank, Banca Consulia, Consultinvest, Copernico sim. Per effetto di Mifid II i rapporti tra produttori e distributori stanno cambiando e questo impone una profonda riflessione strategica.

In che direzione?
La logica di Mifid II e delle norme sulla product governance che vi sono contenute, attribuiscono al distributore una responsabilità diretta su ciò che vende al cliente. Finora, in una logica di architettura aperta, più fondi avevi nel tuo campionario più appetibile risultavi per il tuo cliente. Il nuovo scenario regolamentario spinge verso un'architettura guidata, e non più aperta, e una relazione con il distributore non più concentrata unicamente sulla vendita del prodotto.
Le grandi strutture di distribuzione non assomiglieranno più a negozi blockbuster dove si trova di tutto, ma privileggeranno una maggior vicinanza nel lungo termine con un numero concentrato di attori, in una logica di mandato di gestione e di qualità del servizio: è un approccio qualitativo a favore del cliente, che si riverbera in tutta la catena del valore dell'industria dell'asset management, dalla produzione alla distribuzione. Chi come LFDE ha expertise riconosciute da tempo ha dunque opportunità da cogliere. È questa peraltro la strada che il mercato sta seguendo anche per poter preservare la marginalità.

È spaventato dalle nuove regole di rendicontazione che imporranno di esplicitare in valore assoluto e non più soltanto in percentuale le commissioni (di gestione e di distribuzione) pagate dai clienti?
L'industria deve accompagnare il cliente verso il cambiamento e dimostrargli che la remunerazione è il prezzo giusto per la qualità e il servizio fornito.

In questo nuovo scenario come cambierà l'offerta di LFDE?
Vogliamo allargare le nostre relazioni al mondo wholesale, sia assicurativo che tradizionale. Fondi dei fondi, gestioni patrimoniali, unit linked, casse di previdenza, fondi pensione: sono tutti potenziali interlocutori.
In Francia sono legami già esistenti che in Italia abbiamo intenzione di costruire. Portiamo con noi un'expertise fatta di conoscenza delle aziende, Small e Mid Cap soprattutto, di un rigoroso processo di valutazione (sia nell'equity che nei bond) e di una cultura SRI acquisita in oltre dieci anni. Sono le carte vincenti che intendiamo giocare.

Che mercati dovremmo attenderci per i prossimi mesi? E l'Italia è veramente il paese a rischio del continente?
L'economia reale sta andando bene con indicatori positivi e dati societari rassicuranti. C'è una ripresa tangibile in Europa che potrebbe portare con sé un aumento dei tassi. Occorrerà vedere con che gradualità la Bce doserà i rialzi per non soffocare la ripresa.
Quanto all'Italia il tergiversare sulla formazione del governo post elezioni sta creando un po' di tensione. Peraltro non sono neppure state fatte le riforme richieste dall'Europa per poter rendere sostenibile il livello del debito così come la crescita stessa del paese. Non mancano tuttavia segnali incoraggianti. L'Italia è stata in grado di lanciare un'iniziativa felice creando lo scorso anno i Pir, uno strumento pragmatico che dà sostegno all'economia ed è anche molto attraente per i risparmiatori. Incoraggia l'investimento di lungo termine, benefico sia per gli investitori che per le aziende.

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