Trend demografici e digitalizzazione

Sferruggia Moira
Moira Sferruggia
20.8.2020
Tempo di lettura: 3'
Come possiamo noi investitori trasformare questi aspetti irreversibili, che ci coinvolgono più o meno direttamente, in opportunità?

Nel mercato esistono diverse soluzioni che cavalcano i trend demografici sotto tutti i profili

È dunque innegabile che questa sia una grande opportunità da cogliere

La pandemia globale ha generato una accelerazione senza precedenti nei processi di digitalizzazione: due anni di trasformazione digitale in appena due mesi.
Effetto immediato è stato quello dell'aumento dell'automazione nei posti di lavoro e ciò ha prodotto inizialmente una contrazione dell'offerta di occupazione, soprattutto nei settori tradizionali, ma anche una mancanza di profili professionali “smart” per molte aziende.

Direi che l'automazione fa sì che vengano certamente ridotti lavori a bassa qualificazione a favore di altri che richiedono maggiore abilità e competenze. Indiscusso il valore aggiunto offerto in tal senso dai servizi digitali. 

Mi ha fatto riflettere il dato secondo cui, nonostante il fenomeno di cui sopra, soltanto il 59% della popolazione mondiale ha accesso ad internet e oltretutto la generazione così detta “hastag #” (nativi tra gli anni 1991 e 2005) rappresenta il 34% della popolazione mondiale, con prospettive di crescita importanti dal punto di vista economico e dunque indubbiamente sostenitore della rivoluzione digitale e crescita tecnologica, il tutto accompagnato  anche dalla tecnologia 5G e dall'espansione dell'internet delle cose.

Questi due elementi ovviamente lasciano spazio ad ulteriore crescita nel mondo di internet.

Esiste poi un inevitabile connubio tra il mondo dei giovani, principali attori della rivoluzione tecnologica ed anche “contaminatori” di abitudini, e i bisogni della Silver Economy, popolazione quest'ultima degli ultrasessantenni.

Anche gli over 60 stanno subendo un'importante metamorfosi, seppur con esigenze diverse rispetto agli under, ma con notevoli impatti dal punto di vista economico.

Siamo un paese che invecchia, la percentuale degli over 65 è pari al 22% ed è destinata ad aumentare al punto da arrivare al rapporto di un terzo a metà secolo, mai successo nella storia dell'umanità.

Il 60enne di oggi è diverso da quello che era negli anni 80. Il cambiamento è sì quantitativo ma soprattutto qualitativo: buone disponibilità economiche, buona salute, livello di istruzione più elevato, questo è l'identikit.

Mi ha fatto riflettere in questo senso notare come sia cambiato l'approccio di mia mamma rispetto al telefono e al progresso in senso lato: qualche anno fa l'acquisto del primo cellulare che usava solo per chiamare, poi ha chiesto se le installavo Whatsapp, fino ad arrivare a oggi in cui usa tranquillamente ed in autonomia i social, e utilizza lo smartphone per accendere il forno, la lavatrice o il taglia erba. 

Il passaggio dal telefono con il filo, all'internet delle cose è stato progressivo e naturale.

I consumi e le abitudini della Silver Economy devono essere una leva su cui puntare. Se oggi gli over formassero uno Stato a sé, sarebbero la seconda potenza economica, con un potere di acquisto secondo solo al Pil degli Stati Uniti.

È dunque innegabile che questa sia una grande opportunità da cogliere.

Vi è un ulteriore passaggio che va considerato: riduzione di popolazione in età attiva, con necessità di trasformare la quantità di forza lavoro in maggior qualificazione della stessa, anche alla luce di quanto detto precedentemente in merito alla digitalizzazione che chiaramente richiede figure molto qualificate. Tutto questo genera opportunità.

Come possiamo noi investitori trasformare questi aspetti irreversibili, che ci coinvolgono più o meno direttamente, in opportunità?

Nel mercato esistono diverse soluzioni che cavalcano i trend demografici sotto tutti i profili.

Vuoi che ne parliamo?
Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo. WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti