Investimenti, un impatto misurabile su ambiente e società 

Laura Magna
Laura Magna
5.7.2021
Tempo di lettura: 3'
Eurizon adotta una metodologia rigorosa sul fronte della sostenibilità, applicata agli investimenti. Massimo Mazzini, direttore marketing e sviluppo commerciale di Eurizon, spiega una scelta di campo

Eurizon misura l'impatto del suo approccio Esg in 2,3 milioni di tonnellate di CO2 risparmiate (pari a 16 milioni di viaggi in auto tra Roma e Milano) e oltre 430 miliardi di litri di acqua (equivalenti a quelli che servono a riempire 172mila piscine olimpioniche). Ma anche in 122mila trattamenti sanitari per pazienti a rischio; un milione mezzo di pasti biologici prodotti e distribuiti

Nei portafogli della Sgr le società che intraprendono azioni anti corruzione sono l’85% (+16% rispetto all’indice composito MainStreet Partners) e quelle che agiscono contro il lavoro minorile il 76% (+25% vs l’indice). E ancora figurano società con maggior presenza femminile e più consiglieri indipendenti in Cda  

Più di 2,3 milioni di tonnellate di CO2 risparmiate (pari a 16 milioni di viaggi in auto tra Roma e Milano). Oltre 430 miliardi di litri di acqua (equivalenti a quelli che servono a riempire 172mila piscine olimpioniche). Sono solo due dei dati contenuti nell'ultimo Global Impact Report di Eurizon Capital Sgr. Uno strumento che mostra con numeri dirompenti qual è l'impatto della finanza sui fattori Esg. “Grazie agli investimenti dei nostri fondi – dice a We Wealth Massimo Mazzini – Direzione Marketing e Sviluppo Commerciale – sono stati generati 122mila trattamenti sanitari per pazienti a rischio; prodotti e distribuiti un milione mezzo di pasti biologici. Nei portafogli le società che intraprendono azioni anti corruzione sono l'85% (+16% rispetto all'indice composito MainStreet Partners) e quelle che agiscono contro il lavoro minorile il 76% (+25% vs l'indice). E ancora figurano società con maggior presenza femminile e più consiglieri indipendenti in Cda”. Numeri che da soli spiegano l'approccio di Eurizon al complesso tema della sostenibilità.

“Io parlerei oggi più di responsabilità – dice Mazzini - Perché siamo entrati in una fase di maturità degli investimenti sostenibili, sul fronte del cambiamento climatico siamo in piena transizione del modello energetico, ma non si parla più solo di ambiente. Il nostro pianeta sta soffrendo a causa dello sfruttamento eccessivo delle risorse, ci sono ancora troppe disuguaglianze sociali in una realtà che definiamo “moderna” e sono ancora troppo numerose le aziende in cui non si è sufficientemente sviluppata una cultura di governance che preveda una partecipazione attiva dei piccoli investitori alle loro scelte strategiche”. Il mondo della finanza può agire per ridurre questi gap e in definitiva migliorare il contesto.

“Siamo sollecitati non solo dalla crescente attenzione da parte degli investitori ma anche oggi dall'impegno dei governi. Impegno che ci ha dotati finalmente di un framework normativo, con la Sfdr, che individua un linguaggio comune. E stabilisce negli articoli 8 e 9 le caratteristiche che i fondi sostenibili devono possedere”. Un modo per rendere sempre più riconoscibile il greenwashing e starne alla larga. La gamma complessiva dei prodotti Eurizon che rientrano nelle categorie articolo 8 e 9 del Regolamento 2088/2019 è composta, al 10 marzo 2021 – data di entrata in vigore del regolamento - da 123 fondi comuni per un totale di patrimonio gestito superiore a 73 miliardi di euro.

“E' dimostrato da numerose analisi che, nel lungo termine, le società con migliori caratteristiche di sostenibilità tendono a generare performance migliori sotto il profilo rischio/rendimento  – aggiunge Mazzini – Insomma integrare i criteri ESG nel processo di selezione tradizionale degli investimenti è un approccio vincente sotto diversi punti di vista, non ultimo quello di  ottenere maggiore sostenibilità anche nei ritorni finanziari”.

 

E' un processo che il mondo finanziario, e l'asset management in particolare, può contribuire ad accelerare, con vari mezzi. “L'engagement è lo strumento principe per stimolare questo processo di transizione da un modello tradizionale a un modello sostenibile – dice Mazzini – noi lo effettuiamo sia con l'esercizio dei diritti di voto sia attraverso la continua interazione per analizzare nelle aziende qual sia l'attenzione ai fattori Esg. Questo è l'aspetto più importante per consentire non solo un'azione passiva a livello di portafoglio ma anche per sviluppare un modello di relazione e consapevolezza”. Eurizon è stata la prima Sgr in Italia a dotarsi di un team dedicato alla corporate governance e ha sottoscritto i principi italiani di stewardship nel 2014. “Per un asset manager – spiega Mazzini - diventare sostenibili è un percorso che richiede investimenti competenze, comportamenti e valori aziendali. Il nostro percorso è iniziato nel 1996, col lancio dei primi fondi etici, e 21 anni dopo ci ha portato a integrare i fattori Esg nel processo di investimento, passando attraverso step fondamentali quali la sottoscrizione dei Principles for Responsible Investments (PRI dell'ONU) nel 2015. Durante questi anni abbiamo gradualmente sviluppato una infrastruttura con persone dedicate e un modello organizzativo in grado di gestire in modo consapevole l'integrazione dei rischi di sostenibilità previsti dal Regolamento SFDR ”. La costruzione di prodotti a ben vedere è solo uno degli aspetti di una reale strategia di sostenibilità.

Anche nel modo in cui i prodotti vengono costruiti oggi in Eurizon si riconosce la logica consolidata negli anni dalla Sgr. “Abbiamo sei strategie di selezione – spiega Mazzini – che vanno dall'esclusioni e restrizioni Sri di emittenti operanti in settori ritenuti non “socialmente responsabili”, in particolare socgietà coinvolte nella manifattura di armi non convenzionali o nel settore del carbone termico; all'esclusione e restrizioni Esg di emittenti “critici”, società caratterizzate da una elevata esposizione a rischi ambientali, sociali e di governance. Successivamente passiamo all'integrazione di fattori Esg: con l'obiettivo di dare forma a portafogli con uno “score Esg” superiore a quello del relativo universo di investimento; per alcuni prodotti integriamo anche la modalità di misurazione delle emissioni di diossido di carbonio (CO2) generate dagli emittenti, perché il paniere abbia un'impronta di carbonio inferiore a quella del proprio universo di investimento. Utilizziamo anche logiche di selezione degli investimenti finalizzate a generare un impatto sociale o ambientale insieme a un ritorno finanziario misurabile”. L'ultimo passaggio, che avviene in maniera attiva al di fuori della costruzione di portafoglio, è appunto l'engagement: la promozione di un'interazione proattiva nei confronti delle società emittenti.

“Si tratta di un approccio che applichiamo anche nella comunicazione con reti e clienti – conclude Mazzini - attraverso supporti digitali, sia attraverso il nostro sito sia attraverso un'applicazione formativa interattiva, e documenti informativi e formativi, come l'Impact Report già menzionato, cerchiamo sempre più di spiegare in modo semplice ma allo stesso tempo chiaro e articolato al ai nostri clienti cosa voglia dire investire in prodotti sostenibili con Eurizon. Questo è fondamentale per amplificare sempre di più l'impatto che vogliamo imprimere sul mondo”.

(Articolo comparso sul numero di giugno del Magazine We Wealth)

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