Quali sono gli investimenti più redditizi per un atleta nel 2021?

13.6.2021
Tempo di lettura: 3'
Al termine di carriere ricche di guadagni e soddisfazioni, gli atleti professionisti rischiano di dilapidare in breve tempo patrimoni milionari. Il mondo degli investimenti è infatti un altro campionato, in cui vince chi sceglie di affidarsi a consulenti specializzati

Molti ex sportivi mi chiedono ad esempio cosa pensi degli investimenti in immobili o in attività commerciali: si tratta di asset che vanno bene in un'ottica di diversificazione, meno bene quando l'atleta decide di investire solo per imitare i colleghi. In tanti vedono un ex compagno di squadra comprare un ristorante o un agriturismo e fanno lo stesso senza ponderare bene i pro e i contro, ed ecco che spesso finiscono per accumulare debiti su debiti.

Un caso diverso è quello delle stelle del basket Usa: campioni della Nba come Magic Johnson, LeBron James, Kevin Durant e molti altri si sono distinti nel corso degli anni per la capacità di costruire veri imperi finanziari, anche grazie a investimenti in settori in ascesa, come le startup tecnologiche. Un mondo di cui i cestisti statunitensi conoscono bene le potenzialità, perché la Nba è all'avanguardia anche da questo punto di vista: molte squadre usano ad esempio i big data per gestire gli allenamenti e massimizzare le prestazioni in campo. In passato molte squadre usavano Myagonism, una start up italiana precursore nel mondo dello sport. Altri si affidano invece a tecnologie indossabili per registrare le performance della squadra o a sistemi di monitoraggio biometrico per prevenire gli infortuni. 
Il mondo del tech è quindi ben noto agli atleti del basket Usa, che in varie occasioni lo hanno scelto per investire parte dei loro ingentissimi guadagni: è il caso ad esempio di Kevin Durant, cestista dei Brooklyn Nets, che supporta una serie di startup innovative tramite una società chiamata Thirty Five Ventures. Lo scorso anno, secondo Forbes, il giocatore ha incassato più di 70 milioni di dollari senza mettere piede in campo.

Durant non è il solo: Stephen Curry, campione dei Golden State Warriors che nel 2017 ha firmato il contratto più ricco della storia della Nba, per un valore di 201 milioni di dollari in cinque anni, ha acquistato una partecipazione nella startup CoachUp, che offre allenatori per lezioni private, e ha poi deciso di creare Slyce, una piattaforma per il marketing e l'analisi delle performance dei brand ambassador lanciata nel 2016, e che oggi vale più di 2 milioni di dollari

Andre Iguodala dei Miami Heats ha investito cifre comprese tra 25mila e 150mila dollari in circa 25 startup nei più svariati settori, tra cui la piattaforma di trading Trumid, la società di wellness di Arianna Huffington, Thrive Global, e anche la startup dedicata alla salute e alla bellezza Walker & Company. Un'altra star della Nba, Carmelo Anthony dei Portland Trail Blazers, nel 2014 ha fondato la società di venture capital Melo7 Tech Partners.

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