Aspettando la legge di bilancio, parla Carmignac

Livia Caivano
Livia Caivano
27.9.2018
Tempo di lettura: 3'
Alla vigilia della pubblicazione dell'attesissima legge di bilancio, si rincorrono voci tra Roma e Bruxelles. Ma quale sarà l'impatto sui mercati? La parola a Sandra Crowl, membro del comitato investimenti di Carmignac

Attesa nella giornata del 27 settembre la legge di bilancio 2018

Al centro del dibattito politico e economico da mesi, il superamento del tetto nel rapporto deficit/pil

Crescita economica in rallentamento, tensioni politiche e fine del quantitative easing: un momento difficile per la pubblicazione di una legge di bilancio. C'è grande attesa per le misure di politica economica del Governo ma anche e soprattutto per le coperture, al vaglio del severo giudizio di Europa e mercati finanziari.

“Il primo impegno del Governo è impedire l'aumento della pressione fiscale e sterilizzare le clausole di salvaguardia in modo da evitare l'incremento dell'Iva nel 2019”, così il ministro dell'Economia, Giovanni Tria torna a ribadire i capisaldi della legge di bilancio, nel giorno che precede la sua pubblicazione. Nessuna sorpresa anche sul reddito di cittadinanza che sembra essere confermato. Ma attenzione ai costi. Secondo Confcommercio nella legge di bilancio le misure del Governo porteranno a un esborso di 17,2 miliardi, portando il rapporto deficit/pil al 2,8%. Un valore che potrebbe non bastare all'Unione Europea. Torna a parlare Pierre Moscovici, secondo cui il tetto da non oltrepassare è categoricamente quello del 2%, “se Roma vuole rispettare l'impegno a ridurre il deficit strutturale. Il paragone con il 2,8% della Francia non regge. La questione fondamentale che dovrebbe interessare all'Italia non e' sforare i parametri relativi al rapporto fra deficit e Pil, ma potenziare la propria produttività".

La view di Carmignac


“Tutta l'Europa in questo momento soffre l'incertezza politica, l'Italia in particolar modo”, esordisce Sandra Crowl, membro del comitato investimenti di Carmignac. “Di conseguenza l'attività industriale si è ridotta e il mercato ha perso fiducia”.
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Sandra Crowl - membro del comitato investimenti Carmignac
Da una parte, la riduzione della liquidità a causa del cambio di politica monetaria, dall'altra la perdita di fiducia del mercato, la situazione in Europa, secondo Carmignac non promette grandi margini di crescita. Per l'Italia, “anche noi attendiamo le novità riguardo la legge di bilancio – prosegue Crowl – Sembra che le misure non saranno necessariamente quelle descritte nel contratto di Governo. Ci aspettiamo un ridimensionamento ragionevole dei tagli”. Molto dipende allora, ancora una volta, dal rapporto deficit/pil. “Per quanto riguarda gli asset italiani, se il rapporto del 2% tra debito e PIL non dovesse essere superato e anzi, se si rimanesse abbondantemente al di sotto, le valutazioni obbligazionarie e azionarie dovrebbero salire. In questo caso, sono certa che gli investitori internazionali tornerebbero a puntare sui Btp”. Per il medio termine, rimane comunque il problema della crescita: “non è stato ancora raggiunto un vero consolidamento del settore bancario, i consumi sono ancora bassi e non si conoscono le ambizioni politiche di Matteo Salvini per il prossimo anno, dopo le elezioni europee. Ci aspettiamo un ulteriore impatto”.

Il settore più vulnerabile? “Le banche. Sarebbero le più colpite in caso di incertezza, perché insieme alle famiglie sono i maggiori detentori di Btp”.

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