Regole d'oro del rapporto cliente-investitore e consulente finanziario

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La strategia d'investimento deve essere coerente con gli obiettivi qualitativi e quantitativi secondo le priorità definite dal cliente investitore

Bisogna porre attenzione alla personalizzazione della strategia di investimento del consulente

Bisogna fare attenzione che la strategia non dimostri il metodo scientifico o l'affidabilità delle teorie utilizzate

Uno dei principali obiettivi nel rapporto fiduciario che legano consulente finanziario e cliente è senza dubbio la definizione della strategia di investimento.
Questo procedimento di fondamentale importanza, descrive le modalità con le quali le risorse disponibili dell'investitore, dovranno essere organizzate per il raggiungimento degli obiettivi della pianificazione finanziaria.

In termini operativi essa è sostanziata da un Benchmark Ossia da un aggregato composto da indici rappresentativi di mercati di titoli geografici e settoriali.

Proviamo a fare, per rendere meglio l'idea, un paragone molto noto in campo velistico. Si potrebbe infatti paragonare il “benchmark del portafoglio da costruire” alla cosiddetta “rotta degli investimenti”.

Praticamente una sorta di carta che sia capace di consentire e stimare il grado di completamento degli obiettivi delineati.

Una carta che il consulente dovrebbe utilizzare per produrre e fornire all'investitore, una proposta di strategie adeguate ed utilizzabili, capaci di soddisfare congiuntamente diverse condizioni. Aspetti questi che andremo ad analizzare singolarmente.

  • La strategia d'investimento deve essere coerente con gli obiettivi qualitativi e quantitativi secondo le priorità definite dal cliente investitore

  • Deve stabilire la massima efficienza in relazione alle risorse economiche e finanziarie disponibili

  • Deve puntare alla massima efficacia in relazione alla stima del raggiungimento degli obiettivi quantitativi e della soddisfazione di quelli qualitativi.

  • Deve rispettare i vincoli della capacità di rischio e l'attitudine al rischio del risparmiatore cliente

  • Deve utilizzare tipologie di strumenti prodotti e servizi, dei quali il risparmiatore cliente abbia la necessaria conoscenza ed esperienza, al fine di comprenderne appieno i rischi.


Ovvio che le condizioni delle strategie messe in pratica dal consulente, devono essere dimostrate tutte e per bene, con chiarezza efficacia ed efficienza.

Importante poi, sarà stabilire quella strategia di investimento che se adottata dovrà essere utile ad assolvere ad almeno tre importanti requisiti.

  1.  La strategia deve essere complessiva, ossia rappresentata da un unico benchmark che comprende tutte le esigenze e gli obiettivi del cliente dal momento che il tutto è maggiore della somma delle sue singole parti.

  2. La strategia dovrà rispettare il lifecycle (ciclo di vita) ossia consentire di consolidare nel tempo le performance positive acquisite con le allocazioni iniziali e con un grado di rischio più elevato, sia di permettere di ridurre il rischio che si possa subire una perdita elevata nel caso di shock di mercato nell'imminenza dell'utilizzo del capitale.

  3. La strategia deve essere ottimizzata, ossia deve massimizzare all'interno dei vincoli di tempo e rischio definiti, sia la percentuale di completamento degli obiettivi sia la ricetta non utilizzata


L'ultimo passo da compiere infine, riguarderà sempre il consulente finanziario, che dovrà implementare la sua strategia di investimento. Un passo che consisterà essenzialmente nell'individuare prodotti e servizi capaci di replicare con la maggiore coerenza ed efficienza possibile, il benchmark individuato inizialmente assieme al cliente risparmiatore. Alcune delucidazioni utili, riguardano, come ovvio che sia, proprio i comportamenti del consulente.

Bisogna fare attenzione infatti a che il consulente non fornisca una strategia di investimento descritta da indici di mercato o benchmark, ma indichi solo un portafoglio composto da prodotti e servizi.

Sarebbe come una nave senza rotta. Che il consulente non utilizzi indici di mercato che non siano coerenti con le tipologie di prodotti e strumenti dei quali il risparmiatore cliente ha la necessaria esperienza e conoscenza per comprenderne i rischi.

Bisogna fare attenzione che il consulente non fornisca una strategia comprensiva e capace di sintetizzare tutti gli obiettivi in ordine di priorità, frammentando la pianificazione in diverse locazioni strategiche quante siano gli obiettivi.

Bisogna porre attenzione alla personalizzazione della strategia di investimento del consulente, attribuendo al cliente una strategia di investimento predefinita e non discussa con il cliente, le cosiddette strategie di investimento alternative.

Bisogna fare attenzione da ultimo che la strategia non dimostri il metodo scientifico o l'affidabilità delle teorie utilizzate, delle tecniche presa in considerazione magari no suffragata da pubblicazioni altro.

Da ultimo che il consulente non avvisi il consumatore sul fatto che le stime eventuali della strategia di investimento non rappresentino un indicatore garantito dei risultati futuri.

Questi solo alcune dei tanti passaggi che occorre compiere per definire un asset modello capace di traguardare obiettivi chiari, temporizzati e possibilmente raggiungibili.
Opinione personale dell’autore
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