Tutelare i propri investimenti in tempi di crisi

Roffredo Davide
Davide Roffredo
9.5.2022
Tempo di lettura: 3'
La guerra in Ucraina ha innescato, come sempre accade nei conflitti, una serie di conseguenze a catena di ordine geopolitico, ma anche economico e sociale. L'evoluzione delle ostilità e delle sanzioni in risposta sta generando forti tensioni sul mercato dell'energia, con l'Europa che sta cercando di mettere in discussione la propria dipendenza dal gas russo e provando, pur con una certa difficoltà, a trovare alternative.

IL SUGGERIMENTO È SEMPRE DIVERSIFICARE

Qual è l'insegnamento che possiamo trarre da questa crisi e applicare al mondo degli investimenti? Il suggerimento è uno ed è quello di diversificare, ovvero, per usare una locuzione poco tecnica ma molto efficace, non mettere tutte le uova nello stesso paniere. È un principio base della finanza, tanto fondamentale che sembra quasi superfluo parlarne, e invece è importante ribadirlo proprio in questo momento storico. 

L'ESEMPIO DEL MERCATO DEL GAS

Un esempio di quanto sia importante la diversificazione arriva proprio dal mercato dell'approvvigionamento energetico: l'Europa sta pagando a caro prezzo la sua dipendenza dal gas russo. Nel 2021 i Paesi Ue hanno importato da Mosca il 45% del gas, per un totale di oltre 140 miliardi di metri cubi all'anno via tubo e altri 15 miliardi in Gnl, gas naturale liquefatto; e un improvviso distacco rischia di precipitare il continente nella recessione. Secondo i calcoli degli esperti è possibile rimpiazzare circa 70 miliardi di metri cubi attraverso maggiori forniture da Usa, Norvegia, Africa, ma comunque ne mancherebbero 85 all'appello. Un distacco brusco dall'import di Mosca significherebbe quindi razionamenti per le imprese e forse anche per le famiglie. Se si fosse tenuto presente il principio elementare della diversificazione delle fonti pensate che ci troveremmo a subire le conseguenze della crisi nello stesso modo?

LA DIVERSIFICAZIONE IN FINANZA E NELLE ATTIVITÀ

Questa vicenda mi fa pensare che è bene rinfrescare con regolarità anche i concetti che solitamente si danno per scontati. Cosa significa diversificazione in finanza? La definizione indica la “ripartizione del capitale investito su attività finanziarie che reagiscono diversamente al verificarsi di una o più variabili esogene al fine di ridurre il rischio complessivo dell'investimento”. E a ben pensarci sarebbe bene applicare questo principio a qualsiasi attività produttiva o commerciale, sia sul fronte delle forniture che sul fronte della clientela. Certamente è più comodo avere un unico interlocutore, ma bisogna chiedersi: possiamo permetterci di restare senza lavoro, nel caso in cui quel soggetto fallisca?

VERIFICARE CON IL CONSULENTE IL LIVELLO DI DIVERSIFICAZIONE DEL PORTAFOGLIO Traslando l'esempio al mondo degli investimenti, il mio consiglio è: chiedete al vostro consulente e verificate che il livello di diversificazione del vostro patrimonio finanziario sia almeno del 70%. E quando esaminate l'andamento delle componenti del vostro patrimonio non cadete nella trappola psicologica del sentirvi soddisfatti solo se tutto ha il segno + davanti alla performance: se cambia l'umore dei mercati , come abbiamo visto succedere a inizio 2020 a causa dell'improvvisa comparsa della pandemia , vi potrete ritrovare nel giro di pochi giorni a veder violentemente  sostituito quel segno + con un segno -, senza potervi aggrappare a nessuna certezza.

DIVERSIFICARE, MA NON SOLO

Anche la saggezza contadina, del resto, invita a non seminare mai il 100% della terra con la stessa coltivazione, perché se dovesse piovere troppo o troppo poco il rischio è di non raccogliere nulla. Anche negli investimenti, quindi, serve un'opportuna diversificazione, ma non solo: è necessaria una segmentazione del patrimonio per “compiti”, inserita in una pianificazione per obiettivi, che definisca i relativi tempi di realizzo e l'individuazione del rischio massimo che il cliente è disposto a tollerare nella ricerca del risultato.
Opinione personale dell’autore
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