Brexit, molto rumore per nulla. Parlano gli asset amanager

Livia Caivano
Livia Caivano
16.1.2019
Tempo di lettura: 7'
La sera del 15 gennaio il governo inglese ha bocciato la proposta di accordo su Brexit negoziata dal primo ministro May con l'Unione Europea. L'attenzione dei mercati si concentra ora sulla volatilità della sterlina

Dal momento della notizia del voto negativo all'accordo, la sterlina è diventata estremamente volatile

Sono molti gli asset sensibili alle oscillazioni delle monete. Parola d'ordine in questo momento è 'prudenza'

La sconfitta più grave subita dal governo inglese dal 1924. I voti del parlamento inglese, contrari al sudatissimo accordo raggiunto da Theresa May per l'uscita dall'Unione europea, sono stati più del doppio dei voti a favore. In occasione del referendum del giugno 2016, i cittadini della Gran Bretagna avevano espresso a chiare lettere l'intenzione di lasciare l'Unione europea e l'esigenza di rendersi più indipendenti dalle regole di Bruxelles. I negoziati hanno però portato a un accordo che è stato ritenuto troppo costoso per il Parlamento britannico, in termini di spesa ma anche di territorialità - sono infatti in molti a sostenere che il problema del confine irlandese abbia giocato un ruolo fondamentale nel fallimento delle trattative. Su questo e molto altro la premier May, che ha superato con successo la prova del voto di fiducia, dovrà (r)incominciare a lavorare per permettere al Regno Unito di lasciare l'Unione.

Ora cosa succede?



  1. Secondo voto sull'accordo


Il Primo ministro Theresa May incontrerà probabilmente le controparti europee del Regno Unito per cercare di ottenere concessioni sul backstop irlandese e altre parti del suo accordo, per renderlo più appetibile per la maggioranza dei parlamentari, prima di ripresentarlo al Parlamento.

  1. Nuove elezioni generali 

  2. Secondo referendum


Il punto è: quale domanda sarà sottoposta all'elettorato? È molto improbabile che si ripeta il referendum del 2016, in cui agli elettori è stato chiesto se volevano uscire o rimanere nell'Ue.

  1. Brexit in stile norvegese 


Adesione del Regno Unito all'Efta/See per offrirgli il tempo di rinegoziare l'accordo Brexit pur essendo fuori dall'Ue, mantenendo così legami molto stretti con l'Unione europea. Tuttavia, ciò comporterebbe l'introduzione di controlli alle frontiere in quanto i paesi dell'Efta non fanno parte dell'unione doganale, lasciando irrisolta la questione del confine irlandese.

  1. Nessun accordo Brexit 


Il Regno Unito lascia l'Ue senza alcun accordo e diventa un Paese terzo: fine della libera circolazione di beni, servizi e persone e il ripristino dei controlli doganali.

  1. Brexit è annullata


Nella sua recente sentenza, la Corte di Giustizia Europea ha affermato che il Regno Unito può revocare unilateralmente l'Articolo 50 e annullare del tutto il Brexit.

Ma come hanno reagito e come reagiranno i mercati? Lo abbiamo chiesto aio princiopali asset manager. Su una cosa sono tutti d'accordo: la volatilità la farà da padrone fino a che la situazione non verrà definita in maniera certa. I primi a pagarne le spese saranno gli asset più sensibili a Brexit.

M&G



  • Steven Andrew, gestore del fondo M&G(Lux) Income Allocation


"La domanda che gli investitori dovrebbero porsi non è quale tipo di intesa verrà concordata tra Londra e Bruxelles, ma piuttosto fino a che punto i rapporti commerciali della Gran Bretagna con il resto del mondo cambieranno. Dopo il referendum, infatti, molte aziende britanniche sono state punite dal mercato per la decisione di abbandonare l'Unione Europea, ma le perdite sono state comunque piuttosto contenute. Il mercato dovrebbe tenere in considerazione il fatto che negli ultimi 30 anni, il Governo di Londra è sempre stato a favore del commercio globale, anti dazi e anti barriere e questo non cambierà con la sua uscita dall'Ue, perché la Brexit è principalmente una decisione politica e non commerciale".

