La paura dell'investimento azionario

Zilio Michele
Michele Zilio
9.6.2020
Tempo di lettura: 3'
Il problema, in Italia più che all'estero, è che manca quasi completamente la cultura dell'investimento, non si conoscono le dinamiche che lo caratterizzano

I risparmiatori italiani vogliono garanzie e, con i tassi attuali, si accontentano anche solo di quella del capitale versato

In Italia ci si dimentica spesso che esiste l'inflazione, che erode ogni anno il valore dei capitali

Investire nei mercati azionari è un concetto che spesso incute timore nella vasta platea dei risparmiatori italiani, altrimenti non si spiegherebbe la quantità immensa di denaro “investito” nei conti correnti di banche e poste.

Scrivo volutamente “investito”, perché questi importi sono spesso lasciati stabilmente nei conti correnti e non parcheggiati temporaneamente. Non si dimentichi inoltre il grande successo di tutte le recenti emissioni di BTP.

 
I risparmiatori italiani vogliono garanzie e, con i tassi attuali, si accontentano anche solo di quella del capitale versato, magari anche al netto dei costi.

Il problema, in Italia più che all'estero, è che manca quasi completamente la cultura dell'investimento, non si conoscono le dinamiche che lo caratterizzano, ci si concentra solo sulle garanzie e sul risultato, possibilmente a breve termine.

Perché i soldi “devono essere al sicuro e immediatamente liquidabili al bisogno”, come se i BTP lo fossero.

Fin dai tempi in cui lavoravo in banca, ormai più di 20 anni fa, ricordo l'aneddoto molto rappresentativo (e molto reale) della signora che faceva solo BOT a 3 mesi, rinnovandoli a ripetizione per 20 anni.

Inoltre in Italia ci si dimentica spesso che esiste l'inflazione, che erode ogni anno il valore dei capitali.

Tutti possono investire nel mercato azionario, basta solo tenere presenti alcune regole semplici ma fondamentali. Provo ad elencarle:

  1. DEVI AVERE DEGLI OBIETTIVI: cosa vuoi ottenere dai tuoi risparmi? A cosa ti serviranno? E soprattutto, quando ti serviranno? Focalizzarsi sugli obiettivi personali permette di vivere il viaggio dell'investimento nella sua durata con maggior serenità, perché ciò che accade nel durante non è così importante: è il raggiungimento dell'obiettivo a scadenza che conta. 

  2. TRADURRE LA PAROLA RISCHIO CON VOLATILITÀ': il rischio in senso stretto è la perdita definitiva e potenzialmente totale dei propri risparmi.
    Questo rischio praticamente non esiste in un portafoglio azionario ben diversificato con un obiettivo a lungo termine; non si può certo dire lo stesso di un investimento in un unico titolo obbligazionario, anche se governativo.
    Il portafoglio azionario semmai ha una più o meno marcata volatilità, cioè una variabilità del proprio valore nel tempo, con una tendenza storicamente in aumento.
     

  3. NON ESISTE IL MOMENTO GIUSTO PER INVESTIRE: è impensabile anche per i più noti guru finanziari individuare il momento migliore per entrare nei mercati azionari.
    Quindi si entra e basta, fedeli al proprio obiettivo temporale. Un ottimo sistema, matematicamente sempre molto efficace, è quello di entrare gradualmente, magari con un piano di accumulo.
    Oppure si può entrare gradualmente, dilazionando i versamenti in un periodo più o meno lungo di tempo.
     

  4. NON C'E' UN IMPORTO MINIMO DA INVESTIRE: o se c'è è veramente piccolo.
    Non tutti dispongono di ingenti capitali da investire, ma non servono cifre da capogiro per entrare nei mercati azionari: un piano di accumulo può partire da 50/100 Euro al mese e con gli ETF si possono acquistare molti titoli anche con questi importi.
     

  5. NON ESISTONO I TITOLI MIRACOLOSI CHE VI FANNO ARRICCHIRE IN POCHI MESI: o meglio, esistono, ma azzeccarli tutti e magari al momento giusto è letteralmente impossibile.
    Inoltre una buona diversificazione, primo dogma irrinunciabile dell'investimento azionario e non, non vi permetterà di concentrarvi in pochi titoli.
    Meglio invece acquistare molti titoli, ma di settori diversi ed in grande sviluppo, come i megatrends (demografia, informatica, biotecnologie, robotica, internet, ecc.).
     

  6. MEGLIO NON FARE DA SOLI: anche se esistono numerose piattaforme di investimento “fai da te”, alcune assistite da robo-advisor, il rapporto confidenziale con un consulente esperto, non ha paragoni.
    Il robo-advisor “calcola” le tue esigenze in base alle risposte date ad un questionario standardizzato; un consulente finanziario ti ascolta parlare e parla con te.
    La comprensione dei bisogni delle persone va ben oltre un algoritmo di calcolo; ci sono componenti psicologiche e sociologiche che un computer non può comprendere e quindi interpretare.
    Inoltre il consulente finanziario rimane a disposizione per tutta la durata dell'investimento, per assistere e risolvere eventuali dubbi. Il consulente è un personal coach finanziario.

Opinione personale dell’autore
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