Fondi passivi saranno i "detentori di ultima istanza" dell'Oil & Gas?

alberto-battaglia
Alberto Battaglia
20.4.2022
Tempo di lettura: 5'
Nel Regno Unito il peso specifico dei fondi passivi nell'azionariato del settore fossil fuel è quello relativamente più elevato, al 40%

Una nuova ricerca del think tank Common Wealth ha messo in luce come negli ultimi anni i fondi attivi abbiano ridotto le proprie partecipazioni nel settore oil & gas, mentre la quota di fund ownership del settore è salita per i fondi a gestione passiva

Finché negli indici "imitati" dai fondi passivi saranno incluse società attive nel settore dei combustibili fossili, gli Etf rischiano di favorirne l'accesso ai capitali

L'investimento passivo potrebbe continuare ad alimentare gli afflussi di denaro diretti verso l'industria dei combustibili fossili, mentre le controparti attive se ne allontanano sempre di più. Perlomeno, sarà così finché le grandi società attive in questo settore continueranno a far parte degli indici di riferimento, che i fondi a gestione passiva sono chiamati a replicare. E' quanto ha affermato in un nuovo report il think tank britannico Common Wealth.

Analizzando settore per settore come i fondi attivi e passivi si spariscano l'azionariato delle aziende incluse nell'indice Ftse All Share britannico, gli autori hanno evidenziato come il settore dei combustibili fossili (estrazione e lavorazione) sia quello maggiormente “posseduto” dai fondi passivi, con una quota superiore al 40% della fund ownership totale. Dato il campione britannico analizzato, si sta parlando, in primo luogo, di partecipazioni azionarie in società come Shell, British Petroleum e Glencore.



Nel corso del tempo, i fondi passivi mostrano poche preferenze tra i settori e non li variano molto da un anno all'altro, “mentre i fondi attivi sono caratterizzati da episodi sporadici durante i quali si caricano su certi settori prima di scaricarli successivamente”. Fa parte dell'approccio strategico connaturato alla gestione attiva. Eppure, i combustibili fossili vedono una crescita apparentemente anomala da parte dei fondi passivi – che pure guadagnano terreno nell'azionariato di tutti i settori grazie alla loro crescente rilevanza nel panorama degli investimenti.

In nessun altra industria i fondi passivi arrivano a rappresentare una percentuale tanto alta della fund ownership. Perché?

Probabilmente si tratta della combinazione di due elementi: da un lato, la presenza del settore oil & gas negli indici che i fondi passivi replicano e una maggiore riluttanza dei fondi attivi a scegliere questo settore.

Se l'obiettivo che ci si augura è rendere più costoso l'accesso al capitale per le società ad alto impatto ambientale, è il sottotesto della ricerca, l'ascesa dell'investimento passivo rischia di non essere d'aiuto.
“Mentre le partecipazioni combinate di entrambi i segmenti sono ristagnate, c'è stato un chiaro spostamento compositivo” nella proprietà delle aziende oil & gas, a favore dei fondi passivi, poiché il segmento attivo sembra aver iniziato un modesto ma chiaro ritiro dal settore dei combustibili fossili negli ultimi tre anni, mentre il segmento passivo ha continuato ad espandere la sua partecipazione".



 

“Nel complesso, i risultati suggeriscono che i fondi passivi sono sovrarappresentati nell'industria del petrolio e del gas, dando sostegno all'idea che questi fondi siano sulla buona strada per diventare i 'detentori di ultima istanza' nei settori ad altamente carbon-intensive”, afferma il think tank, “la natura della costruzione degli indici, rivolta verso il passato, potrebbe comportare il fatto che gli investimenti passivi rimarranno esposti a queste aziende, aiutando a mantenere il loro valore azionario, mentre altri attori se ne disinteressano sempre di più”.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti