Debutta Sagitta, la nuova Sgr focalizzata sugli Npl

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Il cambio di nome da Vegagest a Sagitta rappresenta l'ultimo passaggio del processo di ristrutturazione della Sgr dopo l'acquisizione da parte di Europa Investimenti (gruppo Arrow Global). In programma il lancio di nuovi fondi

Il mercato dei crediti deteriorati vale oggi oltre 300 miliardi

Il cambio del nome da Vegagest a Sagitta Sgr sancisce la conclusione di una storia complessa e l'avvio di un nuovo corso

L'ultimo passaggio del processo di ristrutturazione della Sgr che, dopo l'acquisizione da parte di Europa Investimenti (gruppo Arrow Global), ha avviato un percorso di riposizionamento ponendosi come piattaforma di asset management con particolare focus su Npl e Utp

Addio Vegagest. Da oggi, la società cambia nome e si trasforma in Sagitta Sgr. Si tratta della nuova realtà nata dal turnaround di Vegagest, che dopo l'acquisizione da parte di Europa Investimenti (a sua volta detenuta al 100% dal gruppo Arrow Global) ha avviato un importante percorso di riposizionamento ponendosi come piattaforma di asset management con particolare focus sul settore degli attivi illiquidi e distressed, quali Npl (non perforing loan) e Utp (Unlikely to pay), sia riferiti al settore immobiliare che corporate.

“Sagitta è una sgr che nasce e ha un Dna dedicato ai non performing, intesi sia come i veri Npl , quindi i crediti che sono in sofferenza e il cui recupero passa da un'azione giudiziaria, e sia gli Utp, dove occorre avere un approccio aziendalista, sui fondamentali”, ha dichiarato l'ad Claudio Nardone, che poi ha proseguito dicendo: “Post acquisizione è stato fatto un percorso complesso di ristrutturazione; abbiamo ottenuto quattro processi autorizzativi che ci hanno consentito di avviare la piena operatività su tutti i settori in cui può operare una società di gestione”.

Dal canto suo, il professor Sido Bonfatti, presidente di Sagitta Sgr, ha precisato: “Oggi pertanto Sagitta ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo di primo piano nel settore specifico, essendo dotata dal punto di vista regolamentare di tutte le autorizzazioni necessarie per la gestione sia dei fondi immobiliari, sia di quelli mobiliari (private equity e private debt) che dei nuovi fondi di credito”. E anche di tipo ibrido. “Gli ultimi strumenti che stiamo progettando sono, infatti, fondi che hanno una natura immobiliare ma anche che possono investire anche nei crediti”, ha infatti puntualizzato Nardone, che poi ha proseguito parlando dei progetti in pipeline.

I progetti di Sagitta in pipeline


Tra quelli più avanzati c'è, in primis, un fondo di securitization, ossia un fondo che compra credit non performing, ma che investirà sui credit con una particolarità: utilizzando la legge 130/99 della cartolarizzazione. “Riteniamo che questo fondo possa essere uno strumento nuovo e con grosse chance di successo, per le caratteristiche intrinseche della legge sottostante", ha dichiarato l'ad. Un fondo che consentirà agli istituzionali, che oggi sono un po' alla finestra e lontani dagli investimenti non performing, di poter accedere in modo regolamentato e sotto la vigilanza di Bankitalia, che è un prerequisito per molti investitori, come i fondi pensione o le casse di previdenza che oggi non sono presenti nei veicoli di cartolarizzazione, perché non godono di questa supervisione attenta di Via Nazionale.

“Altro fondo che stiamo studiando, in partnership con Crescitalia, è Short Term Crescitalia Fund, un fondo che investe nelle fatture commerciali di aziende sane, e quindi in credit performing - ha proseguito Nardone -  Infine, un progetto su cui puntiamo particolarmente - ma dipende molto dalle banche - è quello di lanciare dei fondi Utp, che si pongono come alternativa di sistema a disposizione degli istituti di credito per la gestione proattiva e professionale della massa di crediti incagliati che necessitano di una gestione non giudiziale o comunque diversa da quella degli Npl”.

La storia


Tornando al cambio del nome, questo sancisce la conclusione di una storia complessa e l'avvio di un nuovo corso, in cui la società darà il via a una nuova fase di sviluppo sfruttando il capitale umano e finanziario del Gruppo Arrow Global, società quotata al London Stock Exchange con una capitalizzazione di mercato di oltre 300 milioni di sterline.

“Il rafforzamento della presenza di Arrow in Italia è volto a cogliere le opportunità in un mercato, quello dei crediti deteriorati, che oggi vale oltre 300 miliardi", ha poi aggiunto Massimiliano Ciferri, country manager di Arrow Global, affermando che Sagitta è la piattaforma tramite la quale contano di accrescere le attività di asset management, già molto importanti per il gruppo, ampliando in particolare la gestione di fondi di terzi, che per Arrow rappresenta già un importante business in altri paesi europei come ad esempio in Portogallo, con il fund manager Norfin.

Dal canto suo, Stefano Bennati, ad di Europa Investimenti ha concluso dicendo: “Riteniamo che Sagitta possa beneficiare appieno dell'esperienza specifica maturata negli ultimi 13 anni dal gruppo Europa Investimenti nella soluzione delle crisi di impresa. Tale competenza costituisce un punto di forza distintivo rispetto agli asset manager tradizionali che solo oggi stanno iniziando ad interessarsi a questo ambito di attività".
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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