Pillole di finanza: il 50% degli investitori non si fida degli intermediari finanziari

ANDREA_BRAGLIA
Andrea Braglia
20.9.2021
Tempo di lettura: 2'


Ognuno di noi è andato almeno una volta nella propria vita in Banca oppure in Posta, se non altro per aprire il proprio conto corrente o qualche carta prepagata: in quell'occasione, ci sarà sicuramente stato detto che la liquidità ferma sul conto, è di fatto una perdita sicura e questo è corretto, dal momento che l'inflazione "rosicchia lentamente i nostri risparmi”.

Ma sui consigli di investimento che sono seguiti dopo, quanti sono realmente adatti alle nostre esigenze.?

Consapevoli del problema, saremo andati a confrontarci con il nostro consulente finanziario bancario\private banker di turno, dipendente che cambia di volta in volta, che però si trova sempre in conflitto di interesse, dal momento che (in un modo o nell'atro) deve fare gli interessi della Banca per cui lavora, "venendo i prodotti finanziari della casa”.


Il Consulente Finanziario Indipendente, oltre all'iscrizione all'Albo ed alla prova valutativa, per esercitare la sua professione deve dimostrare di possedere specifici requisiti, ovvero:

Professionalità;

Onorabilità;

Indipendenza;

Patrimoniali



Il Consulente Finanziario Indipendente è un professionista che ha investito nella propria formazione, superando un esame d'ammissione, che richiede alcuni prerequisiti specifici, sia a livello di educazione finanziaria, che di esperienza professionale: ma non è tutto, dal momento che per la tutela e salvaguardia, oltre che professionalità, dei clienti, il Consulente Indipendente deve preservare e migliorare le sue competenze, attraverso una formazione costante ed obbligatoria.

Il Consulente Finanziario Indipendente, inoltre, deve possedere anche requisiti di onorabilità, ovvero è tenuto ad una costante trasparenza, diligenza ed onestà e non può avere condanne o processi in corso, come avviene invece per altri professionisti, come avvocati, commercialisti e notai: esiste infatti un codice deontologico, che vigila sulla sua integrità ed esistono dei controlli periodici dalle autorità di vigilanza, il cui mancato rispetto può comportare un semplice richiamo, fino a sanzioni penali ed amministrative.

Il Consulente Indipendente deve, infine, possedere requisiti patrimoniali e organizzativi, ovvero possedere un'assicurazione con determinati standard e strumenti professionali adeguati e strutturati: il tutto per salvaguardare la sua indipendenza e quella dei suoi clienti, di cui persegue e condivide gli interessi al 100%, senza dovere remunerare nessun altro (Banca, Posta, Intermediari finanziari e Compagnie assicurative).
Opinione personale dell’autore
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