Per JP Morgan la Cina è sempre più vicina

Francesca Conti
Francesca Conti
9.5.2019
Tempo di lettura: 2'
JP Morgan potrebbe diventare il primo gruppo straniero a controllare un asset manager cinese dopo il cambiamento della normativa dello scorso anno. Il colosso Usa, secondo il Financial Times, punta al controllo di China International Fund Management

A detenere il controllo di China International Fund Management è Shanghai International Trust, del gruppo Shanghai Pudong Development

Shanghai International Trust ha reso noto di voler cedere una partecipazione del 2% attraverso uno scambio azionario

La Cina dallo scorso anno permette agli asset manager internazionali di possedere fino al 51% di gestori locali

Tra New York e Shanghai ci sono quasi 12.000 chilometri. Ma per JP Morgan questa distanza potrebbe accorciarsi notevolmente. Il colosso di investimenti americano - secondo il Financial Times - potrebbe diventare il primo gruppo straniero a controllare un asset manager cinese. JP Morgan Asset Management possiede attualmente il 49% della società China International Fund Management. A detenere il controllo dell'asset manager d'Oriente è però la Shanghai International Trust, del gruppo Shanghai Pudong Development, che controlla il 51% della società. La situazione per JP Morgan potrebbe sbloccarsi, visto che ora Shanghai International Trust ha reso noto di voler cedere una partecipazione del 2% attraverso uno scambio azionario.

La Cina dallo scorso anno permette agli asset manager internazionali di possedere fino al 51% di gestori locali. Fino ad oggi nessun gruppo straniero ha fatto domanda alla Securities Regulatory Commission cinese per potere salire al 51%. JP Morgan Asset Management potrebbe quindi fare da apripista alle società internazionali. Il colosso a stelle e strisce non ha voluto commentare le indiscrezioni, ma in passato aveva dichiarato di voler aumentare la propria partecipazione nella joint venture. Secondo un report di Morgan Stanley e della società di consulenza Oliver Wyman, i ricavi provenienti da attività collegate alla clientela cinese salirebbero da 5,3 mila milioni di dollari a 9,3 milioni di dollari nel 2023.

Peter Alexander, amministratore delegato di Z-Ben Advisors, società di consulenza che assiste i gestori patrimoniali esteri in Cina, si è detto ottimista sull'operazione. Per il manager JP Morgan potrebbe acquistare le azioni e ricevere l'approvazione regolamentare per il controllo in tempi relativamente rapidi. "Anche se sembra un processo piuttosto semplice, è ancora un'asta pubblica e questa è la Cina, tutto può succedere", ha tuttavia ammonito il manager. "L'unica variabile di cui dobbiamo tenere conto in questo processo è la disputa bilaterale in corso tra Cina e Stati Uniti", ha sottolineato Alexander. Tra le due superpotenze proseguono infatti le tensioni legate alla questione commerciale.

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