Emergenti: nel 2019 puntare su Brasile, Colombia e Perù

Livia Caivano
Livia Caivano
28.1.2019
Tempo di lettura: 3'
Secondo un'analisi firmata Pictet, l'America Latina è l'unica regione dei mercati emergenti destinata nel 2019 a fare meglio di quanto fatto lo scorso anno

In termini assoluti il tasso  di crescita del Pil latino-americano nel 2019  (2,6%) dovrebbe sovra-performare quello della regione Emea (2,0%), per la prima volta dal 2013

Per i Paesi  Emergenti si profila un rischio all'orizzonte: la loro crescente dipendenza dalla Cina per le esportazioni, soprattutto nell'attuale contesto di tensioni commerciali globali

In un contesto complicato per i mercati emergenti, spiega Anjeza Kadilli, economist per Pictet Asset Management, l'America Latina è l'unica regione che dovrebbe andare meglio rispetto al 2018. Brasile, Colombia e Perù in particolare sono i mercati  più promettenti in termini di accelerazione della crescita. Il Cile non ripeterà la performance del 2018, ma la sua crescita è destinata a rimanere robusta nel 2019.

In termini assoluti il tasso  di crescita del Pil latino-americano nel 2019  (2,6%) dovrebbe sovra-performare quello della regione Emea (2,0%), per la prima volta dal 2013. Nella regione l'inflazione dovrebbe rimanere entro i livelli target, malgrado rischi come la flessione dei prezzi delle materie prime, il che consentirebbe ai responsabili della politica di portare avanti politiche monetarie accomodanti.

Un nuovo periodo di stabilità politica


Tra il 2016 e il 2018  si sono svolte le elezioni politiche in tutti e quattro i Paesi, per cui quest'anno non si dovrebbe registrare alcuna  instabilità  politica rilevante.

Le elezioni hanno portato alla formazione di governi più conservativi,  desiderosi di riformare il settore pubblico e stimolare l'economia attraverso politiche di lungo termine. La Colombia, ad esempio, ha ridotto l'imposizione fiscale per le aziende. In Cile, sono state introdotte nuove leggi per accelerare il processo di creazione di nuove aziende. In Brasile, una delle priorità del presidente Jair Bolsonaro è quella di ridurre la spesa pubblica.

L'ascesa della predominanza della Cina


Ma per questi Paesi si profila un rischio all'orizzonte: la loro crescente dipendenza dalla Cina per le esportazioni, soprattutto nell'attuale contesto di tensioni commerciali globali. La Cina è il principale  partner commerciale per Brasile, Cile e Perù. Per tutti e quattro i Paesi, anche se in misura minore per la Colombia, le esportazioni verso la Cina sono in crescita dal 2000. Nello stesso periodo, le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno subito un rallentamento, soprattutto per quanto riguarda la Colombia.

La Cina ha esteso la sua influenza a livello globale e ha aumentato le importazioni di materie prime come metalli, o cereali, nel caso del Brasile, per soddisfare la domanda interna. Ciò ha consentito ai Paesi dell'America Latina di diversificare i propri partner commerciali, diventando meno legati ai Paesi limitrofi. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno importato meno petrolio, avendo aumentato la produzione interna, e ciò ha avuto un impatto soprattutto sulle esportazioni colombiane.

Dove guardare nel 2019


In conclusione, la crescita economica dell'America Latina dovrebbe essere più robusta quest'anno rispetto al 2018, trainata soprattutto da Paesi più piccoli, come Cile, Colombia e Perù. Anche il Brasile, il Paese più grande della regione, crescerà, sebbene a un ritmo più moderato. In tutti questi Paesi si sono insediati nuovi governi, con progetti credibili da un punto di vista economico. Malgrado i rischi del crescente affidamento sulle esportazioni verso la Cina e di una dipendenza dai prezzi delle materie prime, riteniamo che questi Paesi forniranno opportunità per gli investitori di lungo termine.

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