Natixis Investment Managers



  • Dave Lafferty, chief Market Strategist


"Il risultato più probabile è che Theresa May accetti e rinvii - o revochi - l'articolo 50, premendo di fatto il pulsante "pausa" appena prima che il treno voli via dai binari. Le imprese e i consumatori del Regno Unito dovrebbero aspettarsi di vivere nella costante incertezza per un periodo di tempo più lungo".

Ubs AG






  • Dean Turner, economista





"In questa fase non sosteniamo l'assunzione di opinioni direzionali sulle attività in sterline e nel Regno Unito. La reazione della sterlina dopo il voto suggerirebbe che i mercati non stanno attualmente aumentando il rischio di un esito negativo. Per il momento, prevediamo che l'incertezza rimarrà elevata e che i mercati del Regno Unito rimarranno volatili. All'interno dei portafogli, l'esposizione a attivi denominati in sterline dovrebbe essere mantenuta a livelli di riferimento fino a quando non emergerà una maggiore chiarezza".

Aberdeen Standard Investments



  • Stephanie Kelly, economista politico


"Da un lato, il voto di sfiducia indirizza i mercati verso lo scenario di una Brexit più morbida del partito Laburista, che sosterrebbe la sterlina, dall'altra gli investitori si dovranno preoccupare anche delle politiche più controverse del partito, come quelle relative alla nazionalizzazione".

Candriam


Resterà un clima d'incertezza per almeno un altro paio di settimane. Questo peserà sulla crescita. Negli ultimi due anni, l'incertezza ha influito pesantemente sulla crescita degli investimenti delle imprese, che tende verso lo zero. Inoltre, nonostante la forza del mercato del lavoro - crescita salariale superiore al 3% e disoccupazione al 4,1% - la spesa delle famiglie è rimasta debole. Il voto contrario all'accordo prolunga ulteriormente il periodo di incertezza che l'economia britannica si troverà ad affrontare. Dato l'ormai elevato livello delle scorte, ciò avrà un impatto negativo sull'attività dei prossimi trimestri.

Janus Henderson Investors



  • Bethany Payne, Global Bonds portfolio manager


"Poco dopo il risultato della votazione, la sterlina ha registrato un rally, specie quando il leader del Partito Laburista, Jeremy Corbyn, ha richiesto una mozione di sfiducia.

L'ottimismo di breve e la forza della sterlina potrebbero non durare fino a quando il premio per il rischio politico non sarà eliminato. Ciò che è chiaro è che è altamente probabile che l'applicazione dell'articolo 50 venga posticipata per consentire al Regno Unito di beneficiare di un "periodo di calma" e approvare così la legislazione necessaria ad evitare che un'uscita senza un accordo".

NN Investment Partners



  • Pieter Jansen, senior strategist Multi Asset


"Prevediamo una notevole incertezza e volatilità nei prossimi giorni. Gli asset sensibili al Brexit saranno sottoperformanti. Ci aspettiamo in particolare la debolezza del tasso di cambio della sterlina, dei settori azionari nazionali britannici e dell'azionario britannico nel complesso, e ci aspettiamo un calo del rendimento dei Gilt. Va notato che il posizionamento degli investitori non è underweight, il che indica che gli investitori non hanno previsto una significativa debolezza delle azioni britanniche. Pertanto, le azioni britanniche hanno spazio per indebolirsi significativamente in caso di notizie negative. Ci aspettiamo che i mercati si stabilizzino quando sarà chiara una soluzione realistica o quando l'attuale situazione di stallo porterà ufficialmente a un rinvio".

Union Bancaire Privée



  • Peter Kinsella, global head Forex Strategy


"Durante la notte successiva al voto sull'accordo, le volatilità monetarie sono salite alle stelle, ma l'entità della sconfitta non ha sconvolto il mercato del forex.

I movimenti di prezzo di ieri sono stati eloquenti; la sterlina si è impennata nonostante l'ampia portata della sconfitta. La maggior parte delle notizie negative sono scontate nei tassi di cambio della sterlina, il che significa che la sterlina subirà un significativo rialzo se il governo britannico chiederà un'estensione dell'articolo 50 o procederà verso un secondo referendum. Va notato che la sterlina è scambiata a livelli estremamente bassi in termini di tasso di cambio effettivo (REER) ponderato e reale. È tra le valute del G10 più economiche in termini di parità di potere d'acquisto (PPP), il che significa che la sterlina si riprenderà significativamente se l'articolo 50 verrà esteso e/o il governo si muoverà verso un secondo referendum".

