Nel 2019 per Edouard Carmignac meno asset management e più strategia

Livia Caivano
Livia Caivano
24.1.2019
Tempo di lettura: 3'
Durante l'annuale press conference di Parigi, il cio di Carmignac ha annunciato il passaggio di testimone della gestione dello storico fondo Patrimoine. Obiettivo, concentrarsi sulla strategie di investimento dell'intero brand

Preoccupante il rallentamento della crescita in Cina

Fed, Bce e Boj potrebbero tenere le proprie politiche monetarie accomodanti ancora per qualche tempo

Emerging market ancora sotto i riflettori

Edouard Carmignac passa il testimone della gestione dello storico fondo Patrimonie. Lanciato per la prima volta nel 1989, il fondo francese passa ora nelle mani dell'head of fixed income Rose Ouahba e dell'head of equity David Older. Non un passo indietro ma un cambio di strategia, si precisa nell'annuale conferenza dedicata ai media, a Parigi. Il numero uno di Carmignac precisa “Avrò ora il tempo e le energie per dedicarmi completamente nel lavoro di cio e soprattutto di dare lo sprint iniziale al nuovo comitato di investimento strategico”. Edouard infatti, insieme ai due nuovi co-gestori del fondo Patrimonie, all'head of cross-asset Frédéric Leroux e all'head of portfolio advisor Didier Saint-Georges, farà parte del nuovo comitato con l'obiettivo di individuare le migliori strategie sul lungo termine. Il 2018 è stato infatti un anno difficile per Carmignac che ha chiuso con una perdita di 9 miliardi circa in rimborsi e AuM per 42 miliardi: “Analizzando la gamma globale – precisa Saint-Georges – ci siamo resi conto che nonostante l'analisi economica di ottimo livello, non siamo stati in grado di trarre le giuste conclusioni in fatto di scelte di mercato”. Se nell'anno appena concluso i global funds “non hanno prodotto le performance attese”, va detto che “l'analisi bottom up è migliorata nel corso degli anni” e grazie a questa il gruppo conta di riprendersi nel corso del 2019 – mercato permettendo.
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Edouard Carmignac - cio Carmignac
A questo proposito, Fredric Lerox sottolinea: la situazione è complessa. “La crescita della Cina è ferma al 5%”, un valore basso soprattutto a causa di politiche monetarie sempre più restrittive. Negli Stati Uniti l'output resta positivo, come da un anno a questa parte, ed è probabile secondo le analisi di Carmignac che la Fed – come le altre banche centrali, Bce e Boj – saranno portate a tenere le proprie politiche monetarie accomodanti ancora per qualche tempo. Emerging market ancora sotto i riflettori: sono attese buone performance dall'azionario, secondo l'head of Cross-Assets, nonstante sul breve periodo è possibile che torni la volatilità.

Non è un buon momento per rischiare, come trovare l'equilibrio?


Non siamo ancora arrivati al cambio di paradigma della Fed, proseguono Ouahba e Older, ma ci siamo quasi. Per questo nel 2019 sarà necessario anticipare le difficoltà del mercato cinese e il possibile rialzo dei tassi. Centrali saranno sicuramente il rallentamento della crescita in Europa  e le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. La parola chiave sarà flessibilità.
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Il Comitato d'Investimento Strategico di Carmignac

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