Il peggio deve ancora venire. O forse no?

Volpe David
David Volpe
5.8.2020
Tempo di lettura: 3'
Evitare accuratamente di investire sulla base delle previsioni e mantenere l'attenzione sui suoi obiettivi a lungo termine

All'inizio degli anni 2000 i rendimenti di titoli di stato ed obbligazioni erano sensibilmente più elevati rispetto ad oggi

I capitali alla ricerca di rendimento riuscivano a trovare ampia gratificazione all'interno dell'universo obbligazionario

E' ormai da un po' di tempo che in molti si interrogano sulla solidità del recupero messo a segno dai mercati azionari: “questo rimbalzo non ha basi solide. E' tutto frutto della speculazione finanziaria”, “La bolla si sta gonfiando sempre di più, ormai è questione di giorni prima dello scoppio”.
Così un po' per l'incertezza ed un po' per il caldo che forse inizia ad annebbiare il pensiero, è da un po' che molti “esperti” profetizzano un rovinoso crollo dei mercati presagendo che la crisi vera debba ancora venire.

Questi esperti sostengono le loro tesi sulla base di dati, studi e esperienze e dicono di voler diffondere consapevolezza tra tutti quegli investitori che si muovono in un mercato “drogato” dalle banche centrali.

Ma consapevolezza significa forse vivere nell'angoscia? Attendere nell'incubo il prossimo certo tragico tracollo dei mercati e dell'economia?

A mio avviso consapevolezza significa, invece, rendersi conto che questo è un momento difficile che verrà, come sempre, superato adattandosi al cambiamento.

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E, da sempre, i mercati salgono sulle base delle aspettative di crescita prima che i dati sull'economia globale tornino in territorio positivo.

Certo il mercato è caro e le valutazioni dei titoli sono alte. In più, la larga parte del rialzo è stata messa a segno sempre dai soliti noti. In particolare le grandi aziende tecnologiche.

Tuttavia quando si guarda i prezzi dovremo considerarli in termini relativi.
Se non si contestualizza il concetto di “valutazione” rispetto alla situazione attuale, si rischia di avere una visione totalmente distorta.

Ad esempio all'inizio degli anni 2000 i rendimenti di titoli di stato ed obbligazioni erano sensibilmente più elevati rispetto ad oggi.

I capitali alla ricerca di rendimento riuscivano a trovare ampia gratificazione all'interno dell'universo obbligazionario.

Oggi viviamo in un mondo profondamente cambiato (non solo dal punto di vista finanziario): i rendimenti obbligazionari sono crollati e, presumibilmente, resteranno su livelli prossimi allo 0 per molto tempo ancora.

Questo sposta inevitabilmente i capitali alla ricerca di rendimento verso le azioni sostenendone la crescita (https://davidvolpe.it/e-se-i-mercati-non-ricrollassero/).

Quindi come dovrebbe agire l'investitore consapevole?

Evitare accuratamente di investire sulla base delle previsioni e mantenere l'attenzione sui suoi obiettivi a lungo termine. E' questo l'unico modo per distogliere l'attenzione dalla notizia del giorno ed evitare di seguire scelte controproducenti dettate dall'emotività;

Diversificare il proprio capitale inserendo attività di investimento in grado di offrire protezione durante le fasi di instabilità. Questo renderà il portafoglio più stabile e le oscillazioni più tollerabili. (https://davidvolpe.it/2-strategie-2-asset-proteggere-portafoglio/)

Ricordiamoci che :

“I mercati non sbagliano mai – le opinioni invece molto spesso.”  Jesse Livermore

 
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