WisdomTree



  • Aneeka Gupta, associate director e research


"La risposta relativamente banale della sterlina al rifiuto schiacciante dell'affare di maggio da parte del parlamento suggerisce che i mercati non sono particolarmente turbati da Brexit.

Il rallentamento della crescita economica in Europa, insieme alle costanti preoccupazioni politiche su Francia e Italia, potrebbe peggiorare questo scenario, indebolendo l'euro e sostenendo la domanda di bund tedeschi. Abbiamo diversificato la nostra allocazione sulla valuta unica spostandoci verso le divise percepite come “rifugi sicuri”: il franco svizzero e la corona norvegese".

Fidelity International



  • Leigh Himsworth, equities portfolio manager


"L'uscita dall'Unione Europea della gran bretagna potrà sostanziarsi in un no – deal “crash-out” o in un percorso che si articolerà in molti anni. Ognuna di queste presenta vantaggi e svantaggi. Il “crash-out” è potenzialmente dannoso, ma dà certezze su ciò che deve affrontare il Regno Unito e consente la successiva negoziazione degli accordi commerciali, della circolazione delle persone e così via. Questo potrebbe causare una caduta immediata della sterlina, ma poi un rimbalzo, dato che le società sarebbero obbligate a correggere rapidamente. L'uscita più lunga, invece, rafforzerebbe inizialmente la sterlina ma prolungherebbe l'incertezza, con conseguente calo degli investimenti e preoccupazioni per le aziende nel fare programmi a lungo termine”. 

Lombard Odier IM



  • Charles St Arnaud, senior investment strategist


"E' probabile che la strada verso un accordo veda una pressione sui beni del Regno Unito che diventano parte del 'caos', cosa che abbiamo visto nel corso dell'ultimo mese. Tuttavia, con il rischio di una Brexit "no deal" in diminuzione, prevediamo che le attività del Regno Unito, in particolare la sterlina inglese, si apprezzeranno nel corso del prossimo anno, con la coppia sterlina/dollaro che quest'anno potrebbe raggiungere 1,40 GBP/USD. Tuttavia, dato il livello di incertezza e la probabilità che qualsiasi accordo possa essere ritardato, il momento dell'apprezzamento potrebbe essere rinviato alla seconda metà dell'anno. Detto questo, riteniamo che il rischio di un forte calo della sterlina stia diminuendo".

Pimco



  • Nicola Mai, responsabile della ricerca sul credito sovrano


"È altamente improbabile un'uscita del Regno Unito 'no deal' dall'Unione europea e per questo motivo i mercati si stanno muovendo in modo tranquillo".

Schroders



  • Azad Zangana, senior european economist & strategist e Remi Olu-Pitan, Multi-asset fund manager


"È perdonabile ritenere che i mercati finanziari si curino poco di Brexit e del caos politico in Gran Bretagna, con i mercati asiatici poco mossi e la sterlina in forte ripresa.

Ciò segnala che la sconfitta non è stata una sorpresa e che il mercato si aspetta che la mozione del voto di sfiducia fallisca. Il mercato si è orientate verso il Piano B, assegnando una probabilità molto più bassa al “no deal”. La pletora di opzioni manterrà la sterlina e gli asset britannici sensibili a notizie in entrambe le direzioni, ma entrambi stanno già riflettendo un significativo premio per la Brexit. Andando oltre la volatilità di breve termine, l'outlook per le relazioni commerciali britanniche con l'UE continua a non essere chiaro e ciò non allevierà il premio al rischio intrinseco negli asset del Regno Unito".

Allianz GIobal Investors


La Brexit implica un andamento irregolare per gli asset uk. Il mercato azionario del Regno Unito non corrisponde all'economia del Regno Unito. Il 70% del fatturato delle aziende del FTSE 100 è infatti generato all'estero. La dicotomia tra i titoli UK focalizzati sul mercato domestico o internazionale potrebbe certamente continuare.

 

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